T&C N.34 - LUGLIO 2008

 

T&C N.34 - LUGLIO 2008

In questo numero:

» CURIOSITÀ: Ricette antiche contro i parassiti - II parte

» TECNICA: I ditteri ematofagi dei cavalli

 

» CURIOSITÀ: Ricette antiche contro i parassiti - II parte

Continuano le curiosità liberamente tradotte dal testo del 1902 (vedi T&C n. 32). “Per sterminare i bruchi: bollire insieme un quarto di assenzio e qualsiasi tipo di tabacco economico (in parti uguali) in acqua normale. Il liquido dovrebbe essere molto forte. Cospargerlo sulle foglie e sui rami giovani ogni mattina e sera durante il periodo di maturazione della frutta.  

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Parassiti nei tappeti. Per ucciderli: strizzare un telo di stoffa grezza dopo averlo bagnato con acqua pulita. Stenderlo bene sul tappeto e stirarlo con un ferro molto caldo ripetendo l'operazione in tutte le parti del tappeto in cui si sospetta ci siano dei parassiti. Non c'è bisogno di premere molto e nessun pelo o il colore del tappeto verranno rovinati mentre i parassiti verranno distrutti dal vapore e dal calore. 

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Per tenere alla larga le mosche dai quadri, ecc, applicare il succo di cipolle bollite (???). Per allontanarle procurarsi dal farmacista dell'olio di alloro spruzzando i lati e le pareti nella stanza in cui le mosche infastidiscono e le vedrete sparire in poco tempo. Si dice che mettere una pianta di ricino terrà lontane mosche e zanzare. 

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Per tenere lontane le farfalline, cospargere i vestiti con piccole scaglie di resina di canfora. 

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Per evitare che le mosche infastidiscano cavalli e vacche. Bollire 3 manciate di foglie di noce 3 quarti (circa 3 litri e mezzo) di acqua, spruzzare i cavalli (prima di farli uscire) fra e sopra le orecchie, sul collo e sui fianchi. Trattare le vacche nello stesso modo. 

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castigare le cimici dei letti. Perfetta pulizia. Nessuna cimice dei letti o altri parassiti infesteranno la casa se la padrona di casa terrà pulito e in ordine ed è di gusti fini (???). Per sterminare le cimici dei letti prendere due once (circa 57 grammi) di arsenico rosso, ¼ di pound (circa 115 gr) di sapone bianco, ½ oncia (circa 15 grammi) di canfora sciolta in un cucchiaio da tè di spirito rettificato e preparare una pasta della consistenza di una crema. Mettere questa mistura nelle aperture e nelle fessure del telaio del letto. Nei luoghi in cui sono presenti le cimici dei letti, lo sterminatore migliore, quello più sicuro, veloce e più comodo è il cherosene o olio di petrolio greggio, inzuppando tutte le parti dell'oggetto dell'arredamento accuratamente ed efficacemente.” continua...

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» TECNICA: I ditteri ematofagi dei cavalli

Indiscutibilmente dove ci sono cavalli ci sono anche mosche e altri parassiti ad essi collegati.

In questo articolo prenderemo in esame solo gli ectoparassiti, cioè i parassiti esterni, e non gli endoparassiti, quelli interni, che sono di competenza esclusivamente veterinaria. Entrando ancora più nello specifico vorremmo puntare il dito su alcuni ditteri ematofagi, cioè che si nutrono di sangue: le mosche del carbonchio (Stomoxis calcitrans), i tafani (Tabanidae) e la mosca cavallina (Hippobosca equina) poiché sono quelli più fastidiosi.

