Notrac Blox: valutazione comparativa dell’appetibilità di esche rodenticide attraverso prove sperimentali sul campo

Si ringraziano Giulia Sozio e Paolo Sposimo, dell’azienda NEMO Srl, per lo sviluppo e l’elaborazione di questa relazione tecnica.

Un ringraziamento va anche al nostro amico e fidato professionista Dott. Dario Capizzi, che ci ha guidati nel progetto.

RELAZIONE TECNICA

Attualmente, il controllo delle popolazioni di roditori viene conseguito, nella quasi totalità dei casi, mediante la somministrazione di esche rodenticide. Tali esche, per essere accettate ed ingerite dalle popolazioni bersaglio, devono essere formulate in modo da garantire adeguata appetibilità.

Obiettivo della sperimentazione è quello di valutare l’appetibilità di 4 formulati di esche rodenticide a diversa composizione.

La valutazione dell’appetibilità dei formulati è stata effettuata attraverso esperimenti di food choice, consistenti nella somministrazione in campo e la successiva analisi statistica dei consumi (grammi di esca consumata) rilevati nel tempo ad opera delle popolazioni dei roditori target.

I quattro prodotti da confrontare sono tutti blocchetti paraffinati a base di bromadiolone 0,005% + denatonio benzoato:

Prodotto “A”, Prodotto “B” e Prodotto “C”: formulazioni di produttori italiani.

Prodotto “D”: NOTRAC BLOX (dell’azienda americana Bell Labs).

Lo studio è stato svolto a Roma in due diverse aree (Fig. 1):

• un Circolo Ippico (di seguito denominato “Maneggio”), situato lungo le rive di un fiume, in piena area metropolitana.

• una Cooperativa Agricola, un’area agricola situata in una Riserva Naturale, alle porte di Roma (di seguito denominata “Azienda Agricola”).

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Fig. 1. Aree di studio e posizioni degli erogatori: a sinistra l’Azienda Agricola e a destra il Maneggio
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Fig. 1. Aree di studio e posizioni degli erogatori: a sinistra l’Azienda Agricola e a destra il Maneggio

Prima di iniziare l’esperimento, per confermare la presenza di roditori in entrambe le aree è stato effettuato un sopralluogo con posizionamento di 6 erogatori in ciascuna, controllati dopo 3 giorni (Maneggio) e 4 giorni (Azienda Agricola). In entrambe le aree è stata confermata la presenza di ratti (Rattus sp.) e topi (Mus musculus), quindi si è proseguito con l’esperimento posizionando i restanti erogatori.

Disegno sperimentale e posizionamento degli erogatori

Le esche sono state somministrate in entrambe le aree con il medesimo disegno sperimentale. I prodotti, ancorati agli appositi perni, sono stati posti negli erogatori a coppie, con 2 blocchetti per prodotto posizionati in modo alternato (es. ABAB). Ogni coppia rappresentava quindi un confronto diretto tra due prodotti, o trial. Le coppie sono state assortite in modo che le sei possibili combinazioni fossero rappresentate in egual numero (N=8; Tabella 1). In base a tale disegno, ogni singolo trial è stato replicato 8 volte, e ogni formulato è stato somministrato in un totale di 24 erogatori.

Gli erogatori sono stati posizionati in modo opportunistico in punti valutati idonei o segnalati dal personale del luogo (es. lungo gli argini del fiume, all’interno di capanni con mangimi o cereali, in prossimità delle stalle, ecc.). In ogni area sono stati selezionati 12 punti, e in prossimità di ciascun punto sono stati posizionati 2 erogatori a distanza di 1-10 metri, assortiti in modo che in ciascun punto fossero disponibili tutti e 4 i prodotti (ad esempio: attorno al punto 1 era posizionato un erogatore con i prodotti AB e uno con i prodotti CD). Questo accorgimento è stato adottato per aumentare le probabilità che ciascun roditore potesse entrare in contatto con tutti e quattro i prodotti ed essere sottoposto ad almeno due trial di confronto.

Dove necessario, gli erogatori sono stati ancorati al suolo con del fil di ferro, e all’interno di essi è stato inserito anche del sale grosso per limitare l’interferenza di chiocciole e lumache. L’utilizzo dell’esca insetticida per formiche non è stato necessario.

Tabella 1. Distribuzione delle coppie di prodotti da testare nelle due aree di studio

Schema temporale e protocollo dei controlli

Gli erogatori sono stati controllati a giorni alterni per 5 volte (più un controllo 0 iniziale per 12 erogatori per confermare la presenza dei roditori; Tabella 2).

Ad ogni controllo un erogatore è stato definito “visitato” quando vi erano chiare tracce di consumo (riduzione dell’esca, chiari solchi degli incisivi) o escrementi di roditore all’interno (Fig. 2). Le esche residue sono state pesate tramite bilancina a molla (precisione 1 g) per quantificarne il consumo, ottenuto per differenza rispetto al peso al controllo precedente. I blocchetti consumati per più di metà del loro peso sono stati sostituiti per garantire una maggiore disponibilità di prodotto. Infine, la posizione delle esche all’interno degli erogatori è stata invertita ad ogni controllo per escludere eventuali effetti dovuti alla posizione e/o all’esperienza dei roditori (ad esempio, se al primo controllo i prodotti erano posizionati secondo lo schema ABAB, al controllo successivo la loro posizione veniva invertita, secondo lo schema BABA).

