Disinfestando 2019 – Milano, 6-7 Marzo

Eccoci al consueto appuntamento con la fiera italiana della Disinfestazione.

Questo momento di incontro e ascolto ha sempre confermato una costante e significativa espansione ed è conosciuto anche a livello internazionale.

L’ingresso è gratuito previa registrazione sul sito www.disinfestando.com.

Cliccando qui potrete verificare anche il programma dei convegni.

Quest’anno è cambiata la sede della fiera che si svolgerà a Milano: MiCo – Fiera Milano Congressi – Via Gattamelata, 5 (gate 14)

Orari di apertura:
mercoledì 6 marzo 2019 dalle ore 9,00 alle ore 18,00
giovedì 7 marzo 2019 dalle ore 9,00 alle ore 18,00

Vi aspettiamo!

Voi chiedete, noi rispondiamo: quale trappola scegliere per eliminare le mosche svernanti (Pollenia rudis) in locali infiammabili?

La trappola Titan® 300 è progettata per far fronte a grandi infestazioni di insetti volanti e può essere efficacemente utilizzata contro la Pollenia rudis. L’unità è conforme alle relative norme europee e, come tale, ha superato tutti i test di sicurezza. È interamente realizzata in metallo, solida e adatta per applicazioni professionali.

L’uso in locali in cui una supervisione giornaliera è difficile, combinata con una potenziale grossa infestazione di mosche, porta alla necessità di rimuovere il vassoio di raccolta dell’unità e di collocare al suo posto, al di sotto della trappola, una grande scatola non infiammabile per raccogliere le mosche morte.

Se il vassoio non viene rimosso, gli insetti morti possono accumularsi e toccare la griglia elettrificata aumentando il rischio di incendio.

L’installazione deve essere conforme al manuale di istruzioni fornito con l’unità.

Inoltre, occorre prendere nota dei seguenti suggerimenti:

  • Non installare mai l’apparecchiatura in un’area in cui esiste il rischio di esplosione a causa dell’elevata concentrazione di polvere / vapori nell’aria (zone Atex)
  • Installare la trappola in modo tale che la distanza tra la grande scatola di raccolta non infiammabile e l’unità sia sufficiente per evitare il rischio che il mucchio di insetti morti raggiunga la griglia di cattura
  • La scatola di raccolta, preferibilmente in metallo, dovrebbe essere abbastanza grande da catturare tutti gli insetti morti successivamente alla loro elettrocuzione sulla griglia di uccisione
  • Non dovrebbe esserci materiale infiammabile attorno al lato inferiore dell’unità
  • La scatola di raccolta dovrebbe essere svuotata regolarmente e la trappola deve essere controllata, in particolare la griglia elettrificata
  • Una valutazione dei rischi di incendio nei locali deve essere condotta dai proprietari o dai tecnici responsabili.

Liberamente tradotto dal Blog di PestWest

Regali di Natale e dintorni…

Anche quest’anno, in occasione del Santo Natale,  abbiamo devoluto il budget per i regali all’associazione tutta bolognese che si occupa di distribuire pasti ai tanti che hanno bisogno di un aiuto.

Buon Natale a tutti voi.

 

Cucine Popolari è una mensa sociale che fornisce, a titolo gratuito, pasti caldi a chi si trova momentaneamente in difficoltà economica e relazionale. 

PestWorld 2018: il resoconto

Florida, Stati Uniti. Stesso paese, stessa costa, un anno dopo. PestWorld 2018.

Sembra ieri quando percorrevamo le strade della marina di Baltimora per raggiungere il moderno centro congressi che ospitava PestWorld 2017.

Dopo le luci e ombre della passata edizione, quest’anno ci siamo imbarcati con numerose aspettative per la Florida precisamente per Orlando. Città che ogni anno accoglie centinaia di milioni di persone, è dimora del parco di divertimenti più conosciuto al mondo: Walt Disney World.

