Webinar:
torna la Colkim Community Room!

Per Marzo e Aprile vi proponiamo questi interessanti seminari formativi:


Giovedì 4 Marzo – dalle ore 17.00 alle ore 18.30

Uno sguardo al futuro: le Novità Colkim 2021!

Il team tecnico Colkim al completo vi presenterà tutte le novità del nuovo Catalogo 2021.

Focus su:

  • Solo® 25
  • Nuovi insetticidi
  • Nuovi disinfettanti
  • Nuovo HR5 ULV FOGGER
  • Prodotti per allontanare rettili, lumache e chiocciole
  • PROTECTA® EVO® TUNNEL™
  • FLYDETECT®

Mercoledì 10 Marzodalle ore 17.00 alle ore 18.00

L’evoluzione del Pest Control e la sua digitalizzazione: due nuove tecnologie al servizio del PCO

Arnaud Del Valle (Bell Labs) – Direttore di Bell Laboratories per Europa, Medio Oriente e Africa

Edoardo Guerra (PestWest) – Responsabile commerciale internazionale di PestWest Electronics Ltd.

Dott. Michele Albertazzi (Colkim) – Direttore tecnico commerciale Colkim

Focus sulle nuove tecnologie sviluppate da Bell Laboratories, per la cattura dei topi e dei ratti, e da PestWest, per il controllo degli insetti volanti.


Giovedì 18 Marzodalle ore 17.00 alle ore 18.00

L’IPM per i volatili: dai sistemi fisici alla cattura

Dott. Maurizio Ferraresi – Medico Veterinario, naturalista ed ittiopatologo, già dipendente AzUSL Modena con anche l’incarico dell’igiene urbana, esperienze nelle emergenze non epidemiche (sismi Modena e Marche). Investigator nella registrazione di Ovistop. Autore di oltre 40 pubblicazioni scientifiche, docente in convegni scientifici sull’igiene urbana, consulente per la problematica colombi, tra gli altri, a Firenze, Udine e recentemente Barcellona (Sp).

Dott. Antonio Gelati –  Medico Veterinario, naturalista, già dipendente AzUSL Modena e dal 2008 responsabile distretto di Mirandola ed in seguito di Carpi; esperienze nelle emergenze non epidemiche (sismi Modena e Marche). Investigator nella registrazione di Ovistop. Autore di oltre 40 pubblicazioni scientifiche, docente in convegni scientifici sull’igiene urbana, consulente per la problematica colombi, tra gli altri, a Firenze, Udine e recentemente Barcellona (Sp).

Dott. Fernando Pasqualucci (Colkim) – Capo Area Lazio, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania 


Giovedì 25 Marzodalle ore 17.00 alle ore 18.00

La gestione del pest control nei sistemi di certificazione delle aziende alimentari e nella nuova IFS v.7Food

Dott. Fabio Filardi – Dottore in Scienze e tecnologie Alimentari, studia e lavora in Francia prima di iniziare le sue esperienze lavorative in Eataly come responsabile qualità. In seguito gira il mondo come specialità qualità in Ferrero, e approda a FICo Bologna per gestire il sistema qualità di tutto il parco. Oggi è consulente di decine di aziende del nord Italia e si occupa della gestione e l’implementazione dei maggiori sistemi di certificazione volontari.

Dott. Michele Ruzza (Colkim) – Responsabile R&S


Giovedì 1 Apriledalle ore 17.00 alle ore 18.00

La sicurezza nel Pest Control: i corretti DPI da utilizzare

Ing. Carlo Travaglini (Lian Srl) – Carlo Travaglini opera nel mondo della consulenza organizzativa e delle certificazioni aziendali dal 1994. Dopo un’esperienza alle dipendenze, nel 2000 fonda la LIAN.

Ing. Marco Nobili (Lian Srl) – Dal 2001 è consulente nei settore Sicurezza, Ambiente, Acustica oltreché docente in ambito sicurezza.

Simone Maffioletti (BLS) – Area Manager Italia e Supporto Tecnico Commerciale. Simone lavora da 14 anni in BLS azienda con sede a Milano che produce in Italia da oltre 50 anni prodotti per la protezione delle vie respiratorie. Oltre che a seguire i cliente sulla parte commerciale, si occupa dei Dpi di 3° categoria per la protezione delle vie respiratorie con supporto tecnico, supporto normativo, formazione, FIT-TEST.


