La classificazione europea degli erogatori e il corrispettivo americano (Tier)

Nel Settembre 2016, la Commissione Europea ha redatto un documento (CA-Sept16-Doc.4.1.c – Final) che approfondisce il concetto di “tamper-resistance” in un erogatore di esca per l’uso di rodenticidi anticoagulanti.

Ne definisce i requisiti principali e introduce una vera e propria classificazione secondo categorie specifiche in base ai requisiti che l’erogatore riesce a rispettare.

Riprendendo alcune sezioni del documento (liberamente tradotto):

3.- Elementi disponibili nel rapporto RMM

  • Sezione 4.2.1.4 rapporto RMM (da pagina 56 a 60) indirizza l’utilizzo di erogatori d’esca nell’uso di rodenticidi anticoagulanti.
  • Questa sezione descrive gli erogatori di esca “tamper-resistant” come quelli resistenti alla manipolazione da parte degli esseri umani (in particolare i bambini), delle specie non bersaglio (ad es. animali domestici) e delle tipiche condizioni climatiche non catastrofiche (ad es. pioggia, umidità). Inoltre, l’esca deve essere collocata in modo tale da non essere rimossa dagli erogatori.
  • L’obiettivo principale degli erogatori di esca tamper-resistant è quello di impedire l’accesso, all’esca da essi contenuta, agli esseri umani o agli animali non bersaglio che siano più grandi delle specie di roditore bersaglio (e che quindi non possono passare attraverso le aperture d’accesso), nonché di dissuaderli dall’entrare negli erogatori.
  • Il rapporto RMM (a pagina 59) propone inoltre una classificazione degli erogatori di esca temper-resistant in 4 livelli o categorie.
  • Pertanto, si propone di seguire queste quattro categorie per la classificazione degli erogatori di esche temper-resistant nell’UE:
    • Categoria 1: resistente alla manomissione di bambini e cani e resistente agli agenti atmosferici,
    • Categoria 2: resistente alla manomissione di bambini e cani, ma non resistente agli agenti atmosferici (da utilizzare solo in casa),
    • Categoria 3: resistente alla manomissione solo dei bambini (da utilizzare solo in casa),
    • Categoria 4: in cui tamper-resistant non è noto, quindi tamper-resistant non è possibile da richiedere (da utilizzare solo in ambienti chiusi non accessibili ai bambini e agli animali domestici).

4.- Modo concordato da seguire.

  • I rodenticidi anticoagulanti autorizzati per l’uso da parte del pubblico o degli utilizzatori professionali devono essere utilizzati in erogatori di esche tamper-resistant:
    • Categoria 1, per i prodotti da autorizzare per l’uso all’interno e intorno agli edifici,
    • Categoria 2, per i prodotti da autorizzare solo per uso interno, purché gli erogatori di esca siano mantenuti asciutti e intatti.
  • Le aperture degli erogatori di esca tamper-resistant non dovrebbero essere più grandi di quelle necessarie per le specie di roditore bersaglio.
  • Si raccomanda che gli erogatori di esca tamper-resistant includano una finestra trasparente sulla parte superiore, che dà agli utenti una vista sulla camera di esca e sull’esca.

 Tali categorie si ispirano ai criteri stabiliti negli Stati Uniti dal US EPA.

Infatti, le stesse 4 categorie le ritroviamo già applicate ufficialmente da molti anni per i prodotti dell’azienda americana Bell Labs.

L’attuale situazione delle trappole a feromoni nella Biocidi

Nella riunione tenutasi il 12 maggio 2017, la Commissione europea ha ritirato la sua proposta di classificare come biocidi i feromoni contenuti nelle trappole di monitoraggio degli insetti.

Questa decisione è una buona notizia per il nostro mercato. Se questa proposta fosse andata avanti, avrebbe realmente eliminato dal mercato tutte le trappole di monitoraggio che effettivamente funzionano. I costi necessari per farle avanzare nell’iter registrativo sarebbero stati troppo elevati perché una delle aziende produttrici potesse avere interesse economico in tale investimento.

L’industria della disinfestazione di tutta Europa è stata invitata a presentare le proprie osservazioni prima che la proposta fosse discussa presso il Comitato Permanente sulla Biocidi, facente parte della Direzione Generale della Sanità e della Sicurezza Alimentare della Commissione Europea tra il 10, l’11 e il 12 maggio.