Stomoxys calcitrans – Mosca del carbonchio
È un insetto che vive quasi esclusivamente nelle stalle e intorno al bestiame. La sua caratteristica è quella di essere dotata di un apparato boccale pungitore-succhiatore con il quale sia i maschi che le femmine succhiano il sangue dal bestiame. È proprio la presenza di questo apparato a forma di baionetta che ci permette di riconoscere la mosca del carbonchio a colpo d'occhio, insieme alla forma del corpo, più tozzo rispetto a quello della mosca domestica, e alla presenza di alcune macchie scure sull'addome. Il nome comune deriva dalla caratteristica, vera soprattutto in passato, di trasmettere questa temibile malattia. Spesso viene erroneamente chiamata mosca cavallina. La Stomoxis calcitrans disturba in continuazione il bestiame, soprattutto cavalli e bovini, pungendo occasionalmente anche l'uomo. Il nome latino deriva dal fatto che gli animali punti sul posteriore da questo parassita rispondono con vigorosi e pericolosi calci poiché le punture sono particolarmente dolorose. Depone le uova di preferenza nel fieno o nella paglia, soprattutto quando cominciano ad imputridire; altri focolai possono essere costituiti da mucchi d'erba falciata, frutta al macero o anche letame, a cui però siano miste paglia o erba. È una mosca soprattutto estivo-autunnale; il ciclo biologico, ai nostri climi, si completa in 20-30 giorni e gli adulti vivono circa tre settimane.

Tabanidae - Tafani
I tafani sono grosse mosche dalla corporatura robusta (1-3 cm), spesso colorate vivacemente. Anche gli occhi composti, molto caratteristici, sono grandi e colorati. Sono dotati di un apparato boccale pungitore-succhiatore, ma solamente le femmine succhiano sangue, mentre i maschi si nutrono di succhi zuccherini vegetali. Le femmine, che attaccano con molta decisione il bestiame e occasionalmente anche l'uomo, sono potenziali vettori meccanici di parecchie malattie del bestiame. Le femmine depongono alcune centinaia di uova ogni volta, in agglomerati caratteristici, facendoli aderire alle foglie o alle rocce in prossimità dell'acqua.
Infatti le larve di gran parte delle specie sono acquatiche o semiacquatiche e si nutrono predando le forme immature di altri insetti. Le larve superano la stagione invernale sprofondando nel terreno, mentre in primavera quelle più adulte migrano alla ricerca di terreno solido dove impuparsi. L'intero ciclo biologico è piuttosto lungo e può richiedere, alla nostra latitudine, da parecchi mesi ad un anno intero. La lotta contro i tafani è estremamente complicata a causa della vastità dell'ambiente in cui vivono: in genere si ricorre esclusivamente all'impiego di repellenti, sia sul bestiame che sull'uomo.
 