Tabella 2. Schema temporale dei controlli

Analisi dei dati

I dati sono stati analizzati a diversi livelli:

1) VISITE AGLI EROGATORI: in questa fase si è analizzata la probabilità di visita agli erogatori (1=visita, 0=non visita), indipendentemente dal quantitativo di esca consumata. I risultati sono quindi da riferirsi all’effetto dell’attrattività delle esche nei confronti dei roditori, che sono spinti ad entrare nell’erogatore ed eventualmente ad assaggiare il prodotto.

Analisi statistiche: modelli binomiali con la funzione glmer (pacchetto lme4)sul software open access R. Struttura dell’errore: random=1|erogatore/controllo.

2) CONSUMO: questo dato rispecchia il grado di preferenza del roditore nei confronti dei prodotti. Una volta entrato nell’erogatore, il roditore tenderà a consumare maggiormente quello che è più appetibile. Questa analisi è stata svolta a livello di:

- Consumo complessivo, ottenuto dalla somma totale dei consumi nei 10 giorni di durata del test. I risultati danno una misura di quanto i prodotti vengono consumati a livello complessivo gli uni rispetto agli altri in somministrazioni di più giorni.

Analisi statistiche: analisi della varianza con le funzioni lme (pacchetto nlme) e anova; post-hoc test con la funzione glht (pacchetto multcomp) su R. Struttura dell’errore: random=1|erogatore.

Analisi statistiche: test delle differenze con le funzioni lme (pacchetto nlme) e anova su R. Struttura dell’errore: random=1|erogatore/controllo.

RISULTATI E DISCUSSIONE

Specie rilevate

Negli erogatori sono stati rilevati escrementi e segni di consumo attribuibili sia a ratti (Rattus sp.) che a topi (Mus musculus), con una maggiore abbondanza di segni di ratti nell’area del Maneggio. Si segnala il rinvenimento diretto di un esemplare di Rattus sp. (probabile R. norvegicus) morto nei pressi di un erogatore posto in prossimità della riva del fiume al maneggio. Non è stato possibile procedere con un esame autoptico dell’esemplare, tuttavia il suo rinvenimento nei pressi dell’erogatore, la presenza di solchi degli incisivi molto marcati sul residuo dei blocchetti di esca, e la presenza di tracce di sangue all’interno dell’erogatore, rendono altamente probabile che il ratto sia morto a seguito dell’ingestione delle esche. Nonostante il rinvenimento di un (probabile) esemplare di R. norvegicus, non è possibile escludere che nell’area vi fossero anche individui di R. rattus. Nell’area del maneggio è stata inoltre rilevata in modo diretto la presenza di topi a seguito della fuga, in due occasioni, di individui che si trovavano all’interno degli erogatori durante il controllo. Lo stesso avvistamento diretto di topi durante il controllo è avvenuto nell’area dell’azienda agricola, dove è stato inoltre rinvenuto un esemplare morto di M. musculus all’interno di uno degli erogatori, con tracce di sangue sulla coda (Fig. 2).

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Fig. 2. Esempi di tracce di consumo rinvenute all’interno degli erogatori
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Fig. 2. Esempi di tracce di consumo rinvenute all’interno degli erogatori

Visite agli erogatori

Nei 10 giorni di somministrazione, 37 erogatori su 48 (77%) sono stati visitati almeno una volta, di cui 18 all’azienda agricola e 19 al maneggio. Per motivi non identificabili, 11 erogatori non sono mai stati visitati e sono stati pertanto esclusi dalle analisi sui consumi. L’inclusione di tali dati avrebbe infatti influenzato i risultati riducendo in modo errato le differenze tra i prodotti, poiché i consumi pari a zero non sarebbero stati riconducibili alla medesima appetibilità ma piuttosto all’assenza di visita.

Le visite agli erogatori sono state in generale più frequenti nell’area del maneggio, dove però si sono ridotte gradualmente nel corso dei 5 controlli. Nell’azienda agricola, invece, le visite agli erogatori si sono mantenute su livelli più bassi ma più costanti nel tempo. In entrambe le aree si è rilevato un incremento delle visite al controllo 2 (cfr anche i risultati relativi ai consumi di esca).

Si è rilevato in generale una riduzione delle visite agli erogatori nel corso del tempo, probabilmente dovuta alla morte degli individui a seguito dell’assunzione del rodenticida.

Le visite agli erogatori contenenti prodotti diversi sembrano seguire lo stesso tipo di andamento nel tempo, ad eccezione del prodotto B che a seguito di un maggiore incremento iniziale sembra ridursi più velocemente. Le analisi statistiche tuttavia, non rilevano differenze significative nel tasso di visita in base al prodotto (p>0.05).

Non sembra esserci, quindi, un prodotto che attira meglio o prima i roditori rispetto agli altri.

Si sottolinea che tali risultati sono riferiti esclusivamente all’attrattività dei prodotti, cioè alla probabilità che un ratto visiti l’erogatore indipendentemente dall’entità del consumo (analizzata nei paragrafi successivi).

