Prove di efficacia sull’S-Methoprene (Prima parte)

INTRODUZIONE

In tutto il mondo si osserva l’apparizione e la proliferazione di specie invasive di zanzara e la minaccia delle malattie veicolate dalle zanzare. Il riscaldamento globale indica che rischiamo seriamente l’apparizione di una serie di specie invasive non solo in Europa ma anche in America Latina. Negli ultimi anni è stata notata la diffusione rapida sud-nord della zanzara tigre (Aedes albopictus). La diffusione del virus Zika provoca preoccupazione in molti paesi e sono stati assegnati enormi sforzi e alcuni mezzi finanziari per trovare soluzioni per fermarne la diffusione.

Inoltre, in Europa – a causa del regolamento sui prodotti biocidi – la diminuzione degli adulticidi e dei larvicidi o il loro uso limitato creano una situazione in cui sempre meno strumenti sarebbero disponibili in caso di picchi di infestazione grave. In tali circostanze, il larvicida sta diventando uno strumento sempre più importante.

Gennaio 2017: Distribuzione conosciuta in Europa

Accanto all’uso diffuso dei diversi larvicidi a base di ceppi Bti, i Regolatori di Crescita degli Insetti (IGR) sono i più importanti larvicidi con forti possibilità di sopprimere le infestazioni di larve dalle zanzare. È una consapevolezza comune che alcune delle formulazioni basate su IGR sono adatte per applicazioni pre-emergenti, con le quali è possibile ottenere un controllo tempestivo. In Europa, a seguito della valutazione molto severa di Diflubenzuron, Pyriproxyfen e S-metoprene, è probabile che solo le ultime due sostanze attive rimangano come strumenti per il futuro. La limitata disponibilità di larvicidi influenza direttamente la gestione delle resistenze.

  1. PRINCIPIO ATTIVO TESTATO: Regolatore di Crescita S-methoprene

Il Methoprene è un IGR attivo contro una varietà di specie di insetti, incluse le zanzare. EPA (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente – USA) ha classificato il Methoprene come pesticida biochimico o biorazionale. Oggi è più commune l’utilizzo di S-methoprene.

  • 1.1 MODO D’AZIONE del S-methoprene

S-methoprene è un regolatore di crescita degli insetti che imita l’ormone giovanile naturale (JH) nelle zanzare. Gli ormoni giovanili sono responsabili della crescita negli stadi larvali tardivi. La quantità di ormone giovanile diminuisce per ogni stadio larvale e durante il quarto stadio prima della muta da larva a pupa, il livello di JH diventa quasi zero. L’effetto di S-methoprene durante questi stadi sensibili produce deformità morfologiche, anomalie che portano alla morte per annegamento. S-methoprene ha effetti minori, o nessun effetto, di controllo su zanzare che hanno già raggiunto la fase pupale o adulta. Le specie più suscettibili sono Aedes, Anopheles e Ochlerotatus, mentre le Culex sono leggermente meno sensibili. S-methoprene ha caratteristiche tossicologiche e ambientali favorevoli.

Modo d’azione di S-methoprene sulle larve di zanzara.

Mentre il trattamento con insetticidi di contatto mira a controllare le zanzare adulte e mature, l’obiettivo del trattamento larvicida sono le fasi di larva e di pupa delle specie di zanzare. In termini di efficacia quest’ultimo è più efficace, in quanto circa il 90% delle zanzare in sviluppo si trovano in acqua, mentre le restanti sono le zanzare alate e volatrici. L’essenza del controllo della zanzara di oggi dovrebbe concentrarsi sull’interruzione del il ciclo di sviluppo delle zanzare.

  1. FORMULAZIONI STUDIATE

Durante le fasi di sviluppo della formulazione, sono state prese in considerazione le diverse specie di zanzara e gli habitat, i sistemi di ritenzione idrica, le applicazioni e gli utenti finali. Quindi, sono state sviluppate e studiate diverse formulazioni a base di S-metoprene.

 

Questa formulazione contenente 5,0 % di S-methoprene è stata sviluppata per gli operatori professionali. Al fine di ottenere sia effetto immediato che residuo, la formulazione contiene S-methoprene libero e microincapsulato. La formulazione è raccomandata contro Aedes e Culex spp. A seconda della profondità dell’acqua e tenendo conto del tipo di luogo di sviluppo, i dosaggi variano da 220 a 400 ml di concentrato per ettaro, diluiti con acqua. Da 5 a 50 litri della soluzione di lavoro della suddetta concentrazione devono essere distribuiti per ettaro da irroratrici a mano, spalleggiate o motorizzate.

Le compresse di Biopren® TABLET (LARVICOL COMPRESSE) contengono lo 0,5% di S-methoprene e sono tipicamente utilizzabili contro Aedes aegypti, Aedes albopictus e Culex pipiens. Le compresse effervescenti da 2,0 grammi sono destinate ad essere utilizzate sia dagli operatori professionali che dal pubblico amatoriale. Le aree umidi trattabili sono molte. Le tipiche aree professionali di trattamento sono i sistemi di drenaggio delle acque piovane e le cisterne nelle città, i fossi e le aree coperte di acqua in eccesso, aree inondate ecc. La compressa da 2,0 grammi è adatta per il trattamento di 1000-2000 litri d’acqua. I trattamenti da parte del pubblico amatoriale sono principalmente stagni isolati, fontane, piscine inutilizzate, fusti per la raccolta dell’acqua piovana. L’uso di compresse è altamente raccomandato soprattutto dove Aedes albopictus è presente nei sistemi di ritenzione idrica più piccoli.

  1. METODOLOGIA DELLE PROVE D’EFFICACIA

Gli studi con IGR in generale richiedono un approccio diverso rispetto agli studi effettuati con i larvicidi tradizionali. Invece che l’effeto letale, viene osservata l’inibizione dell’emergenza dell’adulto. Gli IGR non hanno alcun effetto letale diretto. Applicando S-methoprene, l’aumento del livello di ormone fornito dal prodotto lo sviluppo degli insetti. La mortalità avviene per soffocamento e affogamento.

  • 3.1 STUDI DI LABORATORIO

Gli studi di efficacia di base sulle specie Aedes aegypti e Culex pipiens sono stati condotti nel laboratorio di Babolna Bio. Alcuni di questi studi sulle stesse specie e alle stesse, o simili, concentrazioni di S-methoprene sono state ripetute nel Laboratoire indipendente T.E.C. in Francia. Gli studi su Aedes albopictus sono stati eseguiti nel Laboratoire T.E.C..

120 ore prima della prova, i 17 contenitori vengono riempiti con acqua di rubinetto. La temperature dell’acqua si uniformizza con quella ambiente e il cloro evapora. La temperatura ambiente è di 23 – 26 ºC e l’umidità relativa è del 40-50%. Le condizioni di luce naturale sono mantenute. Al fine di ridurre al minimo l’evaporazione e la presenza di alghe, i contenitori sono coperti da un reticolo fine. Cibo per conigli granulato viene aggiunto a ogni contenitore come nutrimento.

Le soluzioni di lavoro sono preparate. Per ciascuna dose sono state effettuate tre ripetizioni. Con una pipetta di vetro vengono selezionati in ciascun contenitore 50 larve L3 – L4 di zanzara. L’impostazione per il controllo è la stessa, ma invece di larvicidi viene utilizzata acqua di rubinetto.