Come quattro anni fa, questo luogo speciale ha aperto le porte a PestWorld e a quel mondo della disinfestazione che riconosce in questo evento, la tappa annuale fondamentale per rimanere al passo con il progresso all’interno di un mercato, quello della disinfestazione, sempre più mutevole e incerto.

Gli oltre 4.000 professionisti del settore provenienti da circa 80 paesi si sono dati appuntamento al Walt Disney World Dolphin Resort, precisamente tra le sale del centro congressi di questo maestoso hotel.

A dare inizio ufficialmente all’evento è stata l’associazione nazionale della disinfestazione americana NPMA (National Pest Management Association), da sempre organizzatrice di questo congresso. Con la loro apertura ha poi preso la parola Ildem Bozkurt, responsabile negli Stati Uniti del Professional Pest Management di Bayer.

Bozkurt ha colto così l’occasione per riflettere sull’immagine più significativa della città ospitante di quest’anno: Walt Disney.

Bozkurt evidenzia come il successo duraturo di una azienda come Disney sia dovuto dalla continua evoluzione e trasformazione dell’azienda stessa, andando a braccetto con i continui progressi tecnologici.

Dopo le osservazioni di apertura, Bozkurt ha presentato uno spettacolo di un gruppo di ballerini di break dance che con la loro performance hanno chiuso la cerimonia di apertura.

Il congresso, come in passato, si è sviluppato su due fronti: metà della giornata all’interno della sala espositiva e l’altra metà arricchita dalle diverse sessioni educative.

Quest’anno circa 200 aziende hanno allestito i propri stand in due grandi saloni, accogliendo e mostrando ai partecipanti prodotti nuovi e non.

A parer nostro, l’esposizione di quest’anno non eccelleva di particolari novità rispetto alla scorsa edizione. Quello che possiamo dire è che ci si sta sicuramente dirigendo verso uno sviluppo tecnologico: dalle trappole che contano il numero di mosche che vengono attirate in esse, a quelle che con una semplice fotografia riconosco le diverse specie di parassiti delle derrate,  per non parlare di moltissimi stand che presentavano diversissime applicazioni, per smartphone e computer, in grado di accompagnare il disinfestatore in tutte le fasi di un lavoro.

La tendenza, insomma, è puntare su prodotti sempre più alla avanguardia e al contempo sempre più costosi, forse trascurando un po’ troppo lo sviluppo di quegli strumenti che il disinfestatore è abituato ad usare quotidianamente.

Abbandonati i corridoi trafficati della fiera, ci si dirigeva puntualmente verso le aule che ospitavano le sessioni educative. Le centinaia di sessioni andavano a toccare argomenti tecnici, commerciali e gestionali. Puntualmente, come ogni anno, abbiamo trovato interessanti alcuni interventi e altri meno. Alcuni di essi rispecchiano un mondo o un metodo di lavorare troppo distante dal nostro italiano, sia per normative europee e nazionali nettamente diverse, sia perché le nostre dimensioni aziendali, molto spesso, non si possono paragonare con quelle oltre oceano.

Conclusa la settimana sotto il caldo ottobre della Florida, ritorniamo a casa con l’auspicio che San Diego, l’anno prossimo, ci possa sorprendere con interessanti contenuti.

Rubrica di Roberto N.8: Un “viaggio” tra i tessuti – Seconda e ultima parte

Riprendiamo ora il nostro affascinante “viaggio” tra i tessuti, questa volta con l’intento di incontrare sul nostro percorso i tenaci coleotteri. Ma prima facciamo un piccolo passo indietro ricordando ancora una volta che le specie di questo gruppo possiedono la capacità di digerire la cheratina, componente base dei tessuti di origine animale (pelli, lana, pellicce) e vegetale. Si tratta di una scleroproteina che però non è in grado da sola di soddisfare per intero il fabbisogno alimentare giornaliero di questi insetti che si vedranno necessariamente costretti ad integrare la loro dieta con altre sostanze contenenti proteine e vitamine, in particolar modo quelle del gruppo B, che sono invece completamente assenti nella cheratina; ne sono un esempio le farine di pesce e di carne, i germi di cereali, l’albume di uovo essiccato e il lievito liofilizzato.