Andamento dei consumi

I consumi totali (somma dei consumi di tutti gli erogatori) hanno avuto un andamento simile nelle due aree (Fig. 3), con un primo aumento al controllo 2 ed un successivo graduale decremento. Tale andamento, che rispecchia quello delle visite agli erogatori, è probabilmente dovuto al superamento della diffidenza iniziale da parte dei roditori, seguita dalla progressiva morte dovuta al consumo di esche.

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Fig. 3. Consumo totale di esca (somma di tutti gli erogatori) nelle due aree in corrispondenza di ciascun controllo.
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Fig. 3. Consumo totale di esca (somma di tutti gli erogatori) nelle due aree in corrispondenza di ciascun controllo.

Differenze tra i prodotti – Livello complessivo

A livello complessivo, i consumi rivelano un chiaro pattern, simile in entrambe le aree, dove il prodotto D è stato il più consumato e il prodotto B il meno consumato. Si osserva inoltre una certa variabilità nei consumi tra diversi erogatori, mostrando una situazione altamente eterogenea con alcuni erogatori altamente frequentati e consumati, ed altri molto meno (Fig. 4).

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Fig. 4. Consumi totali dei quattro prodotti (somma di tutti gli erogatori e di tutti i controllo)
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Fig. 4. Consumi totali dei quattro prodotti (somma di tutti gli erogatori e di tutti i controllo)

L’analisi della varianza conferma che le differenze di consumo totale tra i prodotti sono statisticamente significative nel complesso (p<0.0001), e il risultato non si discosta nelle due aree (interazione prodotto*area: p>0.5).

I test post-hoc rivelano che le uniche differenze non statisticamente significative sono quelle tra il prodotto A e i prodotti B e C. Tra A e B l’assenza di significatività potrebbe dipendere dalla numerosità del campione e non da una reale assenza di differenze, anche considerando che tra A e C la differenza risulta significativa.

A livello complessivo, quindi, la graduatoria dei consumi è D > C = A ≥ B.

SOMMARIO DEI RISULTATI E CONCLUSIONI

• Si è rilevato un picco delle visite agli erogatori e dei consumi al secondo controllo, seguito da una riduzione graduale nel corso del tempo (probabile superamento della diffidenza iniziale seguito da morte per ingestione rodenticidi).

• Non sembra esserci un prodotto che induca i roditori a visitare un contenitore con maggior frequenza o prima rispetto agli altri.

• Il prodotto che denota la maggior appetibilità, sia a livello complessivo che confrontato singolarmente con altri prodotti, è Notrac Blox.

• Le differenze tra i prodotti risultano le stesse indipendentemente dall’area e dal controllo, a testimonianza della validità generale dei risultati del test.

 

Blatte e asma nei bambini

Un nuovo studio dimostra che l’esca per gli scarafaggi migliora i problemi di asma.

I bambini che vivono in abitazioni trattate con esca per gli scarafaggi hanno quasi 50 giorni in meno con sintomi di asma in un anno. A stabilirlo è un nuovo studio del Journal of Allergy and Clinical Immunology (Periodico di Allergia e Immunologia Clinica).

Lo studio ha seguito, per un anno, 102 bambini con asma da moderata a grave che vivono nell’area metropolitana di New Orleans. La maggior parte delle famiglie (92%) avevano un reddito familiare inferiore a 25.000 dollari. Nelle case trattate con le esche per gli scarafaggi, i tecnici hanno effettuato sopralluoghi ogni due o tre mesi e hanno collocato trappole nella cucina, nel soggiorno e nelle camere da letto dei bambini. L’esca insetticida è poco costosa ed espone le famiglie a una quantità relativamente piccola di pesticida rispetto ad altre forme di controllo dei parassiti.

L’esposizione agli scarafaggi è una importante causa alla diffusione di asma che, nonostante una tendenza generale a  stabilizzarsi, continua a salire tra i poveri”, ha detto Felicia Rabito, PhD, professore associato di epidemiologia presso la Tulane School di Igiene Pubblica e Medicina Tropicale. “È urgente identificare gli interventi che si traducono in benefici clinici e individuare quelli che sono accessibili e fattibili per le famiglie a basso reddito.

Già dopo tre mesi dall’inizio dello studio, c’era una notevole differenza nel numero di scarafaggi tra le abitazioni con l’esca e le case senza alcun intervento. Dopo 12 mesi, nessuna casa trattata con le esche era infestata rispetto al 22% di infestazione delle abitazioni non trattate.

I bambini che vivono nelle case trattate hanno un migliore stato di salute. In media, hanno avuto 47 giorni in meno con sintomi di asma nel corso di un anno. Al contrario, i bambini con allergia agli scarafaggi nelle abitazioni non trattate hanno più frequentemente perso la scuola e hanno dovuto effettuare visite non programmate al pronto soccorso.

Liberamente tradotto da PCT   

Hidden Kill, piccola e geniale

I disinfestatori possono sempre contare su Bell per ottenere risultati e avere le attrezzature migliori nella lotta ai roditori. Questa volta si tratta di Hidden Kill, una trappola usa e getta per topi che li uccide in modo professionale e discreto. Hidden Kill è stata progettata per una rapida eliminazione del topo, che evita di entrare in contatto con l’animale ed è la naturale evoluzione delle vecchie trappole a scatto in legno. Il tutto a un prezzo eccezionale.

