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Rubrica di Dario n.12: L’orchestra di piazza Vittorio

Sono passati due anni da quando, insieme alla troupe di una trasmissione televisiva della Rai, mi recai in una piazza del centro di Roma, nei pressi di piazza Vittorio. Lì ci imbattemmo in scene francamente imbarazzanti per una capitale di un paese del G8: un’infestazione di ratti delle chiaviche (noto, per gli addetti ai lavori, con il nome scientifico di Rattus norvegicus) davvero imponente, con individui visibili in pieno giorno, i quali, dopo essere usciti dalle caditoie stradali e dai fori nel selciato del marciapiede, si azzuffavano nei sacchetti della spazzatura caduti fuori dai cassonetti. Il sistema fognario sottostante era certamente in precario stato di manutenzione. Parlando con i residenti veniva fuori l’esasperazione per una situazione fuori controllo, nonostante le continue distribuzioni di esca rodenticida effettuate nei mesi precedenti. Nei giorni seguenti, fui contattato da alcuni residenti, i quali, avendo visto il servizio in televisione ed avendo riconosciuto i luoghi, mi chiedevano di partecipare ad un incontro pubblico con gli amministratori locali.

Nel corso dell’incontro ebbi modo di esporre le mie idee. Mi resi subito conto che il problema non era costituito dalla presenza di rifiuti fuori dai cassonetti, dalle caditoie stradali, dalle fognature vecchie né dai buchi nell’asfalto. Nessuno di questi aspetti, da solo, era in grado di spiegare un’infestazione così imponente. Il problema era la presenza di tutti questi fattori contemporaneamente e nello stesso posto. In pratica, in quella zona si verificavano condizioni ambientali eccezionalmente favorevoli per i ratti. Le distribuzioni di esche rodenticide, dal canto loro, non riuscivano ad incidere più di tanto su un problema ambientale, e per essere in qualche modo efficaci avrebbero dovuto essere eseguite senza soluzione di continuità, per un tempo indefinito.

Volete sapere come si è risolto il problema? Adottando diverse soluzioni, fattibili con un po’ di risorse economiche e molta buona volontà. In primo luogo si è passati dal conferimento dei rifiuti nei cassonetti alla raccolta porta a porta, togliendo quindi i cassonetti dalla strada, e sistemando i contenitori nei portoni, lontano quindi dalle caditoie stradali. In secondo luogo, si sono sistemati i marciapiedi, riducendo drasticamente le possibilità di rifugio per i ratti. Per una maggiore completezza delle informazioni, preciso che nessuna esca rodenticida è stata utilizzata in questa fase.

Il risultato è stato eclatante: oggi non si vedono più i ratti in giro in pieno giorno, e d’altronde non ne avrebbero il motivo, non essendoci più rifiuti in quantità di cui cibarsi. Le ragioni del successo sono legate al fatto che ciascuno dei protagonisti ha fatto la sua parte, esattamente come i musicisti di un’orchestra affiatata: la pubblica amministrazione, che si è occupata della manutenzione stradale e dei rifiuti, e i cittadini, che hanno accettato di adempiere ad un sistema di raccolta dei rifiuti un po’ più complicato, all’inizio, ma che certamente ha ripagato con eccellenti risultati.

PV