Sembra che questa strategia abbia funzionato e che i legislatori abbiano ascoltato. Il Comitato ha deciso di abbandonare il progetto di prendere una decisione come Unione Europea, sulle trappole con attrattivi, ma ha stabilito che ogni Stato Membro valuti e decida autonomamente in merito.

Tuttavia, la Confederazione delle Associazioni Europee per la Disinfestazione (CEPA) avverte le associazioni nazionali di rimanere vigili in merito a questo problema rimanendo in contatto e ricevendo aggiornamenti dai rispettivi legislatori nazionali.

L’annuncio di Garry Wiles dell’Unità Internazionale delle Sostanze Chimiche dell’Esecutivo della Salute e Sicurezza (HSE), Divisione della regolamentazione dei prodotti chimici con sede a Londra, è il seguente:

“Avete contattato l’HSE in merito alle discussioni del 12 maggio presso il Comitato Permanente sulla Biocidi in merito alla decisione della Commissione europea sullo stato di cui all’articolo 3 (3), del Regolamento Biocidi 528/2012 (BPR), se le trappole di monitoraggio che utilizzano un attrattivo siano prodotti biocidi. Vi sto scrivendo per far conoscere l’esito della discussione e ho anche copiato questo messaggio ai destinatari di cui ho un indirizzo e-mail. Non esitate a inoltrare questo messaggio a chiunque abbia bisogno di esserne informato.

Nel corso della riunione la Commissione ha informato che non avrebbe preso una decisione sulle trappole per il monitoraggio a norma dell’articolo 3 (3), e che questa sarà lasciata a ciascuno Stato Membro per decidere caso per caso e adottare misure di controllo appropriate (ad esempio, per verificare che i prodotti siano etichettati in modo opportuno). La Commissione ha spiegato che tale approccio tiene conto del resoconto 18 e dell’articolo 3 (3) del BPR e dell’esito del caso Söll Court sulla definizione di un biocida, che hanno chiarito che la Commissione può (piuttosto che dovrebbe o deve) prendere una decisione ai sensi dell’articolo 3 (3). Non è chiaro il motivo per cui la Commissione abbia citato il resoconto 18 in questo contesto ma attendiamo di vedere se i verbali della riunione faranno chiarezza.

Naturalmente questo approccio solleva preoccupazione per l’incertezza riguardante i soggetti interessati e l’HSE prenderà in considerazione entro il mese prossimo la posizione del Regno Unito e vi scriveremo nuovamente (e aggiorneremo anche il sito web dell’HSE) che indica la posizione sulle trappole in generale che potrà essere applicata a casi specifici quando verranno portati alla nostra attenzione. Per le due trappole specificate nella bozza della proposta inviata alla Commissione, non vi erano evidenze che venissero fornite nel Regno Unito e infatti le etichette, visionate dall’HSE, non erano in inglese.

Nel frattempo, la posizione precedentemente stabilita dalla direttiva 98/8/CE (BPD) sui prodotti biocidi – ovvero che le trappole che si utilizzano esclusivamente a fini di monitoraggio per valutare la necessità o il successo delle misure di gestione dei parassiti, chiaramente etichettate, vendute e utilizzate come tali, non rientrano nel campo di applicazione – rimarrà la posizione del Regno Unito mentre verrà valutato ulteriormente”.

Pubblicato: 19 maggio 2017 su Pest Magazine

6 Giugno, Giornata Mondiale della Sensibilizzazione alla Disinfestazione

Il 6 giugno 2017 è stato dichiarato “Giornata mondiale della sensibilizzazione alla disinfestazione”

Riportiamo questa lodevole iniziativa di CEPA.

Scopo di questa iniziativa, sostenuta dall’OMS e organizzata con CPCA, FAOPMA, NPMA e CEPA, è sensibilizzare i cittadini di tutto il mondo sul modo in cui le imprese di disinfestazione offrono protezione ai loro alimenti, alle loro abitazioni, alle loro famiglie, all’ambiente dove vivono e alle loro attività, prevenendo rischi per la salute pubblica.