I contenitori di prova vengono esaminati ogni 24 ore. Le larve morte e, occasionalmente, le pupe morte vengono rimosse e il loro numero registrato. Successivamente, le larve vive vengono raccolte e messe in un contenitore di plastica contenente 500 ml di acqua di rubinetto pulita e non fresca. I contenitori sono ricoperti con una rete fine. Il numero di stadi immaginali vivi e volanti (che vengono poi uccisi mediante raffreddamento) vengono conteggiati ogni giorno. Le larve incapaci di mutare ed emergere correttamente, o quelle che non hanno potuto lasciare la superficie dell’acqua e sono state annegate, sono state considerate morte e classificate in uno stesso gruppo. Il test rapido o immediato di cova dura di solito 7 – 9 giorni.

I test di residualità sono uguali a quelli sopra descritti. Dopo ogni 8-10 giorni, un nuovo lotto di larve L3 – L4 viene messo nell’acqua trattata per dimostrare l’impatto della formulazione. Il processo viene interrotto quando ogni stadio nei contenitori trattati e nei controlli è morto, o annegato o incapace di lasciare la superficie dell’acqua o schiudere come un adulto vivo.

La seguente formula viene utilizzata per determinare la percentuale di inibizione della nascita:

Inibizione allo sviluppo dell’adulto (%) = 100 – T/C x 100

Dove:  T= sviluppo % nei campioni trattati

C= sviluppo % nel gruppo di controllo

L’efficacia di un larvicida è considerata accettabile se, alla fine della prova, l’inibizione dell’emergenza rimane superiore al 90%. In generale, le prove vengono terminate quando l’inibizione scende al di sotto del 70%. Secondo le linee guida dell’OMS, se l’emergenza adulta nel controllo è inferiore all’80%, il test dovrebbe essere scartato. Se la percentuale di inibizione è compresa tra 80 e 95%, i dati vanno corretti utilizzando la formula Abbott. Il risultato ottenuto indica l’inibizione dell’emissione in percentuale.

  • 3.2 Prove in semi-campo

Gli studi sono fatti all’aperto in fusti di plastica da 200 litri. Il numero di repliche per una dose varia da 3 a 5, più il controllo. I fusti sono esposti all’eventuale luce solare ogni giorno per circa 2 o 3 ore, sia al mattino presto che nel tardo pomeriggio. La luce solare continua non è preferita per evitare la formazione di alghe. 120 ore prima dell’inizio della prova, i fusti vengono riempiti con 150 litri di acqua di rubinetto e sono poi coperti da un coperchio in plastica.

Le temperature dell’acqua vengono registrate e viene aggiunto il cibo per conigli. Il larvicida in prova viene dosato come richiesto. 100, 150 o 200 lotti di larva L3 di zanzara vengono poi messi nell’acqua. La stessa procedura viene eseguita con il controllo, ad eccezione dell’aggiunta del larvicida in prova.

Dal 3 ° giorno vengono controllati i fusti. Le pupe vengono rimosse e messe in un vasetto di vetro riempito con 200 ml di acqua stantia per osservare il loro ulteriore sviluppo. Anche le pupe morte vengono rimosse e contate. Le larve non recuperate sono considerate morte. Questo periodo dura per un massimo di 8-10 giorni dopo il quale ogni individuo viene completamente rimosso. Il metodo sopra descritto fornisce il valore dell’inibizione allo sviluppo in percentuale.

Per gli studi di residualità viene introdotto un nuovo lotto di larve di zanzara. L’ulteriore procedura e l’inibizione dell’emergenza vengono calcolati con lo stesso metodo descritto nel capitolo “Studi di laboratorio”.

  • 3.3 Prove in campo

Lo studio è stato effettuato tra il 31 agosto e il 4 ottobre 2011 con Culex pipiens nel fosso dell’area di drenaggio della pioggia della centrale elettrica AES Tisza di Tiszaújváros, in un’area di 1400 m x 2 m). Sono stati trattati tre appezzamenti e sono state mantenute anche tre aree di controllo non trattate. Sono state utilizzate trappole per larve di zanzara emergenti.

Le trappole galleggianti vengono utilizzate per trattenere le larve L3 e L4. Dopo il trattamento, le trappole galleggianti con le larve vengono introdotte nell’acqua. A seconda delle condizioni atmosferiche, solitamente dopo 7 – 14 giorni, le trappole vengono completamente svuotate in un vaso pulito pieno di acqua non trattata per ulteriori osservazioni. Un nuovo gruppo di larve viene introdotto nelle trappole galleggianti per stabilire la capacità residuale del larvicida. Da qui in poi la stessa procedura viene ripetuta come sopra descritto.

Continua con I RISULTATI e LE CONCLUSIONI

Provecta: un nuovo approccio per contrastare la resistenza agli insetticidi

Mentre gli insetticidi hanno notevolmente migliorato la salute umana e la produzione agricola in tutto il mondo, la loro utilità è stata limitata dall’evoluzione della resistenza in molti fra i più importanti parassiti, tra cui alcuni che sono diventati parassiti solo a seguito dell’uso di insetticidi. Pertanto è di fondamentale importanza che tutte le future tattiche di controllo dei parassiti tengano conto della possibilità dell’evoluzione della resistenza. È altresì possibile che la suscettibilità dei parassiti, una risorsa naturale preziosa, venga lentamente sperperata e forse non sarà mai più possibile ottenere un controllo chimico degli insetti sulla scala raggiunta tra il 1945 e il 1965 (Wood, 1981). Di conseguenza, una migliore gestione dei parassiti richiede un approccio più moderno.

I coadiuvanti sono sempre stati utilizzati almeno quanto i pesticidi stessi. Nella prima parte di questo secolo, le proteine animali come il caseinato di calcio sono state utilizzate come disperdenti per l’arseniato di piombo e le colle animali sono state usate come adesivanti (Witt, 2012). I pesticidi disponibili allora non erano efficaci come gli attuali, erano difficili da formulare e dispersi in modo inadeguato. Solo pochi colloidi naturali e tensioattivi erano disponibili come coformulanti.

L’attenzione verso il miglioramento delle formulazioni, ha evidenziato l’importanza dei coadiuvanti come mezzo per aumentare la massima efficacia di un numero limitato di pesticidi disponibili. Oggi i coformulanti hanno una parte ben riconosciuta nella chimica di formulazione e aiutano a migliorare l’efficacia dei prodotti.

Sebbene questi sviluppi storici fossero tutti diretti al miglioramento delle formulazioni agricole, il concetto può essere utilizzato anche nel controllo dei parassiti urbani. Conseguentemente, permetterà la continuità e la suscettibilità dei parassiti

Ridurre la resistenza accumulata nei parassiti urbani.

I coadiuvanti svolgono un ruolo significativo nella riduzione di diversi problemi incontrati durante l’applicazione a spruzzo, nonostante siano stati fatti progressi nella scoperta di nuovi principi attivi antiparassitari e il miglioramento delle tecniche applicative.

