T&C N.46 - NOVEMBRE 2010

 

T&C N.46 - NOVEMBRE 2010

In questo numero:

» CURIOSITÀ: Lo sapevate che le blatte...

» LEGISLAZIONE: Il regolamento CLP

 

» CURIOSITÀ: Lo sapevate che le blatte...

Questo articolo racconta alcuni aspetti interessanti sulle blatte che faciliteranno i disinfestatori professionisti ad avere un contatto semplice, divertente e interessante con i clienti.
Lo scopo è quello di mettere a proprio agio l'acquirente perché più facilmente deciderà di stipulare il contratto. È assodato che, se ci si rende simpatici al cliente, più facilmente comprerà da noi.
Comunicare in modo efficace e intelligente, sostenere una buona conversazione, può decisamente migliorare le vendite e fidelizzare il cliente.
C'era un tempo in cui le blatte erano spesso indicate come il parassita numero uno negli Stati Uniti, e costituivano una porzione significativa del reddito dei disinfestatori. Sebbene le blatte rappresentino ancora una importante fonte di profitto, adesso sono al quarto o quinto posto nella classifica dei parassiti più remunerativi.
Un po' di umorismo e alcune curiosità sulle blatte possono acquisire, mantenere vendere e conservare il business. Qualche interessante “Lo sapeva che…?” può aiutare a rompere il ghiaccio, a sostenere la conversazione e a distogliere la concentrazione dal mero contratto di vendita. Qui ci sono alcune stranezze interessanti sulle blatte che possono essere usate a questo scopo. Scegliete quelle che più vi si addicono e fate una prova.