Hippobosca equina – Mosca cavallina
Vorremo dedicare particolare attenzione a questa specie che è poco conosciuta in Italia ma che sta prendendo sempre più piede. Diversi sono i motivi di espansione ma sicuramente tra i più importanti ci sono: il numero sempre in aumento degli animaliselvatici, caprioli in testa, e l'equiturismo. Questi due aspetti permettono alla Hippobosca equina di espandere il proprio territorio e di insediarsi anche su ospiti molto vicini a noi come i cani e i gatti anche se ne posseggono una più specifica la Hippobosca longipennis.
L'Hippobosca equina può, in casi di forte pressione, colonizzare un cavallo anche fino a 10-20 individui. La si può scorgere generalmente sul ventre, tra le cosce e sotto la coda (da cui il nome arcaico: mosca culaiola).
La mosca cavallina (Hippobosca equina) è un parassita morfologicamente adattato per condurre una esistenza come ectoparassita. Alcune parti del proprio esoscheletro, in questa evoluzione, sono state modificate, principalmente per riduzione della funzionalità o atrofia in risposta alla sua condizione di ectoparassita permanente. Di colore bruno-rossastro, queste mosche sono lunghe 7-10 mm. Hanno corpo appiattito dorso-ventralmente (come le blatte) con testa, torace e addome compressi tra loro tanto da far assomigliare questa mosca ad un pidocchio.
Dotate di apparato pungitore-succhiatore simile alla Stomoxis calcitrans ma privo di labbro superiore, molto sclerotizzato e ospitato in una cavità frontale della testa quando non è utilizzato. Una volta estroflesso assume una posizione in basso e in avanti per facilitare la puntura. Sono ematofagi obbligati, cioè sia maschio che femmina si nutrono esclusivamente di sangue. Il tegumento addominale è fine ed elastico per permettergli di dilatarsi mentre si alimenta con il sangue. Hanno zampe corte e robuste con artigli molto lunghi e pronunciati.
Hanno antenne non mobili ospitate in una cavità sul capo. Le ali, che utilizzano solo per brevi spostamenti di circa un metro, giusto per sfuggire ad un attacco del loro ospite o di chi le vuole uccidere, a riposo sono piatte sull'addome, una sopra l'altra. Le mosche cavalline sono dotate di organi visivi ben sviluppati che utilizzano, nascoste nella vegetazione, per saltareaddosso alloro ospite quando gli passa vicino, colonizzandolo. Una caratteristica degli Ippoboscidi è quella di essere pupipari; cioè dopo l'accoppiamento l'uovo e la larva si sviluppano all'interno dell'addome della madre, in una sorta di “utero”. La femmina partorisce la larva matura che a sua volta si trasforma velocemente in pupa. Di fatto è ugualmente corretto parlare di viviparità adenotrofica. La larva matura viene rilasciata dalla madre in luoghi tendenzialmente umidi e dopo circa 9 giorni emerge l'adulto. La vita media degli adulti si aggira tra i 9 (maschi) e i 20 (femmine) giorni. Negli ambienti boschivi la si trova abbondante in zone dove c'è una forte presenza di felci.

Lotta
La lotta è estremamente difficile e articolata. Come abbiamo visto, questi parassiti hanno modi e metodi differenti per riprodursi quindi non esiste un'unica strategia di lotta ma occorre destreggiarsi per trovare un buon compromesso. Un altro punto da considerare è che in questi casi non si deve disinfestare un bar o un ristorante, quindi un ambiente chiuso e circoscritto ma spazi aperti e non gestibili solo localmente. Come per la lotta alle zanzare, trattare un giardino o un maneggio che può estendersi per poche migliaia di metri quadri dà un risultato limitato; occorre “pensare in grande” e spesso questo non è possibile.
La lotta può avere tre diversi stadi: gestione dei siti di ovodeposizione, lotta chimica sul territorio e lotta sugli ospiti.
La gestione dei siti di ovodeposizione è valida soprattutto per la mosca del carbonchio considerando che spesso deponeanche nel fieno bagnato/marcio, nell'erba sfalciata, ecc. Innanzitutto questi cumuli vanno raccolti e portati nel letamaio dove un buon trattamento larvicida aiuta a contenere il problema.
Per quanto riguarda i tafani, la lotta è più difficile perché deponendo le uova in acqua o zone semisommerse costringono l'operatore ad intervenire in questi luoghi. Se l'acqua è stagnante, o con un lento movimento, si possono utilizzare dei larvicidi ma se si è in presenza di un torrente è decisamente più difficile (sarebbe meglio mettere dei pesci). È possibile, così come per la mosca cavallina, utilizzare dei piretroidi e nebulizzarli nell'ambiente circostante i siti di deposizione (le rive dei fiumi, le radure, ecc). Chiaramente l'impatto ambientale è elevato e non sempre è saggio effettuare questi trattamenti.
Per gli amanti dei cavalli e delle passeggiate si possono usare dei prodotti repellenti. In effetti molti di questi sono dei veri e propri insetticidi pronti all'uso ma non sono registrati e quindi sono pericolosi. In alcune nazioni europee sono disponibili degli anelli (a guisa dei collari antipulci dei cani) che si posizionano alla base della coda per eliminare i parassiti.
Vale anche un'altra considerazione: i cavalli sono da sempre gli ospiti di questi insetti quindi è opportuno abituarli e far sì che si abituino anche i proprietari...

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