I problemi incontrati durante l’applicazione dei pesticidi comprendono: deriva, copertura, aderenza, volatilizzazione, penetrazione, solubilità, tensione superficiale, schiumatura, sospensione, evaporazione, stabilità, incompatibilità, degradazione e odore. I coadiuvanti sono utilizzati per ridurre al minimo questi problemi mediante il tamponamento e l’adesività e anche riducendo i fattori come la schiumatura, la diffusione, l’evaporazione, la deriva, la volatilizzazione e l’odore. Essi aiutano ad aumentare l’efficacia dell’applicazione, aumentando compatibilità, dispersione e bagnatura.

Questo articolo tratta di un coadiuvante totalmente nuovo che migliora l’efficacia della formulazione attraverso un meccanismo fisico; un approccio completamente nuovo e promettente ai problemi attuali nel settore del controllo dei parassiti. Il prodotto “Provecta” è una miscela unica di composti polimerici che possono essere combinati con insetticidi per un trattamento più efficace. Genera una specifica azione di contatto che comporta la disidratazione e eventuale soffocamento attraverso i seguenti meccanismi:

DIFFUSIONE

Quando applicato fornisce una rapida e uniforme diffusione, contribuendo così a penetrare appieno nella superficie trattata.

Inoltre aumenta la probabilità che l’insetticida venga trasferito all’insetto tramite contatto, migliorando la biodisponibilità del principio attivo. Questo è un parametro cruciale quando si tratta di popolazioni resistenti che vivono in luoghi inaccessibili, ad es. cimici dei letti (Fig. 1).

IMMOBILIZZAZIONE

Dopo l’applicazione crea una struttura tridimensionale a rete incrociata sulla superficie del parassita bersaglio, coprendo l’insetto e immobilizzandolo.

Questo porta ad una maggiore esposizione al principio attivo. Inoltre migliora l’efficacia attraverso gli effetti cumulativi dei due meccanismi, vale a dire neurotossici e fisici (Fig. 2).

DISIDRATAZIONE E/O SOFFOCAMENTO

Una volta applicata, la formulazione penetra completamente nella superficie corporea del parassita e riempie gli spiracoli (che hanno peli all’apertura per il filtraggio e una valvola per controllare il flusso d’aria) o impedendone la chiusura o mantenendoli chiusi. Ciò porta alla disidratazione e al soffocamento. Entrambi gli effetti fisici alla fine uccidono l’insetto infestante (Fig. 3).

Tutte queste caratteristiche combinate, una maggiore diffusione, immobilizzazione (modificazione del profilo di esposizione) e effetti fisici, migliorano significativamente l’efficacia della formulazione e producono una mortalità più rapida (figg. 4 a 6).

Diapositiva2

Tempo di abbattimento (in minuti)DeltametrinaDeltametrina + Provecta
5021,116,3
9038,628,8
9547,434,9
9974,553,3

Fig.6 Tempo di abbattimento in minuti per la Blattella germanica maschio, contatto forzato su superficie non porosa

DISCUSSIONE

Gli insetticidi utilizzati nel controllo dei parassiti urbani possono avere un forte impatto sulla salute umana (Dhang, 2011) e sull’ambiente. Tuttavia, il loro impiego è limitato dall’evoluzione della resistenza negli insetti, con conseguente necessità di dosi di insetticida più elevate per ottenere trattamenti efficaci. La domanda di una gestione sicura dei parassiti richiede metodi più efficienti che tengano conto della sicurezza dell’ambiente e delle specie non bersaglio, con un aumento dei costi e una maggiore regolamentazione. Un prodotto coadiuvante con un modo unico di azione potrebbe essere un candidato perfetto per un’alternativa moderna ed efficace. Provecta, un efficace coadiuvante ad azione fisica può aiutare ad affrontare il problema crescente della resistenza agli insetticidi.

Riferimenti:

Wood, RJ. (1981) In Genetic Consequences of Man-made Change (Bishop, I.A. and Cook, L.M., Eds), pp. 53-96, Academic Press Witt J. M. (2012) . Agricultural spray adjuvants Oregon State University Pesticide Safety Education Program (PSEP) fact sheets. Dhang, P (2011).

Insecticides as urban pollutants. In: Dhang, P (ed.) Urban Pest Management: An Environmental Perspective CAB International London, pp 1-18. Mallet J., (1989). The Evolution of Insecticide Resistance: Have the Insects Won? TREE vol. 4, no. 7 1, November

International Pest Control, Volume 57, Number 4, July/ August 2015, page 234

by David Liszka* and Partho Dhang**

* ICB Pharma, ul. Mozdzierzowcow 6a, 43–602 Jaworzno, Poland

** Independent Consultant, 2410 Belarmino Street, Makati City, Philippines.

6 Giugno, Giornata Mondiale della Sensibilizzazione alla Disinfestazione

Il 6 giugno 2017 è stato dichiarato “Giornata mondiale della sensibilizzazione alla disinfestazione”

Riportiamo questa lodevole iniziativa di CEPA.

Scopo di questa iniziativa, sostenuta dall’OMS e organizzata con CPCA, FAOPMA, NPMA e CEPA, è sensibilizzare i cittadini di tutto il mondo sul modo in cui le imprese di disinfestazione offrono protezione ai loro alimenti, alle loro abitazioni, alle loro famiglie, all’ambiente dove vivono e alle loro attività, prevenendo rischi per la salute pubblica.

La CEPA consiglia ai suoi membri di sostenere questa azione perché offre l’ulteriore opportunità di proiettare un’immagine positiva del nostro settore nei confronti del grande pubblico e anche dei soggetti normativi e orizzontali interessati, sia in Europa che sulla scena internazionale.

CEPA riporta alcune semplici idee da prendere in considerazione per diffondere questa iniziativa: un comunicato stampa di base, una conferenza stampa più elaborata, seminari, workshop, visite a siti aziendali, dimostrazioni dal vivo ecc.

Certamente anche voi potrete trovare qualcosa di creativo e di interessante che susciti la curiosità dei vostri clienti e dei vostri concittadini!

logo-CEPA-Certified

Global Summit of Pest Management Services 2017 – 2/4 aprile 2017

170 partecipanti – una location centralissima e di classe come l’hotel New York Hilton Midtown, in una cornice sempre affascinante come quella della Grande Mela 

In questa seconda edizione della conferenza internazionale del mondo Pest Control, la maggior parte dei partecipanti erano – come ipotizzabile – rappresentanti del Pest Control americano, ma non mancava comunque una buona rappresentanza europea. Di italiani solo 3 aziende, due di servizi e solo Colkim come rappresentante del mondo produttori/fornitori.

Alla luce di questa consapevolezza, sentiamo la responsabilità di raccontare, in modo sintetico, i principali argomenti discussi.

Colkim ha deciso di partecipare perché da sempre crede che il nostro settore sia positivamente influenzato dalle tendenze americane, dove sicuramente il ruolo del Pest Control Operator è correttamente valorizzato, e dove gli obiettivi della Salute e Salubrità Pubblica vengono posti in cima alla classifica delle priorità.

Noi, da europei coinvolti e “stravolti” dalla Biocidi e da tutte le normative che stanno uscendo giorno dopo giorno, ci siamo sentiti sollevati nel vedere che nell’altro continente il leit motiv, comune a tutte le presentazioni, è stato, parafrasando: “non dimentichiamoci l’importanza di un’attività di pest control efficiente per tutelare la salute pubblica, e non togliamo agli operatori professionali gli strumenti necessari per farlo”.