Gran parte di questi coleotteri dei tessuti appartengono alla numerosa famiglia Dermestidae, i cosiddetti “mangiatori di derma”, in cui vi rientrano specie di piccole dimensioni (dell’ordine dei 2-5 mm) dal corpo rotondeggiante, appartenenti principalmente a due generi: Attagenus e Anthrenus. Sono insetti che preferiscono alimentarsi in aree riparate e buie all’interno di case e magazzini (al di sotto di arredi e mobilio oppure in armadi e ripostigli) e rimanendo lì indisturbati a banchettare. Il più delle volte le loro infestazioni possono passare inosservate anche per diversi anni, soprattutto in quelle aree dove la pulizia non viene svolta regolarmente. Riescono a rimanere a digiuno per lunghissimo tempo, addirittura fino a otto mesi, e naturalmente il numero delle mute delle loro larve è molto variabile e dipende proprio dalla disponibilità e dalla qualità del cibo; ciò inevitabilmente incide sulla durata dell’intero ciclo biologico.

Iniziamo con il conoscere brevemente le due voraci specie di Attageni, l’Attagenus pellio e l’Attagenus unicolor.

L’adulto della prima specie è di colore bruno con presenza di peli bianchi che ricoprono la base del protorace (zona compresa tra capo e addome) sia nella parte mediana che ai lati di essa. Anche le elitre presentano queste formazioni pelose biancastre localizzate principalmente nella parte centrale di ciascuna elitra, in prossimità della visibile linea di sutura. E’ una specie cosmopolita, le cui larve danneggiano pelli, pellicce, tappeti, piume e lane. Esse sono di forma allungata (di circa 7-8 mm di lunghezza) e ricoperte di una finissima peluria rosso-dorata con lunghe setole all’estremità del loro corpo a formare una sorta di pennello.

Gli adulti fanno la loro comparsa nei mesi di maggio e giugno e a differenza di quanto si creda, non arrecano alcun danno a materiali tessili di alcun genere ma preferiscono, ove possibile, portarsi sui fiori di diverse piante per nutrirsi di polline e nettare. Solo dopo gli accoppiamenti le femmine raggiungono tappeti, lane, pelli e pellicce, per deporvi le uova dalle quali, dopo un periodo di incubazione variabile dai 6 ai 12 giorni, fuoriescono le voraci larve.

A sinistra: Adulto di Attagenus pellio (fonte: renrenzhineng.pw) – A destra: larva di Attagenus pellio (fonte: alchetron.com)

L’Attagenus unicolor, invece, è di colore uniformemente nero o marrone scuro negli individui adulti e privo di peli bianchi, mentre le larve di forma tendenzialmente conica sono ornate da peli di colore bruno-rossatro con sfumature dorate e con estremità del corpo questa volta sprovvisto del ciuffo di setole, a differenza della precedente specie.

A sinistra: Adulto di Attagenus unicolor (fonte: insecta.pro) – A destra: larva di Attagenus unicolor (fonte: www.insectimages.org)

Ogni anno attendiamo intrepidi l’arrivo della primavera e delle sue bellissime giornate di sole che ci riempiono il cuore di buonumore e ci spingono al primo mattino ad aprire la finestra del nostro appartamento per lasciarci avvolgere da quella dolce aria frizzantina che risveglia i nostri sensi, accompagnata dall’intenso profumo dei gelsomini e delle piante di agrumi in fioritura, e lasciarla aperta per gran parte della giornata. Naturalmente la bella stagione non arriva solo per noi, ma anche per gli insetti che vivono continuamente nei nostri ambienti, a volte silenti e volte invadenti. Infatti tra le diverse specie della nostra entomofauna anche gli Antreni come gli Attageni fanno il loro ingresso nelle nostre abitazioni, dal verde circostante dove gli adulti si nutrono.