  • Le blatte sono tra gli insetti più primitivi e si sono sviluppate circa 350 milioni di anni fa.
  • Le blatte fossili sono state ritrovate nei depositi di carbone e di ambra evidenziando piccole differenze morfologiche nella forma e nelle dimensioni rispetto a quelle moderne.
  • Le blatte erano la forma di vita dominante nel periodo carbonifero che viene indicato come “era delle blatte”.
  • Le blatte sono precedenti i dinosauri di circa 150 milioni di anni, hanno visto la loro estinzione e sono rimaste pressoché immutate fino ai giorni nostri.
  • Sul pianeta ci sono circa 4500 specie di blatte. Si stima che probabilmente debbano ancora esserne scoperte almeno il doppio. Sessantanove specie sono presenti negli Stati Uniti e in Canada. Trenta specie, circa lo 0,67%, sono associate alle abitazioni civili e sono considerate un fastidio. Solo 4 sono specie comuni e ben conosciute. La maggioranza delle blatte sono insetti non sinantropici.
  • Le blatte hanno diverse biologie riproduttive. I maschi sono stati trovati in tutte le specie studiate eccetto una.
  • Le blatte sono state trovate negli habitat più diversi: dalle cave alle montagne e dalle foreste pluviali ai deserti.
  • Fra le specie meglio conosciute e più largamente diffuse ci sono la Periplaneta Americana, la Blattella Germanica, la Blatta Orientale.
  • La Blattella Germanica è la specie più comune segnalata nel mondo all'interno di edifici.
  • Circa 20 specie di blatte sono state trovate sugli aerei. La Blattella Germanica e la Periplaneta Americana detengono più miglia Frequent Flyer rispetto a qualsiasi altro essere vivente!
  • Alcune delle prime rilevazioni delle blatte come parassiti si trovano nei registri delle navi. Sir Francis Drake riporta il caso di una nave spagnola catturata e piena di blatte.William Bligh, capitano del Bounty, riporta del successo ottenuto sterminando le blatte con acqua bollente. Questo è un primo esempio di disinfestazione senza pesticidi! Secoli dopo, le blatte sono ancora un problema sulle barche.
  • A Singapore ein Malaysia, i tassisti usano foglie di Pandano nei lorotaxi perché conosciute come repellenti per le blatte.
  • Le blatte vengono usate come alimento umano in alcune zone e sembra che abbiano il gusto di gamberetto. Gli Aborigeni australiani e le tribù nella zona del Lao in Thailandia, mangiano blatte.
  • Nessuna specie di blatta è segnalata dall'unione Internazionale per la Conservazione della Natura come minacciata o in pericolo di estinzione.
  • Le blatte sono onnipresenti e vengono scovate in qualsiasi habitat eccetto in quelli estremamente freddi. Comunque una specie è stata rinvenuta sul Monte Everest a 5600 metri di altezza.
  • Alcune specie tropicali vivono nelle foreste e sono responsabili dell'impollinazione di alcune piante.
  • Molte specie sono anfibie o semi-acquatiche.
  • Le blatte sono onnivore e possono mangiare praticamente tutto ciò che è animale o vegetale. Bevono birra, mangiano pelle, capelli, carta da parati, legno e animali morti. Quelle che vivono nei rifugi dei pipistrelli si cibano di guano e quelle che popolano le fogne si cibano anche di feci umane.
  • È stato verificato che 12 blatte possono vivere della colla di un francobollo per una settimana.
  • Le termiti sono blatte. Sono dello stesso ordine di insetti (Isotteri) diversamente da quanto si pensava in precedenza. Le termiti sono più strettamente correlate alle blatte che si nutrono di legno, con le quali condividono molte caratteristiche di struttura e di comportamento.
  • Se private di cibo e acqua, le blatte vivono da 5 a 42 giorni. Alcune specie possono vivere di sola acqua per due o tre mesi.
  • Alcune specie tropicali sono mimetiche e sembrano lucciole, coccinelle o vespe.
  • Qualche specie di blatta possiede difese attive: alcune spruzzano un liquido repellente con l'addome, altre emettono un soffio fastidioso procurato dalla veloce emissione di aria dalle spirali addominali. Alcune specie secernono una sostanza proteica vischiosa che blocca l'attacco di formiche o coleotteri.
  • Ai tropici, formiche e ragni sono i predatori di blatte più rilevanti; nelle case sono i centopiedi ma molti proprietari li trovano decisamente sgradevoli.
  • Una specie sud africana alla quale non è ancora stato dato un nome, ha le zampe posteriori talmente sviluppate da essere in grado di saltare come una cavalletta. Queste blatte balzano fra gli steli d'erba e sembrano specializzate nel nutrirsi di guano.
  • Le blatte “domestiche” vivono in ambienti sporchi dove si nutrono di liquami, feci e materiali morti e in putrefazione. Trasportano, sia al loro interno che esternamente, organismi infettivi come virus, batteri, funghi, protozoi ed elminti. Dalla Periplaneta Americana e dalla Blattella Germanica sono state isolate 18 specie di batteri patogeni. Nella Blattella Germanica catturata negli ospedali e nelle case, hanno trovato molte specie di 5 generi di funghi di importanza medica.
  • Il fatto che le blatte siano portatrici di malattie è certamente accidentale ma è certo il potenziale pericolo che esse possano trasmettere patogeni indirettamente, quando contaminano alimenti, superfici e utensili per la preparazione di alimenti.
  • Le blatte vengono collegate a reazioni allergiche nell'uomo. Una delle proteine che scatena reazioni allergiche è stata identificata come tropomiosina. Le feci, le carcasse, le secrezioni e i residui delle ooteche delle blatte, sono collegati all'asma.
  • Una blatta può vivere senza la testa per una settimana opiù, se si fosse alimentata di recente prima di essere decapitata!
  • Le blatte usano le antenne come naso.
  • Passano circa il 75% del loro tempo nascoste in luoghi protetti quindi gli sforzi per il loro controllo dovrebbero concentrarsi in queste zone.
  • Le blatte si possono muovere davvero velocemente. La Periplaneta Americana può correre a una velocità di 3 km/h. Possono fare fino a 25 giri su sé stesse in un secondo, un record in tutto il regno animale.
  • In Germania, la Blattella Germanica viene chiamata “Die russische Schabe” (la blatta Russa). In Russia viene chiamata la blatta Polacca.
  • Le blatte sono spesso considerate degli animali domestici dai bambini americani. La blatta fischiante del Madagascar è la più conosciuta perché è grande e produce un tipico soffio quando viene disturbata o viene maneggiata.