Riportiamo il contenuto di una diapositiva (Foto 1) che riteniamo particolarmente chiara, ripresa dalla presentazione di Bobby Corrigan, la cui fama lo precede in tutto il mondo. Con il giusto livello di sarcasmo, ha voluto mostrarci uno stralcio di una pubblicazione giornalistica in cui si evidenzia quanto margine di miglioramento ci sia ancora per fare il nostro lavoro, per crescere una forza di lavoro professionalizzata di professionisti della disinfestazione, che possano utilizzare con cognizione di causa strumenti idonei a trattare un’infestazione target, non una semplice aspirapolvere come quel “poverino” della vignetta ha in mano, per contrastare una colonia di ratti N volte più grande.

D’altronde non è un segreto che il lavoro del disinfestatore sia quasi un taboo per la maggior parte delle persone non del settore. Non esiste un’accurata consapevolezza dei problemi derivanti dai parassiti che si combattono da anni, chi cercando di sviluppare prodotti sempre più efficienti, chi impegnandosi nello sviluppo e perfezionamento di tecniche di controllo sempre più efficienti.

La conferenza si alternava tra interventi e conseguenti punti di vista di tutti gli stakeholder del settore: da professori, a consulenti, a utenti finali, ad aziende di disinfestazione, ed infine non certo per importanza, alle associazioni di settore americana ed europea.

Una presentazione su tutte ci ha catturato l’attenzione, perché ha descritto in modo davvero brillante come una realtà di disinfestazione sicuramente strutturata come quella di Rentokil, abbia deciso di adottare una politica marketing di tutto rispetto per veicolare l’importanza del proprio lavoro.

E qui arriviamo al secondo input pervenutoci dalla conferenza, e ripreso anch’esso dalla maggior parte degli interventi fatti, come quello di Dominique Stumpf (CEO – NPMA) che, parlando per l’associazione americana, ha chiesto a gran voce di creare sempre più dialogo tra industria, autorità e associazioni al fine di riuscire in questo intento comune di dar sempre più valore al nostro settore.

Questi sopra descritti sono stati i valori e i messaggi comuni e trasversali dell’intero Global Summit. Nel dettaglio tecnico la prima giornata si è concentrata di più sul mondo delle industrie alimentari, la seconda sul ruolo della disinfestazione per la salute pubblica.

Nella prima giornata, ha fatto da padrone il protocollo FSMA (Food Safety Modernization Act), la più ampia riforma in tema di sicurezza alimentare degli ultimi 70 anni, firmata dal presidente Obama nel gennaio 2011. L’obiettivo primario di tale riforma è quello di assicurare che la fornitura alimentare americana sia affidabile, spostando l’attenzione dal controllo delle infestazioni alla prevenzione delle stesse.

Tale protocollo diventa obbligatorio per tutte le industrie alimentari che decidono di esportare in America e da qui l’importanza di approfondirne i contenuti anche per noi italiani.

Il vero cambiamento portato dalla riforma del 2011, e quello che incide maggiormente sull’attività di disinfestazione, consiste nel ragionare non più solo sui risultati di attività di monitoraggio concreti (i numeri risultanti dai report di monitoraggio e controllo), bensì basterà che l’auditor “abbia motivo di credere” che ci possa essere una criticità, per chiedere interventi anche invasivi come la chiusura degli stabilimenti.

Questo perché si vuol dare più importanza alla prevenzione di possibili infestazioni (“ho motivo di credere”) piuttosto che al controllo di infestazioni già avviate.

Da qui ne consegue che un punto cardine delle valutazioni saranno le condizioni sanitarie dell’industria, che dovranno essere tali da permettere di prevenire eventuali infestazioni.

Diventerà sempre più importante adottare un approccio sistematico dato dal connubio di HACCP e Risk-based Zoning, ovvero una mappatura delle zone di rischio dalla più lieve alla più elevata (in base agli alimenti trattati e altre condizioni di rischio).

Noi siamo tornati a casa con una domanda in testa: ci deve interessare anche se non abbiamo intenzione di esportare il nostro prodotto in America? Noi crediamo di sì, perché non sarebbe la prima volta che un trend tipicamente USA diventi altrettanto di “tendenza” qui da noi. Inoltre, crediamo che molti aspetti di questa riforma si possano vedere anche nelle tendenze della nostra Biocidi, ove il controllo tramite esca o insetticida viene visto sempre più marginale, a fronte di una sempre maggior importanza dell’attività preliminare di monitoraggio e non solo all’interno di una strategia di Integrated Pest Management. Noi vediamo delle similitudini… e voi?

Concludiamo con una curiosità che crediamo dimostri quanto in realtà “tutto il mondo sia paese”. Il numero di dipendenti medi di un’azienda di disinfestazione europea è di 4 persone, mentre in America è di poco più alto: 7,5.

Crediamo fermamente nell’importanza di valorizzare il nostro settore, e ci uniamo al messaggio che portiamo forte da New York ovvero di comunicare agli utenti finali, e non solo, l’importanza della disinfestazione effettuata da un operatore professionale qualificato.

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PROGRAMMA DEGLI EVENTI

SUNDAY, APRIL 2

6:00 PM – 7:30 PM

Welcome Reception and Cocktail Hour

MONDAY, APRIL 3

8:30 AM – 9:00 AM

Welcome and Opening Remarks

Henry Mott, Vice Chairman, Confederation of European Pest Control Associations and Dominique Stumpf, CEO, National Pest Management Association

9:00 AM – 10:00 AM

FSMA Implementation and the Impact on the Global Pest Management Industry

Cornelius Hugo, Ph.D., Global Manager – Food Safety Services Innovation, AIB International, Kansas, USA

10:15 AM – 12:15 PM

Overcoming Pest Management Challenges in Food Processing Facilities

John Carter, VP – Quality Dairy, Danone, Paris, France; Michael Robach, VP-Corporate Food Safety and Regulatory Affairs, Cargil, Minnesota, USA; Ferenc Varga, Hygiene and Microbiological Safety Expert,  Nestlé, York, United Kingdom

12:15 PM – 1:15 PM

Networking Lunch

1:15 PM – 2:45 PM

Challenges and Solutions in Food Distribution and Retail Facilities

Brett Gardner, Lead Compliance Consultant – Enterprise Food Safety, Target, Minnesota, USA; Hank Hirsch, RK Environmental, New Jersey, USA; Michael Roberson, Director of Corporate Quality Assurance, Publix Supermarkets, Florida, USA

3:00 PM – 4:30 PM

Overcoming Obstacles and Collaborating for Success in Food Facilities

LeAnn Chuboff, Senior Technical Manager SQFI, Food Marketing Institute, Illinois, USA; Dominique Sauvage, ACE, Director – Field Operations and Quality, Copesan, Wisconsin, USA

4:30 PM – 5:15 PM

The Role of Industry Protocols in Food Processing Facilities: Understanding the CEPA and NPMA Standards

Marie Horner, ACE, Regional Vice President, Arrow Exterminators, Georgia, USA; Bertrand Montmoreau, Chairman, Confederation of European Pest Management Associations, Paris, France

TUESDAY, APRIL 4

9:00 AM – 10:00 AM

Urban Pest Management’s Role in Protecting Public Health

Kevin Sweeney, Vice President – Governmental and Regulatory Affairs, Landis

10:15 AM – 11:15 AM

Communicating a Compelling Public Health Message to Consumers in a Skeptical World

