T&C N.35 - SETTEMBRE 2008

 

T&C N.35 - SETTEMBRE 2008

In questo numero:

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» DAL MONDO: Bell Blox in Spagna contro le arvicole

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» DAL MONDO: Bell Blox in Spagna contro le arvicole

In Spagna, i Professionisti della disinfestazione si affidano alle esche in blocchi a base di Bromodiolone della Bell per arrestare la piaga devastante delle arvicole.
Circa 750 disinfestatori, insieme agli agricoltori locali, hanno applicato tonnellate di esche della Bell Laboratories in una delle regioni più importanti del mondo agrico-lo spagnolo, nel disperato tenta-tivo di controllare l'esplosione della popolazione di arvicole che hanno distrutto le piantagioni.
In Febbraio, i tecnici del locale ufficio governativo responsabile della disinfestazione nelle regioni colpite (La Junta de Castille y Leon), hanno iniziato a distribuire grandi quantità di secchielli di esca in blocchi a base di bromadiolone della Bell, per centinaia di migliaia di ettari sperando di fermare la distruzione dei campi dalle fameliche arvicole. “Data la serietà del problema, in alcuni casi, l'esca è stata distribuita direttamente agli agricoltori perchè potessero applicarla da soli” ha puntualizzato Xavier Calbet, responsabile del settore rodenticidi per l'agricoltura e prodotti speciali della Comercial Quimica Masso, distributore Bell in Spagna.
L'esca da 5 grammi, venduta in Spagna col nome Latigo Bloques, era abbastanza piccola da poter essere applicata senza doversi chinare, utilizzando un tubo e inserendola direttamente nei buchi fatti delle arvicole. Con un rapido movimento del piede il buco veniva chiuso per evitare che gli uccelli e i conigli mangiassero l'esca.

Non c'era tempo da perdere
Il problema delle arvicole non è una novità in Spagna ma questa piaga era diventata così grave che La Junta, in accordo con Calbet e il rappresentante della Bell, Agostino Panetta, ha fatto arrivare più di 80 tonnellate di esca per via aerea allo scopo di abbattere l'infestazione prima che distruggesse i vigneti e il raccolto invernale.
Nel tempo record di due settimane, Bell ha prodotto e spedito 63 bancali contenenti 7.000 secchielli da 10 kg per tentare di salvare l'economia agricola della regione spagnola.
“Per il momento, i risultati della distribuzione di esca sono buoni. Le arvicole stanno morendo. Il problema sta diminuendo” Calbet ha riferito in Maggio.

Le arvicole fuori controllo
Nella penisola Iberica le specie più pericolose per l'agricoltura sono Microtus duodecimcostatus e Microtus lusitanicus. Questi piccoli roditori, una volta confinati nei Pirenei, negli anni recenti hanno trovato l'arida pianura centrale più ospitale, da quando cioè le secche coltivazioni si sono trasformate in colture irrigate. Gli inverni pungenti avrebbero ucciso la maggior parte delle arvicole, mantenendo sotto controllo la popolazione. Questa recente invasione di arvicole, nota Calbet, potrebbe essere il frutto di fattori climatici, politici e di disponibilità di cibo. Un inverno mite seguito da un'abbondanza di piogge primaverili, ha portato all'esplosione della popolazione nel 2006. Il numero di arvicole ha raggiunto proporzioni di piaga nell'agosto del 2007. Gli agricoltori guardavano impotenti centinaia di milioni di arvicole che divoravano un raccolto eccezionale di erba medica. Distrutto l'ultimo tenero germoglio di erba medica, le arvicole hanno concentrato il loro appetito sulle barbabietole da zucchero, sulle patate, e sui vigneti. Gli agricoltori furiosi hanno fatto pressione sui funzionari governativi per ritornare all'uso dei rodenticidi, minacciando di liberare arvicole vive negli uffici pubblici fino a che non si fosse fatto qualche cosa.
Il governo di Castille-Leon permise di incendiare, in modo controllato, campi mietutimasenza ottenere risultati.
Nel febbraio 2008, i funzionari di La Junta, lavorando con Masso e molte altre aziende, misero in moto l'ordine.

Finalmente un po' di controllo
“Ora l'infestazione comincia ad essere sotto controllo, grazie all'enorme quantità di rodenticida distribuito”, ha dichiarato Calbet. “inoltre la popolazione di arvicole aveva raggiunto un livello tale da non poter sostenere la sua stessa sussistenza. È ancora presto per quantificare il danno che la piaga ha causato perché non è ancora stata debellata ma le perdite potrebbero essere 50 milioni di euro con circa 350.000 ettari colpiti”, ha aggiunto Calbet. “Non abbiamo idea del numero di arvicole che possono essere morte ma si può stimare che ci fosse una popolazione con un picco di oltre 600 milioni di individui fra Castille e Leon”.
Con l'arrivo dell'estate, Calbet ritiene improbabile che avvenga un altro episodio grave come quello passato.
“La Junta de Castille y Leon sta lavorando sull'esperienza del 2006 così da organizzarsi più adeguatamente e prepararsi meglio rispetto a quel periodo. È possibile che l'infestazione possa crescere in modo drastico nei prossimi quattro anni in quanto il problema è cronico e storicamente si ripresenta nel corso degli anni”. Per il momento ha aggiunto: “Sembra che le applicazioni di primavera siano state efficaci per iniziare a controllare l'infestazione.”

Liberamente tradotto da The Bell Report n.2/2008

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