Pur essendo abbastanza piccoli (dai 2 ai 5 mm di lunghezza), gli Antreni adulti non passano completamente inosservati per la colorazione maculata delle loro elitre, differente da specie a specie; nell’Anthrenus verbasci, una delle specie maggiormente diffuse, le elitre sono nere con tre bande bianco-giallastre disposte trasversalmente, mentre gli individui di Anthrenus museorum sono provvisti di squamette di colore biancastro che ricoprono le nere elitre formando un disegno ad “X”. Più articolato è invece il disegno formato dalle squamette di colore bianco della specie Anthrenus delicatus, esse infatti sono disposte a formare, in ciascuna delle due elitre, un’unica corta banda bianca che a partire dalla sommità dell’elitra confluisce in un’estesa area.

A sinistra: Adulto di Anthrenus museorum (fonte: www.biolib.cz) – A destra: Adulto di Anthrenus delicatus (fonte: www.naturamediterraneo.com)

Le larve di Anthrenus verbasci possiedono un aspetto davvero curioso; esse infatti sono di forma tronco-conica, alla cui estremità posteriore è presente su ciascun lato tre ciuffi di setole appiattite. Il resto del corpo, di colore giallo e parzialmente brunastro in corrispondenza delle due estremità, è ornato di peli bruni.

Si rinvengono spesso negli interstizi, come ad esempio negli spazi fra i battiscopa e il pavimento, per nutrirsi di detriti di materiale feltroso e lanoso per poi estendere la loro attività alimentare a danno dei tessuti di lana di qualsiasi tipo: capi di abbigliamento, imbottiture di materassi, rivestimenti di poltrone e divani, ecc. Ma la loro voracità non si limita soltanto ai tessuti, le loro infestazioni interessano anche derrate alimentari, in particolar modo frumento e farine.

Le larve, prima di trasformarsi in adulti, effettuano normalmente dalle 5 alle 6 mute al termine del quale si impupano dentro il substrato attaccato.

A sinistra: Adulto di Anthrenus verbasci (fonte: bugguide.net) – A destra: larva di Anthrenus verbasci (fonte: independentpestconsultancy.com)

Parlare di semplice intervento di disinfestazione per eliminare gli insetti dei tessuti, siano essi lepidotteri o coleotteri, è estremamente riduttivo. Contro questo tipo di infestante il disinfestatore dovrà agire con la massima professionalità adottando un sistema integrato di gestione basato sulla prevenzione, lotta e monitoraggio continuo, soprattutto in quei contesti considerati sensibili dal punto di vista del rischio economico in cui potrebbero essere soggetti, come le grandi, medie e piccole realtà aziendali del settore tessile.

Il primo passo consiste senz’altro nel saper riconoscere un eventuale inizio di infestazione e nel caso identificarne l’insetto responsabile, il che non è assolutamente semplice se si è completamente inesperti. Quando i segni dei danni sono molto visibili, come ad esempio i fori di forma irregolare sulla maglieria prodotti dall’attività trofica delle larve, il più delle volte sono segnali di un’infestazione ormai consolidata ed in espansione, mentre in una iniziale infestazione occorrerà saper individuare tempestivamente alcune tracce della loro presenza. Ne sono un esempio il rinvenimento di esemplari adulti vivi o morti generalmente in prossimità delle finestre, oppure l’individuazione di escrementi ed esuvie (residui della muta) derivanti dall’attività larvale in prossimità della parte inferiore di mobili, intorno ai battiscopa o negli angoli e ovviamente all’interno dei tappeti. Se si è poi particolarmente fortunati e si è dotati di una vista acuta, si potrebbero osservare addirittura le uova; una vera e propria impresa titanica visto le loro ridottissime dimensioni.