Randoph Carter, Vice President – Marketing, Rentokil Steritech, Pennsylvania, USA

11:15 AM – 12:15 PM

Taking the Pulse of Pest Management Services in Health Care Facilities: Perspectives and Perceptions

Håkan Kjellberg, AntiCimex, Stockholm, Swe-den; Zia Sidiqqi, Rollins, Inc., Georgia, USA

12:15 PM – 1:15 PM

Networking Lunch

1:15 PM – 2:30 PM

The Challenge of Managing Rodent Populations Around the Globe for Improved Public Health Outcomes

Bobby Corrigan, Ph.D., RMC Pest Management Consulting, New York, USA; John Simmons, Managing Director, Acheta Consulting, Bristol, United Kingdom

Håkan Kjellberg, AntiCimex, Stockholm, Swe-den; Zia Sidiqqi, Rollins, Inc., Georgia, USA

Rubrica di Mauri N.8: Grilli…vicini di casa

Forse a nessuno interessa sapere a quale specie di grillo appartenga quello rimasto intrappolato nel cartoncino collante che è stato posizionato a terra, per monitorare i famosi “striscianti”. Tantomeno al nostro cliente finale. Tuttavia questi ortotteri, insieme ad altri insetti, sono al centro dell’attenzione perché dal prossimo anno, grazie ad alcuni specifici regolamenti europei dell’EFSA (agenzia europea per la sicurezza alimentare), potranno essere utilizzati per l’alimentazione umana oppure trasformati in proteine animali per la produzione di mangimi. Senza entrare in dettaglio sulle procedure ancora da definire per un allevamento proficuo ed adeguato di “insetti da reddito”, cerchiamo di conoscere più i dettaglio i grilli che frequentano gli ambienti antropizzati e le aree coltivate.

Tutti conoscono il grillo canterino (Gryllus campestris), nero con la parte anteriore delle tegmine (ali anteriori) macchiate di giallo e che frequenta i margini dei campi coltivati, i prati, le aree incolte con bassa vegetazione. Costruisce una galleria lunga 20-25 cm e dal diametro di circa 2 cm: in primavera, i maschi, territoriali, all’ingresso di questa tana spoglia e priva di erba cantano ininterrottamente per conquistare le femmine. Queste poi depongono alcune centinaia di uova e le forme giovanili svernano all’interno di profondi cunicoli. Nel centro e sud Italia è presente un insetto molto simile (Gryllus bimaculatus), che non costruisce un rifugio nel terreno, ma, grazie alle abitudini meno sedentarie, può percorrere in volo distanze di diversi chilometri!

A differenza di queste specie, non così comuni negli ambienti urbani, il grillo nero (Melanogryllus desertus), leggermente più piccolo e con forme giovanili caratterizzate da una pubescenza più chiara, verso la fine dell’estate può invece creare esplosioni demografiche in molte zone della pianura padana. Questo insetto, presente in tutta Italia tranne che in Sardegna, frequenta le aree incolte e agricole dove si nasconde fra le zolle, nelle fessure e nelle crepe. Durante i periodi più favorevoli, parecchi individui penetrano in gran numero all’interno di abitazioni e capannoni, e questo rappresenta uno dei pochi casi in cui può essere necessario un trattamento chimico per il loro contenimento.

Un’altra specie, dal nome impronunciabile (Eumodicogryllus bordigalensis), frequenta i campi, gli orti, i giardini, spesso comune anche nei marciapiedi e nei tombini. Di colore marrone più o meno chiaro, generalmente si distingue da una banda chiara fra le antenne e da quattro linee longitudinali giallastre sul capo. Attirato dalle luci, entra nelle abitazioni e nei locali, dove spesso viene confuso con il classico grillo del focolare (Acheta domesticus). Bruno giallastro, con una mascherina nera fra gli occhi e due macchie scure sul pronoto, il grillo “della favola di Pinocchio” è prettamente legato agli ambienti umani, umidi e bui, dove consuma derrate alimentari e sostanze organiche di origine animale e vegetale. Talvolta può rovinare materiale vario come carta, pellame, vestiti, ecc. Fondamentalmente non è un insetto dannoso ed è sempre stato in compagnia dell’uomo, ma ultimamente è quasi sparito dalle abitazioni, sostituito, procedendo verso nord nella nostra penisola, da Gryllomorpha dalmatina, attera e con macchie scure ben evidenti sul corpo e sulle zampe posteriori. E questo grillo…non canta! Infine ricordiamo un piccolo ortottero, (Stenonemobius gracilis), considerato raro e localizzato in varie parti d’Italia. Biologia quasi sconosciuta, eppure nelle notti più calde, questo minuscolo grillo, lungo meno di 1 cm e dalle ali posteriori particolarmente sviluppate, si trova abbastanza comunemente, almeno in certe aree dell’Emilia Romagna, nelle case e sulle piastre collanti delle lampade UVA, attirato dalle luci artificiali.

Tutti questi insetti, apparentemente banali e considerati parassiti occasionali, risultano in realtà affascinanti, sono poco conosciuti e durante la bella stagione ci rallegrano con il loro canto melodioso…prodotto dallo specifico sfregamento delle tegmine.

Teniamoli perciò un po’ in considerazione anche quando li gettiamo via con le colle!

Notrac Blox: valutazione comparativa dell’appetibilità di esche rodenticide attraverso prove sperimentali sul campo

Si ringraziano Giulia Sozio e Paolo Sposimo, dell’azienda NEMO Srl, per lo sviluppo e l’elaborazione di questa relazione tecnica.

Un ringraziamento va anche al nostro amico e fidato professionista Dott. Dario Capizzi, che ci ha guidati nel progetto.

RELAZIONE TECNICA

Attualmente, il controllo delle popolazioni di roditori viene conseguito, nella quasi totalità dei casi, mediante la somministrazione di esche rodenticide. Tali esche, per essere accettate ed ingerite dalle popolazioni bersaglio, devono essere formulate in modo da garantire adeguata appetibilità.

Obiettivo della sperimentazione è quello di valutare l’appetibilità di 4 formulati di esche rodenticide a diversa composizione.

La valutazione dell’appetibilità dei formulati è stata effettuata attraverso esperimenti di food choice, consistenti nella somministrazione in campo e la successiva analisi statistica dei consumi (grammi di esca consumata) rilevati nel tempo ad opera delle popolazioni dei roditori target.

I quattro prodotti da confrontare sono tutti blocchetti paraffinati a base di bromadiolone 0,005% + denatonio benzoato:

Prodotto “A”, Prodotto “B” e Prodotto “C”: formulazioni di produttori italiani.

Prodotto “D”: NOTRAC BLOX (dell’azienda americana Bell Labs).

Lo studio è stato svolto a Roma in due diverse aree (Fig. 1):

• un Circolo Ippico (di seguito denominato “Maneggio”), situato lungo le rive di un fiume, in piena area metropolitana.

• una Cooperativa Agricola, un’area agricola situata in una Riserva Naturale, alle porte di Roma (di seguito denominata “Azienda Agricola”).