La CEPA consiglia ai suoi membri di sostenere questa azione perché offre l’ulteriore opportunità di proiettare un’immagine positiva del nostro settore nei confronti del grande pubblico e anche dei soggetti normativi e orizzontali interessati, sia in Europa che sulla scena internazionale.

CEPA riporta alcune semplici idee da prendere in considerazione per diffondere questa iniziativa: un comunicato stampa di base, una conferenza stampa più elaborata, seminari, workshop, visite a siti aziendali, dimostrazioni dal vivo ecc.

Certamente anche voi potrete trovare qualcosa di creativo e di interessante che susciti la curiosità dei vostri clienti e dei vostri concittadini!

logo-CEPA-Certified

Global Summit of Pest Management Services 2017 – 2/4 aprile 2017

170 partecipanti – una location centralissima e di classe come l’hotel New York Hilton Midtown, in una cornice sempre affascinante come quella della Grande Mela 

In questa seconda edizione della conferenza internazionale del mondo Pest Control, la maggior parte dei partecipanti erano – come ipotizzabile – rappresentanti del Pest Control americano, ma non mancava comunque una buona rappresentanza europea. Di italiani solo 3 aziende, due di servizi e solo Colkim come rappresentante del mondo produttori/fornitori.

Alla luce di questa consapevolezza, sentiamo la responsabilità di raccontare, in modo sintetico, i principali argomenti discussi.

Colkim ha deciso di partecipare perché da sempre crede che il nostro settore sia positivamente influenzato dalle tendenze americane, dove sicuramente il ruolo del Pest Control Operator è correttamente valorizzato, e dove gli obiettivi della Salute e Salubrità Pubblica vengono posti in cima alla classifica delle priorità.

Noi, da europei coinvolti e “stravolti” dalla Biocidi e da tutte le normative che stanno uscendo giorno dopo giorno, ci siamo sentiti sollevati nel vedere che nell’altro continente il leit motiv, comune a tutte le presentazioni, è stato, parafrasando: “non dimentichiamoci l’importanza di un’attività di pest control efficiente per tutelare la salute pubblica, e non togliamo agli operatori professionali gli strumenti necessari per farlo”.

Riportiamo il contenuto di una diapositiva (Foto 1) che riteniamo particolarmente chiara, ripresa dalla presentazione di Bobby Corrigan, la cui fama lo precede in tutto il mondo. Con il giusto livello di sarcasmo, ha voluto mostrarci uno stralcio di una pubblicazione giornalistica in cui si evidenzia quanto margine di miglioramento ci sia ancora per fare il nostro lavoro, per crescere una forza di lavoro professionalizzata di professionisti della disinfestazione, che possano utilizzare con cognizione di causa strumenti idonei a trattare un’infestazione target, non una semplice aspirapolvere come quel “poverino” della vignetta ha in mano, per contrastare una colonia di ratti N volte più grande.

D’altronde non è un segreto che il lavoro del disinfestatore sia quasi un taboo per la maggior parte delle persone non del settore. Non esiste un’accurata consapevolezza dei problemi derivanti dai parassiti che si combattono da anni, chi cercando di sviluppare prodotti sempre più efficienti, chi impegnandosi nello sviluppo e perfezionamento di tecniche di controllo sempre più efficienti.

La conferenza si alternava tra interventi e conseguenti punti di vista di tutti gli stakeholder del settore: da professori, a consulenti, a utenti finali, ad aziende di disinfestazione, ed infine non certo per importanza, alle associazioni di settore americana ed europea.

Una presentazione su tutte ci ha catturato l’attenzione, perché ha descritto in modo davvero brillante come una realtà di disinfestazione sicuramente strutturata come quella di Rentokil, abbia deciso di adottare una politica marketing di tutto rispetto per veicolare l’importanza del proprio lavoro.

E qui arriviamo al secondo input pervenutoci dalla conferenza, e ripreso anch’esso dalla maggior parte degli interventi fatti, come quello di Dominique Stumpf (CEO – NPMA) che, parlando per l’associazione americana, ha chiesto a gran voce di creare sempre più dialogo tra industria, autorità e associazioni al fine di riuscire in questo intento comune di dar sempre più valore al nostro settore.