Giovedì 8 Apriledalle ore 17.00 alle ore 18.00

Utilizzare i finanziamenti per formare gratuitamente i propri dipendenti

Amanda Fontana (Promo Sistemi Srl -Società di Consulenza e Formazione aziendale) – Sistemi di Gestione Qualità, Ambiente e Sicurezza sui luoghi di Lavoro) – Amanda si occupa, fra le altre cose, di progettazione, organizzazione, coordinamento e rendicontazione Corsi di Formazione a mercato libero e Formazione Finanziata. Inoltre tiene i rapporti con referenti Fondi Interprofessionali e Regione Emilia Romagna per l’erogazione di Formazione Superiore, Continua e Permanente attraverso Bandi di finanziamento pubblici.

Aldo Gelli (Colkim) – Responsabile Formazione e Fumiganti


 

Ogni seminario si terrà su piattaforma Zoom (consigliata l’installazione dell’applicazione sul dispositivo da cui ci si collega).

Michele Ruzza, Responsabile Ricerca & Sviluppo Pest Control

Mi sembra ieri, quando, da sbarbatello neolaureato, mi sono avvicinato al mondo del Pest Control e dopo una calda stagione estiva a eseguire trattamenti larvicidi e adulticidi il mio allora responsabile mi disse….”bene, adesso ti carichi in macchina quei Ristorat che ti insegno come si fa la derattizzazione…e ricordati di prendere anche il prodotto, sì quello lì…il Notrac…”,

Con gli anni, e quanti anni sono passati, sono cresciuto in questo strano e unico mondo del Pest Control, ho imparato cosa vuol dire eseguire, organizzare e gestire tecnicamente dei servizi, ma soprattutto ho capito cosa vuol dire lavorare di squadra, mentre le normative, con fare incessante scandivano i mesi e gli anni portando sempre di più alla ribalta una professionalizzazione e una qualità nel servizio.

Ho seguito Amministrazioni Comunali grandi e piccole, ho elaborato progetti, ho vinto gare, ho implementato metodiche, ho gestito tecnicamente realtà aziendali di tutte le dimensioni e di tutti i tipi, mi sono interfacciato con i maggiori gruppi della GdO ma, alla fine di ogni giornata, mi rendevo conto e mi rendo ancor conto, di quanto devo ancora imparare e quanto ancora sarà lungo il cammino per la conoscenza nel Pest Control…

Già, un cammino lungo e che non avrà mai fine, un cammino che nel mio crescere mi ha anche portato sempre alla ricerca di nuovi prodotti e nuove soluzioni per un mondo che non si ferma mai, un mondo che ogni giorno sforna una novità, quelle novità che devono diventare il fulcro per ogni Pest Control Operator al fine di garantire il miglior servizio al proprio cliente.

E poi, in piena pandemia, in un anno strano e cruciale come il 2020 una chiacchierata, una telefonata e poi un incontro e una decisione da prendere, spiccare il salto e rimettersi in gioco completamente cercando nel mio piccolo di poter essere utile non solo ad una azienda ma a tutti i Pest Control Operator cercando per loro nuove soluzioni tecniche con Colkim ed essere per ogni PCO, assieme alla squadra di Colkim, un punto di riferimento a 360° per ogni qualsiasi problema, dalla consulenza alla gestione degli infestanti, dalla scelta di un prodotto al loro utilizzo.

Sì, una scelta difficile, una scelta di vita, una scelta e una consapevolezza di un nuovo e grande inizio con tutto lo staff di Colkim, senza però dimenticare chi mi ha permesso di arrivare qui e non mi ha ostacolato in questa mia scelta.

Ma tornando al passato che si può dire, due prodotti di un’Azienda che ancora non conoscevo, ma che adesso posso interpretare come uno di quei fantastici percorsi, già segnati nelle stelle, che ti portano lontano dove tu neppure pensavi di arrivare….

Per ora un grazie a tutti e posso solo dire che darò il mio massimo impegno non solo per Colkim ma per tutti i PCO affinché possano trovare in Colkim sempre di più quel partner ideale per ogni loro problema.

Michele Ruzza

Le etichette di Notrac Blox e Solo Blox sono state rinnovate

I due topicidi più appetibili ed efficaci sul mercato, rinnovano le loro etichette.

La novità più interessante è sicuramente data dalla scadenza del prodotto che risulta essere di 3 anni dalla data di produzione.

Qui sotto le nuove etichette che saranno disponibili non appena saranno esaurite le scorte del prodotto con le precedenti etichette.

Fendona 15 e Fendona 60 – Phase out

Gli storici prodotti Fendona 15 e Fendona 60 non sono più disponibili perché le etichette sono in fase di rinnovo.

I nuovi prodotti avranno nuovi brand ma stessi formulati. Il Fendona 60 diventerà Fendona PRO e avrà un’etichetta che ne indica l’uso da parte del professionista formato. Invece il Fendona 15 si chiamerà Fendona TOP e l’etichetta ne autorizzerà l’uso sia da parte del professionista formato che dell’amatore.