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Fig. 1. Aree di studio e posizioni degli erogatori: a sinistra l’Azienda Agricola e a destra il Maneggio
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Fig. 1. Aree di studio e posizioni degli erogatori: a sinistra l’Azienda Agricola e a destra il Maneggio

Prima di iniziare l’esperimento, per confermare la presenza di roditori in entrambe le aree è stato effettuato un sopralluogo con posizionamento di 6 erogatori in ciascuna, controllati dopo 3 giorni (Maneggio) e 4 giorni (Azienda Agricola). In entrambe le aree è stata confermata la presenza di ratti (Rattus sp.) e topi (Mus musculus), quindi si è proseguito con l’esperimento posizionando i restanti erogatori.

Disegno sperimentale e posizionamento degli erogatori

Le esche sono state somministrate in entrambe le aree con il medesimo disegno sperimentale. I prodotti, ancorati agli appositi perni, sono stati posti negli erogatori a coppie, con 2 blocchetti per prodotto posizionati in modo alternato (es. ABAB). Ogni coppia rappresentava quindi un confronto diretto tra due prodotti, o trial. Le coppie sono state assortite in modo che le sei possibili combinazioni fossero rappresentate in egual numero (N=8; Tabella 1). In base a tale disegno, ogni singolo trial è stato replicato 8 volte, e ogni formulato è stato somministrato in un totale di 24 erogatori.

Gli erogatori sono stati posizionati in modo opportunistico in punti valutati idonei o segnalati dal personale del luogo (es. lungo gli argini del fiume, all’interno di capanni con mangimi o cereali, in prossimità delle stalle, ecc.). In ogni area sono stati selezionati 12 punti, e in prossimità di ciascun punto sono stati posizionati 2 erogatori a distanza di 1-10 metri, assortiti in modo che in ciascun punto fossero disponibili tutti e 4 i prodotti (ad esempio: attorno al punto 1 era posizionato un erogatore con i prodotti AB e uno con i prodotti CD). Questo accorgimento è stato adottato per aumentare le probabilità che ciascun roditore potesse entrare in contatto con tutti e quattro i prodotti ed essere sottoposto ad almeno due trial di confronto.

Dove necessario, gli erogatori sono stati ancorati al suolo con del fil di ferro, e all’interno di essi è stato inserito anche del sale grosso per limitare l’interferenza di chiocciole e lumache. L’utilizzo dell’esca insetticida per formiche non è stato necessario.

Tabella 1. Distribuzione delle coppie di prodotti da testare nelle due aree di studio

Schema temporale e protocollo dei controlli

Gli erogatori sono stati controllati a giorni alterni per 5 volte (più un controllo 0 iniziale per 12 erogatori per confermare la presenza dei roditori; Tabella 2).

Ad ogni controllo un erogatore è stato definito “visitato” quando vi erano chiare tracce di consumo (riduzione dell’esca, chiari solchi degli incisivi) o escrementi di roditore all’interno (Fig. 2). Le esche residue sono state pesate tramite bilancina a molla (precisione 1 g) per quantificarne il consumo, ottenuto per differenza rispetto al peso al controllo precedente. I blocchetti consumati per più di metà del loro peso sono stati sostituiti per garantire una maggiore disponibilità di prodotto. Infine, la posizione delle esche all’interno degli erogatori è stata invertita ad ogni controllo per escludere eventuali effetti dovuti alla posizione e/o all’esperienza dei roditori (ad esempio, se al primo controllo i prodotti erano posizionati secondo lo schema ABAB, al controllo successivo la loro posizione veniva invertita, secondo lo schema BABA).

Tabella 2. Schema temporale dei controlli

Analisi dei dati

I dati sono stati analizzati a diversi livelli:

1) VISITE AGLI EROGATORI: in questa fase si è analizzata la probabilità di visita agli erogatori (1=visita, 0=non visita), indipendentemente dal quantitativo di esca consumata. I risultati sono quindi da riferirsi all’effetto dell’attrattività delle esche nei confronti dei roditori, che sono spinti ad entrare nell’erogatore ed eventualmente ad assaggiare il prodotto.

Analisi statistiche: modelli binomiali con la funzione glmer (pacchetto lme4)sul software open access R. Struttura dell’errore: random=1|erogatore/controllo.

2) CONSUMO: questo dato rispecchia il grado di preferenza del roditore nei confronti dei prodotti. Una volta entrato nell’erogatore, il roditore tenderà a consumare maggiormente quello che è più appetibile. Questa analisi è stata svolta a livello di:

- Consumo complessivo, ottenuto dalla somma totale dei consumi nei 10 giorni di durata del test. I risultati danno una misura di quanto i prodotti vengono consumati a livello complessivo gli uni rispetto agli altri in somministrazioni di più giorni.

Analisi statistiche: analisi della varianza con le funzioni lme (pacchetto nlme) e anova; post-hoc test con la funzione glht (pacchetto multcomp) su R. Struttura dell’errore: random=1|erogatore.

Analisi statistiche: test delle differenze con le funzioni lme (pacchetto nlme) e anova su R. Struttura dell’errore: random=1|erogatore/controllo.

RISULTATI E DISCUSSIONE

Specie rilevate

Negli erogatori sono stati rilevati escrementi e segni di consumo attribuibili sia a ratti (Rattus sp.) che a topi (Mus musculus), con una maggiore abbondanza di segni di ratti nell’area del Maneggio. Si segnala il rinvenimento diretto di un esemplare di Rattus sp. (probabile R. norvegicus) morto nei pressi di un erogatore posto in prossimità della riva del fiume al maneggio. Non è stato possibile procedere con un esame autoptico dell’esemplare, tuttavia il suo rinvenimento nei pressi dell’erogatore, la presenza di solchi degli incisivi molto marcati sul residuo dei blocchetti di esca, e la presenza di tracce di sangue all’interno dell’erogatore, rendono altamente probabile che il ratto sia morto a seguito dell’ingestione delle esche. Nonostante il rinvenimento di un (probabile) esemplare di R. norvegicus, non è possibile escludere che nell’area vi fossero anche individui di R. rattus. Nell’area del maneggio è stata inoltre rilevata in modo diretto la presenza di topi a seguito della fuga, in due occasioni, di individui che si trovavano all’interno degli erogatori durante il controllo. Lo stesso avvistamento diretto di topi durante il controllo è avvenuto nell’area dell’azienda agricola, dove è stato inoltre rinvenuto un esemplare morto di M. musculus all’interno di uno degli erogatori, con tracce di sangue sulla coda (Fig. 2).

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Fig. 2. Esempi di tracce di consumo rinvenute all’interno degli erogatori
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Fig. 2. Esempi di tracce di consumo rinvenute all’interno degli erogatori

Visite agli erogatori

Nei 10 giorni di somministrazione, 37 erogatori su 48 (77%) sono stati visitati almeno una volta, di cui 18 all’azienda agricola e 19 al maneggio. Per motivi non identificabili, 11 erogatori non sono mai stati visitati e sono stati pertanto esclusi dalle analisi sui consumi. L’inclusione di tali dati avrebbe infatti influenzato i risultati riducendo in modo errato le differenze tra i prodotti, poiché i consumi pari a zero non sarebbero stati riconducibili alla medesima appetibilità ma piuttosto all’assenza di visita.