Questi sopra descritti sono stati i valori e i messaggi comuni e trasversali dell’intero Global Summit. Nel dettaglio tecnico la prima giornata si è concentrata di più sul mondo delle industrie alimentari, la seconda sul ruolo della disinfestazione per la salute pubblica.

Nella prima giornata, ha fatto da padrone il protocollo FSMA (Food Safety Modernization Act), la più ampia riforma in tema di sicurezza alimentare degli ultimi 70 anni, firmata dal presidente Obama nel gennaio 2011. L’obiettivo primario di tale riforma è quello di assicurare che la fornitura alimentare americana sia affidabile, spostando l’attenzione dal controllo delle infestazioni alla prevenzione delle stesse.

Tale protocollo diventa obbligatorio per tutte le industrie alimentari che decidono di esportare in America e da qui l’importanza di approfondirne i contenuti anche per noi italiani.

Il vero cambiamento portato dalla riforma del 2011, e quello che incide maggiormente sull’attività di disinfestazione, consiste nel ragionare non più solo sui risultati di attività di monitoraggio concreti (i numeri risultanti dai report di monitoraggio e controllo), bensì basterà che l’auditor “abbia motivo di credere” che ci possa essere una criticità, per chiedere interventi anche invasivi come la chiusura degli stabilimenti.

Questo perché si vuol dare più importanza alla prevenzione di possibili infestazioni (“ho motivo di credere”) piuttosto che al controllo di infestazioni già avviate.

Da qui ne consegue che un punto cardine delle valutazioni saranno le condizioni sanitarie dell’industria, che dovranno essere tali da permettere di prevenire eventuali infestazioni.

Diventerà sempre più importante adottare un approccio sistematico dato dal connubio di HACCP e Risk-based Zoning, ovvero una mappatura delle zone di rischio dalla più lieve alla più elevata (in base agli alimenti trattati e altre condizioni di rischio).

Noi siamo tornati a casa con una domanda in testa: ci deve interessare anche se non abbiamo intenzione di esportare il nostro prodotto in America? Noi crediamo di sì, perché non sarebbe la prima volta che un trend tipicamente USA diventi altrettanto di “tendenza” qui da noi. Inoltre, crediamo che molti aspetti di questa riforma si possano vedere anche nelle tendenze della nostra Biocidi, ove il controllo tramite esca o insetticida viene visto sempre più marginale, a fronte di una sempre maggior importanza dell’attività preliminare di monitoraggio e non solo all’interno di una strategia di Integrated Pest Management. Noi vediamo delle similitudini… e voi?

Concludiamo con una curiosità che crediamo dimostri quanto in realtà “tutto il mondo sia paese”. Il numero di dipendenti medi di un’azienda di disinfestazione europea è di 4 persone, mentre in America è di poco più alto: 7,5.

Crediamo fermamente nell’importanza di valorizzare il nostro settore, e ci uniamo al messaggio che portiamo forte da New York ovvero di comunicare agli utenti finali, e non solo, l’importanza della disinfestazione effettuata da un operatore professionale qualificato.

Logo-global

PROGRAMMA DEGLI EVENTI

SUNDAY, APRIL 2

6:00 PM – 7:30 PM

Welcome Reception and Cocktail Hour

MONDAY, APRIL 3

8:30 AM – 9:00 AM

Welcome and Opening Remarks

Henry Mott, Vice Chairman, Confederation of European Pest Control Associations and Dominique Stumpf, CEO, National Pest Management Association

9:00 AM – 10:00 AM

FSMA Implementation and the Impact on the Global Pest Management Industry

Cornelius Hugo, Ph.D., Global Manager – Food Safety Services Innovation, AIB International, Kansas, USA

10:15 AM – 12:15 PM

Overcoming Pest Management Challenges in Food Processing Facilities

John Carter, VP – Quality Dairy, Danone, Paris, France; Michael Robach, VP-Corporate Food Safety and Regulatory Affairs, Cargil, Minnesota, USA; Ferenc Varga, Hygiene and Microbiological Safety Expert,  Nestlé, York, United Kingdom