Siccome la professionalità e la discrezione diventano sempre più una priorità nei programmi di cattura, la Hidden Kill ha una molteplicità di caratteristiche che rispondono a queste necessità. Con un design dal basso profilo si fonde in una pluralità di ambienti. Costruita con un’area di cattura completamente chiusa, mantiene il topo catturato nascosto all’interno.

Altre caratteristiche interessanti:

  • Facile, nessun contatto durante lo smaltimento
  • Due vie di ingresso, i topi possono entrare da due direzioni
  • Design innovativo per eventuale posizionamento ad angolo
  • Bicchierino per l’esca rimovibile per un’adescamento sicuro e facile

Hidden Kill è una trappola di qualità costruita per resistere a diversi ambienti. Con un prezzo paragonabile alle trappole di legno, Hidden Kill è una scelta economica per i disinfestatori che cercano sia una trappola per topi professionale che un prezzo adeguato.

 

Le novità del Catalogo Colkim 2017

  • ESCA RODENTICIDA IN PASTA
    Nuova formulazione (senza olio di palma!)

    CATEGORIA: RODENTICIDI

    PARASSITI: topi e ratti

  • SACCHETTI PARAFFINATO
    Blocco di paraffinato pronto all’uso, nuova confezione da 1 kg

    CATEGORIA: RODENTICIDI

    COMPOSIZIONE: bromadiolone 0,005% / brodifacoum 0,005% / difenacoum 0,005%

    FORMULAZIONE: blocco paraffinato compatto

    PARASSITI: topi e ratti

  • RODIFEN LIQUIDO
    Esca rodenticida liquida pronta all’uso

    CATEGORIA: RODENTICIDI

    COMPOSIZIONE: difenacoum 0,005% + denatonio benzoato

    FORMULAZIONE: esca liquida pronta all’uso

    PARASSITI: topi e ratti

    UTILIZZO: tal quale con gli appositi abbeveratoi (forniti) e inseriti in erogatori di sicurezza

    USI PRINCIPALI: utilizzo da parte di operatori professionali addestrati – all’interno e intorno a edifici privati, pubblici e agricoli, mezzi di trasporto e all’esterno (depositi e discariche di rifiuti e aree aperte)

  • GENERATION BLOCK
    Blocco paraffinato pronto all’uso

    CATEGORIA: RODENTICIDI

    COMPOSIZIONE: diphetialone 0,003% + denatonio benzoato 0,001%

    FORMULAZIONE: blocco paraffinato

    PARASSITI: topi e ratti

    UTILIZZO: tal quale in erogatori idonei

    USI PRINCIPALI: ambienti domestici, magazzini e locali industriali

  • FLUÒ
    Esca placebo senza allergeni

    CATEGORIA: RODENTICIDI – ESCHE PLACEBO

    MATERIALE: polimero plastico con aromi, attrattivi e agente fluorescente

    DIMENSIONI: 2,5 x 2 x 2,5 cm – 6,5 g / blocco

    PARASSITI: topi e ratti

    USI PRINCIPALI: grazie alle sue caratteristiche uniche, Fluò può essere utilizzato in qualsiasi condizione per eseguire un monitoraggio dei roditori costante e affidabile – non contiene allergeni quindi nessuna sostanza classificata. È possibile utilizzarli in qualsiasi reparto delle industrie alimentari – agente fluorescente: per facilitare il ritrovamento delle tracce attraverso una semplice torcia a luce UV – nessun consumo indesiderato: la speciale formula di polimeri non può essere consumata da insetti, limacce o chiocciole

  • ALFASECT
    Insetticida in sospensione concentrata

    CATEGORIA: INSETTICIDI

    COMPOSIZIONE: alfacipermetrina 5,68%

    FORMULAZIONE: sospensione concentrata (flowable)

    UTILIZZO: 0,5-1%

    PARASSITI: insetti volanti (mosche, zanzare) e striscianti (scarafaggi, formiche)

    UTILIZZO: diluire 25 ml di prodotto in 5 litri d’acqua, quindi applicare 1 litro della soluzione ottenuta per 20 mq di superficie

    USI PRINCIPALI: indicato per trattare locali domestici ed edifici pubblici, inclusi ospedali, alberghi e ristoranti, cucine e impianti dell’industria alimentare – il prodotto può  essere impiegato in aree costantemente occupate per trattamenti localizzati o su crepe e fessure

  • PROVECTA
    Sostanza dall’azione fisica, ausilio per il controllo degli insetti

    CATEGORIA: PRODOTTI VARI – COADIUVANTI E SOLVENTI

    COMPOSIZIONE: composti polimerici di silicone >60%

    FORMULAZIONE: liquido concentrato

    UTILIZZO: 0,1-0,5%

    PARASSITI: cimici dei letti e insetti in genere

    UTILIZZO: diluire solo con acqua (0,5%) o in miscela con la formulazione insetticida (0,1%). Seguire le indicazioni riportate in etichetta