Al momento non ci sono più scorte dei prodotti con la vecchia etichettatura.

Appena possibile, daremo comunicazioni più dettagliate in merito alle nuove etichette e alla disponibilità di magazzino.

Corsi 2021: la proposta sempre più arricchita

Infestalia, la Scuola della Disinfestazione, non si è mai fermata. I Corsi Online Live (in diretta) sono seguitissimi e sempre molto richiesti.

Per questa ragione abbiamo incrementato la proposta dei temi e stabilito le date per Gennaio e Febbraio 2021.

La grossa novità del 2021 saranno i Corsi On Demand. Anche questi corsi saranno Online ma avranno un vantaggio in più: potranno essere seguiti in qualunque momento senza vincoli di date, orari e tempo. Il primo corso disponibile sarà il Corso Fondamenti di Pest Control per tutti coloro che non conoscono il mestiere o che vogliono fare un bel ripasso degli argomenti principali.

Disponibile da Gennaio! Scriveteci per avere maggiori informazioni: info@infestalia.it

Ricordiamo che tutti i corsi seguono l’iter formativo garantito dalla ISO 21001 e quindi sono Certificati.

 

 

 

Natale: un abbraccio virtuale per condividere la responsabilità di questo momento

Ogni anno Colkim devolve una parte del budget dei regali di Natale in beneficenza, ma quest’anno ha deciso di farlo per l’intero importo, certa che tale gesto potrà essere apprezzato non solo dalle Associazioni che ne riceveranno i frutti, bensì anche da tutti i nostri clienti, amici e partner che indirettamente l’hanno reso possibile.

In questo assurdo 2020, oltre alle imprevedibili ed enormi difficoltà nel far fronte all’emergenza sanitaria, molti hanno risentito delle incertezze economiche. Ecco perché abbiamo deciso di concentrare tutti gli sforzi possibili per aiutare queste due realtà:

Una è Civibo, che conosciamo da qualche anno e a cui siamo affezionati; ancor di più adesso che con dedizione ed entusiasmo non fanno mancare un pasto a chi ne ha davvero bisogno.

L’altra è la Protezione Civile: nessuno si sarebbe mai immaginato di vivere una situazione simile.

Con il nostro contributo vorremmo simbolicamente tendere una mano a chi è in prima linea. 


Inviamo i più cari auguri di Buon Natale a tutti i nostri clienti.

3 nuovi disinfettanti di altissima qualità

Mai come in questo ultimo anno ci siamo trovati a parlare di disinfettanti e di sanificazione. Soprattuto all’inizio della pandemia il Disinfestatore si è trovato di fronte ad un mondo abbastanza sconosciuto, quello della scelta e dell’applicazione dei disinfettanti, per effettuare il servizio e per garantire, per quanto possibile, una sanificazione delle superfici.

Proprio in merito a questo ultimo punto, l’Istituto Superiore di Sanità in questi mesi ha emanato dei rapporti con le specifiche per effettuare questo servizio.

La sanificazione delle superfici è un passaggio fondamentale nelle operazioni per combattere il diffondersi di questa pandemia ed è da effettuarsi con prodotti adeguati per efficacia e per semplicità di utilizzo.

La metodica migliore per eseguire una corretta sanificazione delle superfici è quella del panno inumidito di disinfettante opportunamente diluito. In alternativa si può spruzzare il prodotto direttamente sulla superficie e passare successivamente con un panno per distribuire e asportare lo sporco. Questa tecnica offre questi vantaggi:

  • Accurata distribuzione del disinfettante
  • Asportazione meccanica dello sporco (utilizzare dei disinfettanti detergenti o comunque che presentano tensioattivi)

Ovviamente ha lo svantaggio di richiedere molta manodopera e per questo molto spesso non è la tecnica preferita dal disinfestatore.

Esaurito il tempo di contatto occorre, dove previsto, effettuare il risciacquo.

Di seguito una tabella dei prodotti Sanny e Sanidart a confronto:

Prodotto

Tecnica consigliata

Tempo di contatto

Note

SANNY

Panno

5’ azione battericida

Per superfici a contatto con alimenti, risciacquare accuratamente con acqua potabile dopo la disinfezione

15’ azione fungicida

SANIDART

Panno

5’ azione battericida

Applicare una quantità sufficiente affinché le superfici trattate rimangano umide per tutto il periodo indicato come tempo di contatto

15’ azione lieviticida

60’ azione virucida

La nebulizzazione ha il grosso vantaggio di essere molto veloce ma non garantisce una distribuzione uniforme del disinfettante e richiede molta perizia nell’esecuzione del lavoro perché, se si utilizza un disinfettante che presenta delle incompatibilità con i materiali, è molto facile fare dei danni.