12:15 PM – 1:15 PM

Networking Lunch

1:15 PM – 2:45 PM

Challenges and Solutions in Food Distribution and Retail Facilities

Brett Gardner, Lead Compliance Consultant – Enterprise Food Safety, Target, Minnesota, USA; Hank Hirsch, RK Environmental, New Jersey, USA; Michael Roberson, Director of Corporate Quality Assurance, Publix Supermarkets, Florida, USA

3:00 PM – 4:30 PM

Overcoming Obstacles and Collaborating for Success in Food Facilities

LeAnn Chuboff, Senior Technical Manager SQFI, Food Marketing Institute, Illinois, USA; Dominique Sauvage, ACE, Director – Field Operations and Quality, Copesan, Wisconsin, USA

4:30 PM – 5:15 PM

The Role of Industry Protocols in Food Processing Facilities: Understanding the CEPA and NPMA Standards

Marie Horner, ACE, Regional Vice President, Arrow Exterminators, Georgia, USA; Bertrand Montmoreau, Chairman, Confederation of European Pest Management Associations, Paris, France

TUESDAY, APRIL 4

9:00 AM – 10:00 AM

Urban Pest Management’s Role in Protecting Public Health

Kevin Sweeney, Vice President – Governmental and Regulatory Affairs, Landis

10:15 AM – 11:15 AM

Communicating a Compelling Public Health Message to Consumers in a Skeptical World

Randoph Carter, Vice President – Marketing, Rentokil Steritech, Pennsylvania, USA

11:15 AM – 12:15 PM

Taking the Pulse of Pest Management Services in Health Care Facilities: Perspectives and Perceptions

Håkan Kjellberg, AntiCimex, Stockholm, Swe-den; Zia Sidiqqi, Rollins, Inc., Georgia, USA

12:15 PM – 1:15 PM

Networking Lunch

1:15 PM – 2:30 PM

The Challenge of Managing Rodent Populations Around the Globe for Improved Public Health Outcomes

Bobby Corrigan, Ph.D., RMC Pest Management Consulting, New York, USA; John Simmons, Managing Director, Acheta Consulting, Bristol, United Kingdom

Håkan Kjellberg, AntiCimex, Stockholm, Swe-den; Zia Sidiqqi, Rollins, Inc., Georgia, USA

Blatte e asma nei bambini

Un nuovo studio dimostra che l’esca per gli scarafaggi migliora i problemi di asma.

I bambini che vivono in abitazioni trattate con esca per gli scarafaggi hanno quasi 50 giorni in meno con sintomi di asma in un anno. A stabilirlo è un nuovo studio del Journal of Allergy and Clinical Immunology (Periodico di Allergia e Immunologia Clinica).

Lo studio ha seguito, per un anno, 102 bambini con asma da moderata a grave che vivono nell’area metropolitana di New Orleans. La maggior parte delle famiglie (92%) avevano un reddito familiare inferiore a 25.000 dollari. Nelle case trattate con le esche per gli scarafaggi, i tecnici hanno effettuato sopralluoghi ogni due o tre mesi e hanno collocato trappole nella cucina, nel soggiorno e nelle camere da letto dei bambini. L’esca insetticida è poco costosa ed espone le famiglie a una quantità relativamente piccola di pesticida rispetto ad altre forme di controllo dei parassiti.

L’esposizione agli scarafaggi è una importante causa alla diffusione di asma che, nonostante una tendenza generale a  stabilizzarsi, continua a salire tra i poveri”, ha detto Felicia Rabito, PhD, professore associato di epidemiologia presso la Tulane School di Igiene Pubblica e Medicina Tropicale. “È urgente identificare gli interventi che si traducono in benefici clinici e individuare quelli che sono accessibili e fattibili per le famiglie a basso reddito.

Già dopo tre mesi dall’inizio dello studio, c’era una notevole differenza nel numero di scarafaggi tra le abitazioni con l’esca e le case senza alcun intervento. Dopo 12 mesi, nessuna casa trattata con le esche era infestata rispetto al 22% di infestazione delle abitazioni non trattate.

I bambini che vivono nelle case trattate hanno un migliore stato di salute. In media, hanno avuto 47 giorni in meno con sintomi di asma nel corso di un anno. Al contrario, i bambini con allergia agli scarafaggi nelle abitazioni non trattate hanno più frequentemente perso la scuola e hanno dovuto effettuare visite non programmate al pronto soccorso.