  • HIDDEN KILL
    Trappola della Bell Labs, usa e getta, per topi

    CATEGORIA: TRAPPOLE

    MATERIALE: polimero plastico

    DIMENSIONI: 10,2 x 15,5 x 3,9 cm

    PARASSITI: topi

    UTILIZZO: smaltimento semplice, senza contatto con il topo

    USI PRINCIPALI: ambienti domestici e ovunque sia necessario nascondere le catture dei topi

  • ACCUSPRAY 4 WAY
    Pompa B&G da 470 ml

    CATEGORIA: ATTREZZATURE

    MATERIALE: acciaio

    CAPACITÀ: 470 ml

    ALTRE INFO: lancia in ottone – fondina deluxe – pompa ad alta efficienza – meno di 10 colpi per portarla a pressione

  • CHAMELEON UPLIGHT GRIGIA
    Trappola a luce UV per interni

    CATEGORIA: TRAPPOLE A LUCE UV

    COPERTURA: 40 mq

    DIMENSIONI: 21 x 47 x 17 cm

    PESO: 3,7 kg

    LAMPADE: 1 x 15 W shatterproof di serie

    IP: 20

    ASSORBIMENTO: 20 W

  • TITAN 200 IP
    Trappola a luce UV per allevamenti e stalle

    CATEGORIA: TRAPPOLE A LUCE UV

    COPERTURA: 160 mq

    DIMENSIONI: 47 x 30 x 30 cm

    PESO: 5 kg

    LAMPADE: 1 x 20 W

    IP X4

    ASSORBIMENTO: 30 W

    UTILIZZO: facile da installare e con bassi costi di esercizio, questa trappola waterproof è studiata per il mercato agricolo e in modo specifico per gli allevamenti

  • TRAPPOLE SENSCI VOLCANO
    Trappola per cimici dei letti

    CATEGORIA: CIMICI DEI LETTI

    MATERIALE: polimero plastico + attrattivo

    DIMENSIONI: 7,4 x 7,4 x 2,9 cm

    PARASSITI: cimici dei letti

    UTILIZZO: utilizzata insieme all’attrattivo, crea un sistema di monitoraggio delle cimici dei letti particolarmente efficace e facile da usare

  • TRAPPIT BB DETECTOR
    Trappola per cimici dei letti

    CATEGORIA: CIMICI DEI LETTI

    MATERIALE: cartone e mastice adesivo + attrattivo con feromone (in fialetta a parte)

    DIMENSIONI: 9,5 x 10 x 2,5 cm

    PARASSITI: cimici dei letti

    ALTRE INFO: rilascia un avanzato feromone di aggregazione che mima la tendenza naturale delle cimici dei letti di aggregarsi in aree sicure – l’attrattivo viene fornito nel kit insieme alla trappola

  • LIGHTSOUT BEDBUG DETECTOR
    Sottopiedi per letti anti-cimici dei letti

    CATEGORIA: CIMICI DEI LETTI

    MATERIALE: polimero plastico

    DIMENSIONI: Ø 16 cm esterno – Ø 10,6 cm interno

    PARASSITI: cimici dei letti

    UTILIZZO: semplice dispositivo di monitoraggio e cattura da inserire sotto i piedi di letti, divani ecc. – non necessita di insetticidi o altri agenti chimici

Rubrica di Mauri N.7: Millepiedi o… centopiedi?

“Ho notato in questi giorni numerosi vermetti scuri che si muovono sui muri ed entrano in casa. Si arrotolano e hanno cattivo odore. Come posso risolvere il problema?”

Quanti disinfestatori avranno risposto a queste chiamate! In realtà non si tratta di larve, ma di un’invasione di millepiedi, soltanto “lontani parenti” degli insetti. Millepiedi e centopiedi non sono naturalmente la stessa cosa! Appartengono entrambi al gruppo dei Miriapodi, ma a due classi diverse: i primi sono Diplopodi, i secondi Chilopodi.

Non è poi così difficile distinguerli ad un occhio attento: i millepiedi ad esempio hanno un corpo rotondo, cilindrico, e sono dotati di moltissime zampette ventrali (fino a più di cento paia), due per ogni segmento. Generalmente i “millezampe” vivono nel terriccio umido, sotto le pietre e il legno marcescente, nutrendosi di materiale vegetale in decomposizione, di radici, addirittura di foglie verdi in contatto con il terreno, frutti caduti e, in casi particolari, di deiezioni animali e invertebrati morti. Se disturbati, si arrotolano a spirale su se stessi e tramite particolari ghiandole possono produrre sostanze repellenti e maleodoranti. Le loro abitudini sono poco conosciute e spesso passano inosservati in quanto prettamente notturni. Un elevato tasso di umidità è fondamentale per la loro sopravvivenza a causa di una cuticola particolarmente permeabile. Le uova, dopo la fecondazione interna, vengono deposte in un ammasso nel terreno talvolta in una specie di camera preparata dalla femmina stessa. Dopo la schiusa, la larva mobile possiede solamente 3 paia di zampe. Durante ogni muta (7-10 fino allo stadio di adulto) il numero di zampe e di segmenti tende ad aumentare, variando da specie a specie. La maturità sessuale viene raggiunta dopo 1-2 anni, talvolta anche dopo 4-5. In Italia le specie più comuni, anche se di difficile identificazione (Ordine: Julida, Polydesmida, Glomerida, Polyxena), sono lunghe anche qualche centimetro.