La prevenzione da sola non è sempre sufficiente ad impedire che un infestante entri all’interno di un determinato ambiente e lo colonizzi, ma sicuramente la sua azione influirà negativamente sulle condizioni microclimatiche e sulla reperibilità della fonte alimentare, rendendo quell’ambiente il più possibile inospitale per l’insetto. Per il disinfestatore sarebbe una buona prassi fornire al suo cliente, sia che si tratti di un privato o di un’azienda, una sorta di vademecum sulla corretta gestione preventiva, in questo caso, dei tessuti, in cui si evidenzia l’importanza di mantenere completamente puliti e arieggiati gli armadi, i cassetti e i locali, nel caso delle industrie tessili, dove vengono abitualmente riposti gli abiti dopo averli opportunamente lavati a secco o in acqua a temperatura di almeno 50°C. Contestualmente si possono utilizzare sacchetti o borse antitarme al profumo di canfora, ottimo deterrente attualmente disponibile in commercio, per prevenire un nuovo insediamento.

In contesti industriali, decisamente più complessi da gestire, è molto importante poter prevedere l’installazione di trappole a luce UV e trappole a feromone per la cattura degli adulti, ottimi strumenti di monitoraggio, oltre ad un sistema di pest proofing tutt’altro che banale che prevede l’installazione di zanzariere alle finestre. Un altro aspetto assolutamente rilevante è l’utilizzo di condizionatori e deumidificatori all’interno dei depositi, che dovranno garantire una bassa temperatura e una riduzione dei valori di umidità in maniera costante.

In presenza di conclamata infestazione si potrà intervenire o con fumogeni insetticidi, nei formati idonei alla cubatura che si intenderà trattare, o disinfestando in prossimità dei tessuti, che dovranno essere ben distanziati tra loro, nonché sulle pareti del locale con insetticidi in formulazione acquosa a base di piretroidi.

#adviontakecontrol: entra anche tu nella community

Syngenta PPM ha avviato una campagna multinazionale di sensibilizzazione al fine di aiutare gli addetti al controllo dei parassiti a trovare soluzioni specifiche per combattere le invasioni di formiche e scarafaggi e le ripercussioni di questi parassiti nella vita delle persone. L’obiettivo è di filmare delle storie per mostrare il modo in cui gli addetti al controllo dei parassiti affrontano un’ampia gamma di insetti all’interno di case, aziende, hotel o in molti altri luoghi. I video mostreranno quanto sia importante il lavoro degli addetti al controllo dei parassiti per abbattere l’impatto finanziario, sanitario, psicologico e aziendale causato dalle invasioni di scarafaggi e formiche.