A questo punto suggerimenti per le curiosità da raccontare ai clienti ce ne sono. Sta al professionista provare a stuzzicare e a far sorridere i propri clienti per vedere se più facilmente potrà vendere il suo servizio. Provare per credere!

Liberamente tradotto da PestManagement Professional

 

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» LEGISLAZIONE: Il regolamento CLP

Attualmente esistono diversi sistemi di classificazione ed etichettatura a livello mondiale. Tale situazione comporta il fatto che la stessa sostanza può essere classificata come “tossica” negli Stati Uniti, “nociva” nell'unione Europea e “non pericolosa” in Cina. Per eliminare queste differenze e migliorare la protezione della salute umana e dell'ambiente in tutti i paesi, nel quadro della Conferenza dell'ONU su ambiente e sviluppo, svoltasi a  Rio de Janeiro nel 1992, è stato deciso di introdurre un sistema globale armonizzato di classificazione dei prodotti chimici (Globally Harmonized System of Classification and Labelling of Chemicals, GHS). Il GHS è stato formalmente adottato nel 2002 dal Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC), sottoposto a revisione negli anni successivi ed anche ad oggi oggetto di ulteriori implementazioni. Il suo obiettivo è quello di migliorare la comunicazione relativa ai rischi per i lavoratori, i consumatori, i servizi di emergenza e nei trasporti mediante etichette armonizzate e, ove del caso, schede di dati di sicurezza armonizzate.
Il sistema GHS è costituito da una serie di raccomandazioni internazionali e la sua applicazione è facoltativa ma l'unione Europea ha voluto renderle obbligatorie integrandole nel diritto comunitario.
Dal 2009 i criteri del sistema GHS sono pertanto inclusi nella normativa che disciplina i trasporti nell'unione Europea. Per quanto riguarda la fornitura e l'uso delle sostanze chimiche, la Commissione Europea, ha inoltre adottato il Regolamento (CE) n. 1272/2008 sulla classificazione, l'etichettatura e l'imballaggio delle sostanze e delle miscele pericolose che, nel medio termine, andrà a sostituire il sistema attualmente in vigore (direttiva 67/548/CEE e 1999/45/CE).
Sono stati definiti infatti, tempi di entrata in vigore dei vari articoli ed allegati del Regolamento in steps successivi e dal 01/06/2015 tale Regolamento sarà l'unico applicabile in materia di classificazione etichettatura ed imballaggio di sostanze e preparati pericolosi.
Principali modifiche introdotte dal regolamento CLP
Per meglio comprendere le varie modifiche e le scadenze, occorre comprendere il significato che il Regolamento attribuisce ai termini di:

  • Sostanza: Elemento o composto chimico, allo stato naturale o ottenuto per mezzo di un procedimento di fabbricazione (es. cipermetrina pura);
  • Miscela: Una miscela o una soluzione composta di due o più sostanze (es. prodotto insetticida a base di Cipermetrina e contenente solventi ed emulsionanti).

Il Regolamento di cui sopra, chiamato CLP, (Classification, Labelling and Packaging of substances and misture) contiene le regole per determinare se una sostanza o se una miscela presenta proprietà che obblighino a classificarla come pericolosa.

La valutazione della pericolosità è il processo attraverso il quale vengono valutate le informazioni relative alle proprietà intrinseche di una sostanza o di una miscela per determinarne la possibilità di essere pericolose per la salute umana o l'ambiente. L'etichettatura di pericolo consente di comunicare la classificazione del pericolo all'utilizzatore di una sostanza o miscela, di avvisare l'utilizzatore della presenza di un pericolo e della necessità di evitare le esposizionie i rischi da esso derivanti.  Il Regolamento CLP stabilisce norme generali relative all'imballaggio, che garantiscono la sicurezza delle forniture delle sostanze e delle miscele pericolose e introduce in Europa il sistema di classificazione mondiale armonizzato GHS(Globally Harmonized System) delle sostanze e delle miscele pericolose.
Il Regolamento utilizza la terminologia di tale sistema (GHS): il termine “sostanza” viene mantenuto, mentre “preparato” viene sostituito da “miscela”; il termine “categoria di pericolo” viene sostituito da “classe di pericolo”. La classe di pericolo indica la natura del pericolo fisico, per la salute o per l'ambiente. Alcune classi di pericolo possono comprendere differenziazioni, altre possono comprendere categorie di pericolo.
Il regolamento CLP definisce 28 classi di pericolo:

  • 16 classi di pericolo fisico (es. Esplosivi, liquidi infiammabili, corrosivi per i metalli);
  • 10 classi di pericolo per la salute umana (es. tossicità acuta, irritante per la pelle);
  • 1 classe di pericolo per l'ambiente
  • 1 classe supplementare per le sostanze pericolose per lo strato di ozono.