Una caratteristica di questi animali del suolo, nota in tutto il mondo, è la capacità di migrare e creare enormi agglomerati di individui: negli ambienti urbane si ritrovano sui muri in calcestruzzo, sui piloni, sui marciapiedi e sulle pareti esterne di case e magazzini. Pensate che in Giappone ne hanno stimati fino a 15.000 per metro quadro! Le ragioni di queste invasioni sono spesso sconosciute, anche se talvolta sono legate a condizioni ambientali avverse come forti precipitazioni, ricerca di un ambiente più favorevole per passare l’inverno o la stagione estiva, modifica dell’habitat a livello locale. In ogni caso i picchi di attività si evidenziano in autunno e in primavera, talvolta anche in estate.

Non è facile risolvere queste problematiche, anche se la manutenzione del verde può prevenire o ridurre le infestazioni. Ammassi di foglie, legno e potature della vegetazione devono essere rimossi in quanto potenziali rifugi e allo stesso tempo vanno evitati ristagni d’acqua che si formano durante le fasi di irrigazione del giardino.

Se tuttavia i nostri “amici” diventano particolarmente abbondanti, i piretroidi residuali risultano particolarmente efficaci per le applicazioni sul perimetro esterno dell’edificio, sui muri e all’interno di cavità, fori, fessure nel cemento, rifugi ideali per questi invertebrati che non amano la luce. In presenza di lettiera compatta e detriti organici, il prodotto insetticida difficilmente riesce a penetrare al di sotto di questi substrati per colpire gli esemplari che qui si sono nascosti. Nelle abitazioni, in caso di colonizzazioni, se gli infestanti non muoiono velocemente perché disidratati, è importante trattare ambienti umidi come seminterrati, intercapedini, battiscopa, stanze da bagno, ecc.

I millepiedi sono sempre stati considerati innocui, ma alcune ricerche piuttosto recenti hanno evidenziato che potrebbero avere anche un’importanza sanitaria in quanto nel loro intestino sono state identificate diverse specie di Batteri patogeni opportunisti, in grado di provocare infezioni soprattutto nelle categorie di persone più deboli e negli immunodepressi.

Disinfestando 2017: Il resoconto

Senza dubbio l’edizione, appena conclusa, della 5^ Expo-Conference ha raggiunto un risultato che assegna alle attività di Pest Control le dimensioni che effettivamente rivestono nella economia del nostro Paese.

OLTRE 1850 PARTECIPANTI!!

Questa affluenza colloca la Fiera Italiana della Disinfestazione e Derattizzazione al secondo posto nelle rassegne europee inferiore soltanto al Parasitec dello scorso novembre, dove l’attrattività “turistica” di Parigi influisce certamente più del centinaio di presenze in meno registrate a Rimini.

Colkim, come ogni anno, è voluta essere presente con un proprio stand, per poter incontrare i clienti e mostrare loro alcune delle interessanti novità di questo 2017!

Il nostro stand ha voluto celebrare l’arrivo della Primavera che porta nuovo vigore, vitalità, colori e luce, oltre a risvegliare anche il settore della Disinfestazione Professionale.

I colori molto vivaci e positivi dell’allestimento, oltre a riprendere la grafica del nostro catalogo 2017, rappresentano lo spirito con cui Colkim si approccia a questo nuovo anno, convinta che l’annata di tutti gli Operatori del nostro settore potrà essere altrettanto vivace e positiva.

Noi siamo pronti a supportarvi al meglio delle nostre possibilità, garantendovi assistenza tecnica qualificata, nuovi prodotti che finalmente crediamo possano riempire lacune di mercato, uno staff attento alle vostre esigenze, una squadra al vostro servizio!

La stessa squadra che avete potuto incontrare in fiera, e con la quale ci auguriamo possiate incontrarvi ancora nel corso dell’anno, per sviluppare insieme un progetto di lavoro sostenibile e profittevole.

A questo punto, con un ricordo positivo dei due giorni di Rimini, torniamo a buttarci a testa bassa nel nostro lavoro, rimboccandoci le maniche per essere pronti al meglio al totale risveglio della natura… e quindi all’inizio della vera e propria stagione lavorativa!

Nella prossima uscita vi descriveremo i dettagli di tutte le novità del nostro catalogo 2017.

Buon lavoro da tutti noi!