Rubrica di Mauri N.10: Vespe d’autunno

Sembra che il 2018 sia l’anno delle cimici. In questo periodo nugoli di insetti verdi, marroni, rossi, cinesi invadono abitazioni e capannoni, provocando disgusto ed allarme nella popolazione. E se ne parla diffusamente. Ma il caldo che riscontriamo in questo inizio di autunno, soprattutto al Centro-Nord, ha contribuito a mantenere i nidi delle vespe (genere Vespula) ancora in piena attività, con numerose operaie pronte ad entrare in azione se disturbate. Di norma a fine ottobre molte di queste femmine sterili sono già morte e compaiono le prime regine già fecondate, che dovranno svernare. Ma i tempi cambiano….Riscontriamo in questi giorni diversi casi di invasione di negozi e centri commerciali da parte di imenotteri aculeati che, attirati dalle luci artificiali oppure dagli “odori”, entrano dal tetto e dalle fessure nelle pareti, dove hanno costruito il nido, e provocano, in questo caso a ben ragione, allarme e forte disagio. Non è facile per il disinfestatore risolvere velocemente questo problema: gli ambienti sono di grandi dimensioni, c’è tanta gente e l’utilizzo di un insetticida non è sempre agevole ed efficace. Una soluzione semplice e “pulita” è il posizionamento, anche temporaneo e per pochi giorni, di una lampada UVA nel sito da bonificare.
Tutti gli Imenotteri sono molto attirati dai dispositivi luminosi i quali, in questo caso, assumono la funzione di controllo, e non solo monitoraggio. Può capitare che, in un locale infestato, un elettroinsetticida, a griglia oppure con piastra collante, possa catturare durante la notte quasi un centinaio di vespe, contribuendo a risolvere il problema. Come è noto in Italia, oltre alle cimici asiatiche “di questo periodo”, è presente, almeno dal 2009, il calabrone asiatico (Vespa velutina nigrithorax). Fino a pochi anni fa era distribuito soprattutto nel ponente ligure, ma ultimamente, oltre al caso eccezionale di un nido in provincia di Rovigo, ha colonizzato anche la provincia di Spezia e alcuni individui sono stati riscontrati in Toscana. Attenzione a questa specie! Ma fortunatamente il ben più famoso calabrone gigante asiatico (Vespa mandarinia), di cui spesso troviamo segnalazioni anche su internet, non ha ancora raggiunto il nostro paese. L’errata identificazione da parte di “entomologi più o meno esperti” è talvolta legata all’osservazione in natura di grosse femmine di imenotteri solitari innocui come Megascolia maculata flavifrons, dal colore nero e il capo giallo-aranciato, le quali possono assomigliare in maniera superficiale ai grossi calabroni alieni con cui vengono confuse. Ecco ancora una volta come risulta fondamentale il corretto riconoscimento di un parassita!

Linea Combi, la linea di trappole che è sempre in evoluzione

La fortuna di aver direttamente studiato e realizzato questa linea di trappole, ci consente di migliorarla sempre, ascoltando i suggerimenti di chi opera sul campo.Questa volta abbiamo ulteriormente migliorato la Combi Rat, trappola per topi, ratti e insetti striscianti concentrandoci proprio su una più ampia cattura degli insetti.

 

Bell Laboratories: come si stanno adeguando alla norma europea sui topicidi

Bell ci aggiorna come segue:

Sebbene ci siano state molte discussioni sul settore e, francamente, un buon disaccordo con la riclassificazione dei rodenticidi per l’UE, Bell ha adottato un approccio equilibrato per soddisfare le esigenze attuali del controllo dei parassiti e dei mercati agricoli. La convinzione di Bell è che la maggior parte degli operatori della disinfestazione e degli utenti agricoli autorizzati continueranno ad aver bisogno di accedere a rodenticidi a piena forza ogni volta che è possibile. Di conseguenza, Bell sta supportando il rinnovo di entrambe le sue formulazioni di prodotto bromadiolone e brodifacoum 50ppm. I rinnovi garantiranno che gli utenti autorizzati abbiano accesso ininterrotto a questi prodotti vitali.

Detto questo, ci saranno probabilmente alcune situazioni in cui agli utenti autorizzati verrà chiesto di fornire prodotti a 30 ppm e potrebbero essere in svantaggio competitivo se non fossero in grado di fornire un’opzione praticabile. Per soddisfare questa esigenza, Bell introdurrà una formula di brodifacoum da 25 ppm basata sul suo già efficace e appetitoso Brodifacoum Blox da 50 ppm. La forza del brodifacoum, anche a 25 ppm, sarà in grado di fornire agli utenti autorizzati risultati affidabili in quelle situazioni in cui un prodotto a forza massima non può essere utilizzato.

Bell, in qualità di leader mondiale nella tecnologia di controllo dei roditori®, rimane impegnata a soddisfare le esigenze degli operatori della disinfestazione professionale e degli utenti agricoli autorizzati e continuerà a sviluppare soluzioni aggiuntive per il mercato che possono essere affidabili per fornire i risultati richiesti dal nostro settore.

Liberamente tradotto da Bell Report di Gennaio/Marzo 2018