Le classi basate sulle proprietà fisico-chimiche sono diverse dalle attuali categorie di pericolo. Esse tengono conto delle classi definite nella legislazione internazionale riguardante il trasporto di merci pericolose. I pericoli per la salute sono simili ai pericoli definiti dal sistema attualmente in vigore anche se sono organizzati e assegnati diversamente all'interno delle classi di pericolo.

L'etichettatura comprenderà elementi (pittogrammi) diversi da quelli attualmente utilizzati. Le informazioni richieste saranno gli identificatori del prodotto, l'identità del fornitore, i simboli di pericolo, le parole di segnalazione, le frasi di rischio e i messaggi di attenzione.
Tutti i pittogrammi relativi alle classi di pericolo saranno modificati e quindi, per esempio, spariranno i simboli arancioni con la Croce di Sant'Andrea (X) o col teschio (T). I nuovi pittogrammi saranno a forma di rombo su sfondo bianco del tipo di quelli utilizzati per il trasporto delle merci pericolose (ADR-RID). (vedi figura 1).
Cambieranno anche le frasi di pericolo. Le attuali frasi R e S saranno sostituite dalle frasi H (Hazard Statements – Indicazione di Pericolo) e P (Precautionary Statements – Consigli di Prudenza). Anche la numerazione delle frasi stesse subirà una completa revisione per cui ad ogni Frase di Indicazione/Consiglio seguirà un codice di tre cifre che non avrà nessun corrispondente con l'attuale numerazione delle Frasi R e S.
Transizione dal sistema attuale al sistema CLP
Il regolamento prevede la contemporaneità del sistema attuale e dei sistemi CLP durante un periodo di transizione. A partire dal 1° dicembre 2010, le etichette delle sostanze dovranno essere conformi al nuovo sistema CLP ma, oltre alla nuova classificazione, nelle schede di sicurezza dovrà essere menzionata anche quella prevista dal sistema attualmente in vigore. Fino al 1°giugno 2015, invece, le aziende incaricate dell'etichettatura delle miscele saranno libere di utilizzare uno dei due sistemi. Se si sceglie il nuovo sistema, l'etichetta dovrà essere preparata di conseguenza, ma nella scheda di sicurezza dovranno essere riportate entrambe le classificazioni. Dopo la data sopra riportata le Aziende dovranno adeguarsi obbligatoriamenteal sistema dietichettatura del Regolamento CLP.
E come ricordato, a partire dal 1° giugno 2015, le direttive correnti verranno abrogate e interamente sostituite dal nuovo regolamento CLP.
Cosa cambierà per le Aziende di Servizi
L'introduzione del Regolamento CLP (e del già noto REACH, Regolamento 1907/06), porterà impatti direttamente collegati alla Valutazione del Rischio Chimico. In particolare sarà necessario:

  • Valutare la necessità di effettuare nuove analisi dell'esposizione dei Lavoratori agli agenti chimici basate sui nuovi criteri di classificazione;
  • Formare ed informare i Lavoratori circa i nuovi criteri di classificazione, etichettatura ed imballaggio delle sostanze e delle miscele pericolose, nonché sulle indicazioni riportate sulle schede di sicurezza;
  • Aggiornare la segnaletica di sicurezza dei luoghi di lavoro in base ai nuovi pittogrammi introdotti dal CLP;
  • Modificare la modulistica utilizzata per lo scambio di dati in materia di sicurezza col Cliente finale.

In ogni caso, per maggiori informazioni, vi invitiamo a consultare il sito web: http://echa.europa.eu/clp/clp_regulation_it.asp dove vengono trattate ed esposte le nuove discipline normative in dettaglio.

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