Rubrica di Mauri N.6: Fin dove arriverà la cimice asiatica…

Ci risiamo. Un altro insetto “alieno” che non fa parte della fauna italiana sta invadendo il nostro paese. Si tratta della famosa cimice asiatica – detta anche “cimice marmorizzata bruno-grigia” – (Halyomorpha halys) e tutti la descrivono come un flagello per l’agricoltura! Originaria dell’Asia orientale, ha velocemente invaso gli Stati Uniti, il Canada e buona parte dell’Europa Centrale ed Orientale. Per caso è stata scoperta nel 2012 in provincia di Modena (dal gruppo di ricerca coordinato dalla Prof.ssa Lara Maistrello dell’Università di Modena-Reggio Emilia che se ne sta occupando) e in pochi anni ha conquistato tutto il Nord Italia, con sporadiche segnalazioni nelle regioni del Centro. Addirittura nel 2016 è arrivata in Sardegna. Anche il disinfestatore se ne è accorto: fra le classiche cimici verdi e marroni che si insediano in autunno in prossimità di finestre, porticati, magazzini e abitazioni private, ce ne sono altre, più strane, che formano ammassi di centinaia di individui. Questa specie si distingue più in dettaglio per la presenza di macchiette “bianco-giallastre” su pronoto e scutello, linee scure sulle membrane alare, bande chiare su antenne e zampe. Naturalmente i trattamenti con formulazioni microincapsulate/sospensioni concentrate a base di piretroidi sono efficaci anche per questi parassiti.

Il problema principale però è legato alla capacità di questi “Rincoti Pentatomidi” di attaccare numerose piante coltivate (cereali, ortive, alberi da frutta), ornamentali e spontanee. Adulti e forme giovanili, quest’ultime caratterizzate da spine ai lati del capo e del torace, tendono a pungere specialmente i fiori e i frutti della vegetazione ospite, determinando danni rilevanti al loro sviluppo naturale e maturazione. Si stima che nelle regioni settentrionali oltre il 40% della produzione di pere e kiwi abbia subito gravi perdite, ma problemi sono stati osservati anche su mele, pesche, susine, kaki, uva, pomodoro, noci e nocciole, soia e mais, ecc. In Europa si osserva un’unica generazione all’anno, mentre in Italia sono nella norma due generazioni di sviluppo. Ad aprile gli adulti svernanti tornano in attività e nel mese successivo vengono deposte alcune centinaia di uova.

Il timore principale è che la specie possa insediarsi anche negli ecosistemi mediterranei, con il rischio alle coltivazioni tipiche di questi ambienti: in Francia e Grecia è già presente, nella penisola Iberica è appena stata segnalata e…in Italia meridionale e Sicilia la stanno aspettando! Gli scambi commerciali e il trasporto passivo dei viaggiatori, sembra con i loro bagagli, contribuiscono all’espansione di questa specie, in quanto è stato dimostrato con analisi del DNA che si possono avere episodi invasivi successivi, con origine diversa.

In campo agrario l’infestante viene monitorato con trappole a feromoni di aggregazione e controllato, per quanto possibile, con reti anti-insetto e prodotti chimici fitosanitari. E si spera che qualche predatore naturale possa fermare la sua avanzata. Intanto è stato individuato un parassitoide specifico, dal nome impronunciabile (Ooencyrtus telenomicida), lungo meno di 1 mm e in grado di attaccare le uova della cimice. In laboratorio una sola femmina può parassitare in 24 ore oltre 2/3 dell’intera covata dell’ospite e da un solo uovo nasceranno diversi individui di questo minuscolo imenottero. Quest’anno verrà sperimentata l’efficacia dell’insetto in campo e nel 2018 potrà essere allevato nelle biofabbriche per applicazioni dirette di lotta biologica. La tecnologia in questo caso ci aiuterà: il lancio dei contenitori con le uova del parassitoide pronte a schiudere sarà mirato e verrà effettuato nell’area da bonificare, con un volo prestabilito, da un drone, quando le condizioni ambientali saranno più favorevoli allo sviluppo della cimice asiatica. E in questo momento l’invasore sarà più vulnerabile!

Rubrica di Dario n.20: L’importanza di una corretta informazione da parte del professionista

Tra le capacità di un professionista, oltre a quella di sapere affrontare dal punto di vista tecnico le situazioni che possono di volta in volta presentarsi, vi è sicuramente la capacità di comunicare con il cliente e di trasmettergli le informazioni essenziali. Come vedremo, ciò è fondamentale per diversi aspetti.

Il più delle volte, infatti, il cliente finale è una persona del tutto estranea, per competenze ed esperienze professionali, al settore del controllo dei parassiti, e non ha quindi tutti gli strumenti per valutare criticamente le informazioni ricevute. Oltre agli aspetti etici, di certo non trascurabili, non bisogna sottovalutare neppure le implicazioni negative che possono derivare da una scorretta informazione al cliente, sia essa causata da un’effettiva carenza da parte del professionista o, nei casi peggiori, dalla sua malafede.

Il primo aspetto da considerare è quello di evitare di creare eccessive aspettative nel cliente. Infatti, assicurare la risoluzione in breve tempo di un problema non è mai corretto, visto che gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo, e anche la situazione più facile può riservare sorprese. Una rassicurazione che spesso capita di sentire riguarda il timore che, in seguito al trattamento, si possano rinvenire animali morti all’interno dell’appartamento. “Non è possibile” – si dice da parte del professionista con tono sicuro – “i roditori si sentono soffocare e vanno a morire all’esterno”. Nulla di più inesatto, visto che non esistono rodenticidi che provocano un senso di soffocamento ai roditori, e neppure di claustrofobia.

Altro aspetto che occorre sottolineare è la pericolosità delle sostanze utilizzate per gli animali non bersaglio e, naturalmente, per gli esseri umani. Alla domanda del cliente sul rischio per il proprio cane, talvolta si sente rispondere che il prodotto contiene una sostanza che lo rende sgradevole agli animali diversi dai topi e dai ratti.