Liberamente tradotto da PCT   

PestWorld 2015, Nashville: dalla musica alla disinfestazione!

Carlo_Ribbon

Come ogni anno in questo periodo, negli Stati Uniti si celebra il mondo della disinfestazione, o come viene da loro chiamato, del Pest Management. PestWorld, rappresenta sicuramente il clou mondiale del nostro settore e ogni anno cambia sede all’interno degli USA. Quest’anno è toccato a Nashville ospitare l’evento.

Potevamo mai mancare noi di Colkim? Assolutamente no! Per cui, armati di molta pazienza, abbiamo intrapreso un lungo viaggio in aereo che attraverso due scali ci ha portato nella cittadina del Tennessee, famosa soprattutto per la musica Country che pervade ogni angolo della città.

Appena arrivati, quello che ci ha colpito è la location scelta dall’Associazione dei PCO americani (NPMA), cioè il Gaylord Opryland Resort & Convention Center.

Più che in un Centro Convegni o un Hotel, si può dire di trovarsi in un piccolo paese dove non manca nulla.

Solo alcuni numeri per comprendere la maestosità del luogo scelto per PestWorld:

  • 2900 camere su 6 piani;
  • 152 sale riunioni per un totale di 56.000 mq di spazio dedicato ai convegni;
  • 3 enormi parchi interni, coperti da strutture in acciaio e vetro, con piante rigogliosissime, cascate e canali sui quali è possibile trascorrere qualche momento in barca per rilassarsi;
  • 17 ristoranti che servono piatti della cucina di tutto il mondo.
  • Palestre e centri Benessere.

Entrare in questo resort, significa vivere in un mondo a parte, nel quale è facile incontrare e intrattenersi con gli altri partecipanti alla Convention, tutti ben distinguibili dal badge fornito al momento della registrazione.

Maestosa anche la cerimonia d’apertura nella quale, oltre ai discorsi di benvenuto di rito, si è esibito un gruppo di cantanti molto bravi e originali (vedi filmato).

Come ogni anno, l’evento consta di tre momenti distinti e importanti: l’esposizione, i convegni e i vari rinfreschi volti a favorire l’ambientamento e la socializzazione.

Queste tre parti non si accavallano mai per cui, quando la sala espositiva è aperta, non ci sono convegni e viceversa. In questo modo si evita che il partecipante debba scegliere a cosa rinunciare e permette anche agli espositori di assistere liberamente ai convegni.

L’esposizione si è tenuta in uno degli spazi del Resort, un’enorme sala nella quale hanno trovato posto 209 espositori di ogni parte del Globo. A PestWorld 2015 hanno partecipato 3000 persone provenienti da oltre 80 paesi del mondo.

Fra gli espositori era possibile trovare di tutto: automezzi attrezzati per ogni evenienza, attrezzature di ogni tipo, prodotti chimici, erogatori, software, trappole, assicurazioni dedicate, libri, gadget, impianti per il trattamento col calore ecc.

Particolarmente nutrita la presenza di sistemi per combattere le cimici dei letti e fra questi in assoluto la cosa più curiosa era rappresentata dal pigiama a prova di cimici dei letti.

I convegni sono stati organizzati in training session di circa un’ora ciascuna che si svolgevano in concorrenza in almeno 8 diverse sale. Questo significa che ogni partecipante poteva costruirsi la propria agenda in base agli specifici interessi anche utilizzando l’apposita APP per Smartphone e Tablet. Bisogna sempre considerare che per gli operatori USA, la partecipazione alle sessioni permette di acquisire punteggi utili per rinnovare la licenza di disinfestatore, consegnando un questionario compilato alla fine di ogni intervento.

Cosa rimane dopo la visita a PestWorld? Oltre ai contatti e alle idee raccolte durante la permanenza, sicuramente restano le immagini di un evento organizzato mirabilmente in ogni suo minimo dettaglio nel quale, nonostante l’opulenza della location, ci si sente perfettamente a proprio agio e integrati. Rimane un grande senso di ottimismo e di vitalità per questa splendida professione.

Appuntamento il prossimo Ottobre a Seattle. Noi ci saremo e voi?

IMG_0003 IMG_0017