Le visite agli erogatori sono state in generale più frequenti nell’area del maneggio, dove però si sono ridotte gradualmente nel corso dei 5 controlli. Nell’azienda agricola, invece, le visite agli erogatori si sono mantenute su livelli più bassi ma più costanti nel tempo. In entrambe le aree si è rilevato un incremento delle visite al controllo 2 (cfr anche i risultati relativi ai consumi di esca).

Si è rilevato in generale una riduzione delle visite agli erogatori nel corso del tempo, probabilmente dovuta alla morte degli individui a seguito dell’assunzione del rodenticida.

Le visite agli erogatori contenenti prodotti diversi sembrano seguire lo stesso tipo di andamento nel tempo, ad eccezione del prodotto B che a seguito di un maggiore incremento iniziale sembra ridursi più velocemente. Le analisi statistiche tuttavia, non rilevano differenze significative nel tasso di visita in base al prodotto (p>0.05).

Non sembra esserci, quindi, un prodotto che attira meglio o prima i roditori rispetto agli altri.

Si sottolinea che tali risultati sono riferiti esclusivamente all’attrattività dei prodotti, cioè alla probabilità che un ratto visiti l’erogatore indipendentemente dall’entità del consumo (analizzata nei paragrafi successivi).

Andamento dei consumi

I consumi totali (somma dei consumi di tutti gli erogatori) hanno avuto un andamento simile nelle due aree (Fig. 3), con un primo aumento al controllo 2 ed un successivo graduale decremento. Tale andamento, che rispecchia quello delle visite agli erogatori, è probabilmente dovuto al superamento della diffidenza iniziale da parte dei roditori, seguita dalla progressiva morte dovuta al consumo di esche.

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Fig. 3. Consumo totale di esca (somma di tutti gli erogatori) nelle due aree in corrispondenza di ciascun controllo.
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Fig. 3. Consumo totale di esca (somma di tutti gli erogatori) nelle due aree in corrispondenza di ciascun controllo.

Differenze tra i prodotti – Livello complessivo

A livello complessivo, i consumi rivelano un chiaro pattern, simile in entrambe le aree, dove il prodotto D è stato il più consumato e il prodotto B il meno consumato. Si osserva inoltre una certa variabilità nei consumi tra diversi erogatori, mostrando una situazione altamente eterogenea con alcuni erogatori altamente frequentati e consumati, ed altri molto meno (Fig. 4).

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Fig. 4. Consumi totali dei quattro prodotti (somma di tutti gli erogatori e di tutti i controllo)
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Fig. 4. Consumi totali dei quattro prodotti (somma di tutti gli erogatori e di tutti i controllo)

L’analisi della varianza conferma che le differenze di consumo totale tra i prodotti sono statisticamente significative nel complesso (p<0.0001), e il risultato non si discosta nelle due aree (interazione prodotto*area: p>0.5).

I test post-hoc rivelano che le uniche differenze non statisticamente significative sono quelle tra il prodotto A e i prodotti B e C. Tra A e B l’assenza di significatività potrebbe dipendere dalla numerosità del campione e non da una reale assenza di differenze, anche considerando che tra A e C la differenza risulta significativa.

A livello complessivo, quindi, la graduatoria dei consumi è D > C = A ≥ B.

SOMMARIO DEI RISULTATI E CONCLUSIONI

• Si è rilevato un picco delle visite agli erogatori e dei consumi al secondo controllo, seguito da una riduzione graduale nel corso del tempo (probabile superamento della diffidenza iniziale seguito da morte per ingestione rodenticidi).

• Non sembra esserci un prodotto che induca i roditori a visitare un contenitore con maggior frequenza o prima rispetto agli altri.

• Il prodotto che denota la maggior appetibilità, sia a livello complessivo che confrontato singolarmente con altri prodotti, è Notrac Blox.

• Le differenze tra i prodotti risultano le stesse indipendentemente dall’area e dal controllo, a testimonianza della validità generale dei risultati del test.

 

Blatte e asma nei bambini

Un nuovo studio dimostra che l’esca per gli scarafaggi migliora i problemi di asma.

I bambini che vivono in abitazioni trattate con esca per gli scarafaggi hanno quasi 50 giorni in meno con sintomi di asma in un anno. A stabilirlo è un nuovo studio del Journal of Allergy and Clinical Immunology (Periodico di Allergia e Immunologia Clinica).

Lo studio ha seguito, per un anno, 102 bambini con asma da moderata a grave che vivono nell’area metropolitana di New Orleans. La maggior parte delle famiglie (92%) avevano un reddito familiare inferiore a 25.000 dollari. Nelle case trattate con le esche per gli scarafaggi, i tecnici hanno effettuato sopralluoghi ogni due o tre mesi e hanno collocato trappole nella cucina, nel soggiorno e nelle camere da letto dei bambini. L’esca insetticida è poco costosa ed espone le famiglie a una quantità relativamente piccola di pesticida rispetto ad altre forme di controllo dei parassiti.

L’esposizione agli scarafaggi è una importante causa alla diffusione di asma che, nonostante una tendenza generale a  stabilizzarsi, continua a salire tra i poveri”, ha detto Felicia Rabito, PhD, professore associato di epidemiologia presso la Tulane School di Igiene Pubblica e Medicina Tropicale. “È urgente identificare gli interventi che si traducono in benefici clinici e individuare quelli che sono accessibili e fattibili per le famiglie a basso reddito.

Già dopo tre mesi dall’inizio dello studio, c’era una notevole differenza nel numero di scarafaggi tra le abitazioni con l’esca e le case senza alcun intervento. Dopo 12 mesi, nessuna casa trattata con le esche era infestata rispetto al 22% di infestazione delle abitazioni non trattate.

I bambini che vivono nelle case trattate hanno un migliore stato di salute. In media, hanno avuto 47 giorni in meno con sintomi di asma nel corso di un anno. Al contrario, i bambini con allergia agli scarafaggi nelle abitazioni non trattate hanno più frequentemente perso la scuola e hanno dovuto effettuare visite non programmate al pronto soccorso.

Liberamente tradotto da PCT   

Hidden Kill, piccola e geniale

I disinfestatori possono sempre contare su Bell per ottenere risultati e avere le attrezzature migliori nella lotta ai roditori. Questa volta si tratta di Hidden Kill, una trappola usa e getta per topi che li uccide in modo professionale e discreto. Hidden Kill è stata progettata per una rapida eliminazione del topo, che evita di entrare in contatto con l’animale ed è la naturale evoluzione delle vecchie trappole a scatto in legno. Il tutto a un prezzo eccezionale.

Siccome la professionalità e la discrezione diventano sempre più una priorità nei programmi di cattura, la Hidden Kill ha una molteplicità di caratteristiche che rispondono a queste necessità. Con un design dal basso profilo si fonde in una pluralità di ambienti. Costruita con un’area di cattura completamente chiusa, mantiene il topo catturato nascosto all’interno.

Altre caratteristiche interessanti:

  • Facile, nessun contatto durante lo smaltimento
  • Due vie di ingresso, i topi possono entrare da due direzioni
  • Design innovativo per eventuale posizionamento ad angolo
  • Bicchierino per l’esca rimovibile per un’adescamento sicuro e facile

Hidden Kill è una trappola di qualità costruita per resistere a diversi ambienti. Con un prezzo paragonabile alle trappole di legno, Hidden Kill è una scelta economica per i disinfestatori che cercano sia una trappola per topi professionale che un prezzo adeguato.