Anche qui, inesatto, ma anche pericoloso, visto che il denatonio benzoato risulta amaro solo per gli esseri umani, non per gli animali domestici, che quindi se ingeriscono l’esca non ne avvertono il sapore sgradevole. In questo caso, tuttavia, a parziale giustificazione del professionista, occorre considerare che tale inesattezza è riportata nero su bianco sull’etichetta del rodenticida (peraltro autorizzata dal Ministero della Salute), ed anche in alcune recenti disposizioni ministeriali.

Infine, un aspetto che viene spesso trascurato è quello delle informazioni riportate sui cartelli di segnalazione affissi in corrispondenza delle postazioni con le esche. Spesso si leggono informazioni assai vaghe sul principio attivo utilizzato, genericamente individuato come “anticoagulante”. Ciò è estremamente incompleto, e potrebbe causare problemi in caso di incidente: nel malaugurato caso in cui un cane dovesse nutrirsi dell’esca, il veterinario non avrebbe le informazioni necessarie per valutare la gravità dell’intossicazione, vista la grande differenza di tossicità dei vari anticoagulanti: ricordiamo che la differenza di tossicità acuta nei confronti del cane che esiste fra warfarin e brodifacoum (in termini di DL 50) è dell’ordine di almeno 100 volte a favore di quest’ultimo! È fondamentale, invece, che sul cartello siano indicati il principio attivo e la sua concentrazione nell’esca.

Tutti questi aspetti inerenti la corretta comunicazione delle informazioni, sebbene spesso trascurati, sono estremamente importanti, e anche tramite essi si misura la capacità professionale degli operatori del settore del pest control.

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Disinfestando 2017

Disinfestando Pestitaly 2017, 5° Expo-conference della Disinfestazione italiana, si svolgerà l’8 e il 9 marzo 2017 nella consueta location del Pala Congressi di Rimini e vedrà la partecipazione di imprese e professionisti del settore provenienti non solo dal territorio nazionale, ma anche da diversi paesi europei ed extracontinentali.

La manifestazione si svilupperà in 3 grandi ambiti: l’area espositiva nella consolidata Sala della Piazza che vedrà la presenza di aziende fornitrici, leader a livello nazionale ed internazionale, di prodotti ed attrezzature per il Pest Control, l’area convegni e, da quest’anno, la nuova area, naturale ampliamento della Piazza, denominata Domus,dove troveranno spazio altri espositori, le riviste italiane ed estere del settore, la zona associativa ANID e CEPA e le rappresentanze delle maggiori fiere europee del settore quali Parasitec e PestEx.

Leggi tutto sul bellissimo sito realizzato quest’anno: www.disinfestando.com

Come sempre, è meglio registrarsi online per evitare code.

Ci vediamo a Rimini!

 

Nuovi depositi Arco: sempre più vicini ai clienti

Dopo soli 4 mesi di rodaggio, possiamo affermare che il trasferimento della nostra logistica presso Arco Spedizioni ha avuto successo: i tempi di consegna sono molto più veloci e la precisione di consegna non ha subito variazioni.

A questo punto ci sentiamo pronti per la seconda parte del progetto: attraverso i depositi di Arco, vogliamo scegliere alcune città italiane e realizzare dei piccoli magazzini Colkim che terranno a disposizione articoli che potremmo definire “di prima necessità”, in modo che le consegne siano ancora più veloci e che, previo accordo, i clienti stessi possano andare a ritirare il materiale necessario anche in piccoli quantitativi.

Le due città pilota sono Cagliari e Catania. Sono state privilegate perchè, per ovvie ragioni, i tempi di recapito in queste zone sono molto più lunghi rispetto al resto d’Italia.

Per primi, i clienti siciliani e sardi potranno iniziare a testare la velocità e anche la possibilità di ritirare direttamente presso il deposito Arco di competenza.

L’obiettivo di Colkim è quello di essere sempre più vicina ai clienti e di facilitare  chi è sempre troppo preso dal lavoro e non riesce a organizzare bene il magazzino.

Evidentemente non potranno esserci tutti gli articoli del nostro catalogo ma, sempre nell’ottica di essere di supporto ai clienti, sarà possibile anche decidere congiuntamente i prodotti che più facilmente potranno essere richiesti dai disinfestatori della zona.

Per qualsiasi informazione in merito a questo progetto, potrete contattare il nostro Customer Service o l’agente di zona (in questo caso è il Dott. Carmelo Capizzi che si occupa sia della Sicilia che della Sardegna).

Questo servizio sarà disponibile da Gennaio 2017 e, non dubitate, nel corso dell’anno avremo altre città italiane che potranno agevolare i clienti con la medesima modalità.

Per informazioni e ordini contattare:

Customer Service: Tel. 051.799.445

Carmelo Capizzi: Tel. 380.704.58.54

I nuovi depositi Colkim:

ARCO CAGLIARI

Località Truncu Is Follas
09032 Assemini (CA)

ARCO CATANIA

Via Brucoli 20/B
Contrada San Giuseppe La Rena
95121 Catania (CT)