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Rubrica di Mauri N.4: Una coccinella da tenere sott’occhio

Probabilmente nessuno ucciderebbe una coccinella. Porta sfortuna! Rappresenta un simbolo religioso! È utile in agricoltura perché controlla tanti insetti dannosi! Eppure in Italia è presente una specie, Harmonia axyrydis, che sta creando più danni che benefici. Indicata volgarmente come “la coccinella arlecchino”, gli esemplari della stessa popolazione possono avere una colorazione di fondo molto diversa fra loro (gialla, arancione, rossa, nera) così come risulta estremamente variabile la disposizione e il numero delle macchie sulle elitre. Gli adulti vivono di solito 30-90 giorni (in alcuni casi addirittura 3 anni) e generalmente, alle nostre latitudini, sono presenti 2 generazioni all’anno. La larva matura si riconosce per due strisce arancioni presenti sulla parte dorso-laterale dell’addome.

Come al solito la colpa è dell’uomo. Di origine asiatica, è stata utilizzata in passato come insetto utile per la distruzione di parassiti fitofagi, e anche in Nord Italia, verso la fine degli anni 90, ha fatto la sua apparizione, con lanci continui di individui allevati per la lotta biologica nei confronti degli afidi. Purtroppo ben presto ci si è accorti che questa specie, fra le più grandi della famiglia (5-8 mm di lunghezza), non si accontentava di “pidocchi delle piante” ma, particolarmente aggressiva, predava altri piccoli invertebrati, comprese alcune specie di coccinelle, e contribuiva all’impoverimento della biodiversità. Tenete in considerazione che nel nostro paese vivono oltre 130 fra specie e sottospecie di Coccinellidae.

Le prime popolazioni “naturalizzate” sono state rinvenute nel 2006 in Piemonte e grazie alla sua elevata capacità di dispersione, in meno di 10 anni questo coleottero, utilizzando anche il trasporto passivo, ha colonizzato tutta la nostra penisola, comprese le isole e il sud Italia. Più veloce della zanzara tigre! Ebbene questa coccinella è considerata a livello globale fra le cento specie invasive più pericolose e, oltre ad eliminare qualche insetto endemico sconosciuto alla maggior parte delle persone, è in grado di creare problemi anche in ambiente urbano. Negli ultimi anni, alla fine dell’estate-inizio autunno, sono sempre più comuni grossi addensamenti di questa specie che, per superare l’inverno, tende a colonizzare le cortecce di alberi e arbusti di parchi e giardini, le crepe fra i muri e le pietre, i porticati e i balconi, le intercapedini delle finestre, le abitazioni. Il fastidio di questi raggruppamenti è legato al fatto che centinaia, talvolta migliaia di individui, se disturbati oppure per difendersi, emettono dalle articolazione delle zampe un particolare essudato di colore marrone-rossastro (emolinfa) che, oltre ad avere un odore nauseabondo, macchia in maniera irreversibile le superfici e i tessuti con cui viene in contatto. E non è finita: questa sostanza contiene allergeni i quali, nelle persone più sensibili, possono provocare riniti, asma, congiuntiviti, orticarie. Se manipolati, questi insetti mordono gli esseri umani, seppur leggermente, e, quando si riuniscono nei vigneti, attorno ai grappoli d’uva maturi, potrebbero perfino determinare un danno economico, con relativo deprezzamento del vino stesso.

In conclusione un suggerimento ai disinfestatori: se un giorno qualcuno vi contatta per un problema di coccinelle, non mettetevi a ridere! Programmate un sopralluogo e, se l’infestante è la coccinella arlecchino, non abbiate remore: fate il vostro dovere e magari, questa volta, anche l’ambiente avrà un piccolo giovamento. E non vi porterà sfortuna!