 

Le novità del Catalogo Colkim 2017

  • ESCA RODENTICIDA IN PASTA
    Nuova formulazione (senza olio di palma!)

    CATEGORIA: RODENTICIDI

    PARASSITI: topi e ratti

  • SACCHETTI PARAFFINATO
    Blocco di paraffinato pronto all’uso, nuova confezione da 1 kg

    CATEGORIA: RODENTICIDI

    COMPOSIZIONE: bromadiolone 0,005% / brodifacoum 0,005% / difenacoum 0,005%

    FORMULAZIONE: blocco paraffinato compatto

    PARASSITI: topi e ratti

  • RODIFEN LIQUIDO
    Esca rodenticida liquida pronta all’uso

    CATEGORIA: RODENTICIDI

    COMPOSIZIONE: difenacoum 0,005% + denatonio benzoato

    FORMULAZIONE: esca liquida pronta all’uso

    PARASSITI: topi e ratti

    UTILIZZO: tal quale con gli appositi abbeveratoi (forniti) e inseriti in erogatori di sicurezza

    USI PRINCIPALI: utilizzo da parte di operatori professionali addestrati – all’interno e intorno a edifici privati, pubblici e agricoli, mezzi di trasporto e all’esterno (depositi e discariche di rifiuti e aree aperte)

  • GENERATION BLOCK
    Blocco paraffinato pronto all’uso

    CATEGORIA: RODENTICIDI

    COMPOSIZIONE: diphetialone 0,003% + denatonio benzoato 0,001%

    FORMULAZIONE: blocco paraffinato

    PARASSITI: topi e ratti

    UTILIZZO: tal quale in erogatori idonei

    USI PRINCIPALI: ambienti domestici, magazzini e locali industriali

  • FLUÒ
    Esca placebo senza allergeni

    CATEGORIA: RODENTICIDI – ESCHE PLACEBO

    MATERIALE: polimero plastico con aromi, attrattivi e agente fluorescente

    DIMENSIONI: 2,5 x 2 x 2,5 cm – 6,5 g / blocco

    PARASSITI: topi e ratti

    USI PRINCIPALI: grazie alle sue caratteristiche uniche, Fluò può essere utilizzato in qualsiasi condizione per eseguire un monitoraggio dei roditori costante e affidabile – non contiene allergeni quindi nessuna sostanza classificata. È possibile utilizzarli in qualsiasi reparto delle industrie alimentari – agente fluorescente: per facilitare il ritrovamento delle tracce attraverso una semplice torcia a luce UV – nessun consumo indesiderato: la speciale formula di polimeri non può essere consumata da insetti, limacce o chiocciole

  • ALFASECT
    Insetticida in sospensione concentrata

    CATEGORIA: INSETTICIDI

    COMPOSIZIONE: alfacipermetrina 5,68%

    FORMULAZIONE: sospensione concentrata (flowable)

    UTILIZZO: 0,5-1%

    PARASSITI: insetti volanti (mosche, zanzare) e striscianti (scarafaggi, formiche)

    UTILIZZO: diluire 25 ml di prodotto in 5 litri d’acqua, quindi applicare 1 litro della soluzione ottenuta per 20 mq di superficie

    USI PRINCIPALI: indicato per trattare locali domestici ed edifici pubblici, inclusi ospedali, alberghi e ristoranti, cucine e impianti dell’industria alimentare – il prodotto può  essere impiegato in aree costantemente occupate per trattamenti localizzati o su crepe e fessure

  • PROVECTA
    Sostanza dall’azione fisica, ausilio per il controllo degli insetti

    CATEGORIA: PRODOTTI VARI – COADIUVANTI E SOLVENTI

    COMPOSIZIONE: composti polimerici di silicone >60%

    FORMULAZIONE: liquido concentrato

    UTILIZZO: 0,1-0,5%

    PARASSITI: cimici dei letti e insetti in genere

    UTILIZZO: diluire solo con acqua (0,5%) o in miscela con la formulazione insetticida (0,1%). Seguire le indicazioni riportate in etichetta

  • HIDDEN KILL
    Trappola della Bell Labs, usa e getta, per topi

    CATEGORIA: TRAPPOLE

    MATERIALE: polimero plastico

    DIMENSIONI: 10,2 x 15,5 x 3,9 cm

    PARASSITI: topi

    UTILIZZO: smaltimento semplice, senza contatto con il topo

    USI PRINCIPALI: ambienti domestici e ovunque sia necessario nascondere le catture dei topi

  • ACCUSPRAY 4 WAY
    Pompa B&G da 470 ml

    CATEGORIA: ATTREZZATURE

    MATERIALE: acciaio

    CAPACITÀ: 470 ml

    ALTRE INFO: lancia in ottone – fondina deluxe – pompa ad alta efficienza – meno di 10 colpi per portarla a pressione

  • CHAMELEON UPLIGHT GRIGIA
    Trappola a luce UV per interni

    CATEGORIA: TRAPPOLE A LUCE UV

    COPERTURA: 40 mq

    DIMENSIONI: 21 x 47 x 17 cm

    PESO: 3,7 kg

    LAMPADE: 1 x 15 W shatterproof di serie

    IP: 20

    ASSORBIMENTO: 20 W

  • TITAN 200 IP
    Trappola a luce UV per allevamenti e stalle

    CATEGORIA: TRAPPOLE A LUCE UV

    COPERTURA: 160 mq

    DIMENSIONI: 47 x 30 x 30 cm

    PESO: 5 kg

    LAMPADE: 1 x 20 W

    IP X4

    ASSORBIMENTO: 30 W

    UTILIZZO: facile da installare e con bassi costi di esercizio, questa trappola waterproof è studiata per il mercato agricolo e in modo specifico per gli allevamenti

  • TRAPPOLE SENSCI VOLCANO
    Trappola per cimici dei letti

    CATEGORIA: CIMICI DEI LETTI

    MATERIALE: polimero plastico + attrattivo

    DIMENSIONI: 7,4 x 7,4 x 2,9 cm

    PARASSITI: cimici dei letti

    UTILIZZO: utilizzata insieme all’attrattivo, crea un sistema di monitoraggio delle cimici dei letti particolarmente efficace e facile da usare

  • TRAPPIT BB DETECTOR
    Trappola per cimici dei letti

    CATEGORIA: CIMICI DEI LETTI

    MATERIALE: cartone e mastice adesivo + attrattivo con feromone (in fialetta a parte)

    DIMENSIONI: 9,5 x 10 x 2,5 cm

    PARASSITI: cimici dei letti

    ALTRE INFO: rilascia un avanzato feromone di aggregazione che mima la tendenza naturale delle cimici dei letti di aggregarsi in aree sicure – l’attrattivo viene fornito nel kit insieme alla trappola

  • LIGHTSOUT BEDBUG DETECTOR
    Sottopiedi per letti anti-cimici dei letti

    CATEGORIA: CIMICI DEI LETTI

    MATERIALE: polimero plastico

    DIMENSIONI: Ø 16 cm esterno – Ø 10,6 cm interno

    PARASSITI: cimici dei letti

    UTILIZZO: semplice dispositivo di monitoraggio e cattura da inserire sotto i piedi di letti, divani ecc. – non necessita di insetticidi o altri agenti chimici