Inoltre andrebbe utilizzata solo con prodotti che non richiedano il risciacquo perché poi diventa praticamente impossibile risciacquare tutte le superfici (altissimo impiego di manodopera). Verificare sempre i tempi di rientro nei locali ed eseguire un’accurata ventilazione degli stessi prima che questi vangano rioccupati.

Tra i principi attivi che possono essere utilizzati con questa tecnica c’è sicuramente il perossido di idrogeno (Oxidal) ma occorre verificare sempre la presenza di prodotti non compatibili. Il perossido di idrogeno è un principio attivo che non richiede il risciacquo e per questo motivo può essere utilizzato, oltre che con il panno inumidito, anche con la nebulizzazione (ULV).

Chiaramente, qualsiasi prodotto si utilizzi, occorre sempre indossare i Dispositivi di Protezione Individuale adeguati che possono variare:

Prodotto

Protezione delle mani

Protezione degli occhi

Protezione del corpo

Protezione delle vie respiratorie

SANNY

Guanti da lavoro di categoria I

Occhiali protettivi ermetici

SANIDART

OXIDAL

Guanti da lavoro di categoria III

Indossare abiti da lavoro con maniche lunghe e calzature di sicurezza per uso professionale di categoria II

In caso di superamento del valore massimo di concentrazione nell’ambiente di lavoro indossare maschera dotata di filtro ABEK


Sanny:


Sanidart:


Oxidal:

 

Se vuoi approfondire, ti rimandiamo all’uscita del 22 settembre 2020.

Quali attrezzature per nebulizzare?

Ecco i nebulizzatori di qualità per disinfezioni e disinfestazioni:


B&G

2400 ULTRA LITE FOGGER
Questi nebulizzatori elettrici a 220 volt, sono uno strumento ideale per nebulizzare insetticidi, disinfettanti, deodoranti, ecc.
Le caratteristiche principali sono:
– corpo stampato in un unico pezzo in copolimeri
– tappo largo per facilitare il riempimento e la pulizia
– condotti in Viton resistenti agli agenti chimici
– nessuna pompa o parte in movimento a contatto con gli agenti chimici
– erogazione variabile, da ULV spinto a volume normale
– erogazione variabile da 0 a 270 cc/min

2600 FLEX A LITE TUBO 45 CM
Questi nebulizzatori elettrici a 220 volt, sono uno strumento ideale per nebulizzare insetticidi, disinfettanti, deodoranti, ecc.
Le caratteristiche principali sono:
– corpo stampato in un unico pezzo in copolimeri
– tappo largo per facilitare il riempimento e la pulizia
– condotti in Viton resistenti agli agenti chimici
– nessuna pompa o parte in movimento a contatto con gli agenti chimici
– erogazione variabile, da ULV spinto a volume normale
– erogazione variabile da 0 a 270 cc/min


Airofog

ULV COLD FOGGER U240
Assorbimento: 800W
Dati tecnici: corpo motore stampato in copolimeri, tanica prodotto da 5 litri in HDPE stabilizzato ai raggi UV amovibile per una facile pulizia, tracolla, erogazione variabile (0-170 ml/min, dimensioni: diam.28×40 h cm cm

ULV COLD FOGGER U260
Assorbimento: 800W
Dati tecnici: corpo motore stampato in copolimeri, tanica prodotto da 5 litri in HDPE stabilizzato ai raggi UV amovibile per una facile pulizia, tracolla, erogazione variabile (0-250 ml/min, dimensioni: diam.28×40 h cm, tubo flessibile di 50 cm cm


Yursat

HD 5 & YR 5 (con direzionatore flessibile)

  • Tanica da 5 litri
  • Approvato CE
  • Approvato OHSAS 18001 (salute e sicurezza sul lavoro)
  • Erogazione variabile da 9 a 49 micron
  • Dimensioni: 20 x 45 x 45 cm
  • 220V-240V AC, 50Hz
  • 1400W (HD 5) – 2200W (YR 5)

EXODUS ULV MACHINE 220V
Le nebulizzazioni ULV di insetticidi permettono di trattare ampi spazi, come magazzini e depositi, contro gli insetti striscianti e quelli volanti. Sono inoltre ideali per il trattamento di spazi difficili come controsoffitti, pavimenti galleggianti, camini ecc.
Il nebulizzatore ULV Exodus e stato sviluppato dando la massima priorita alla sicurezza dell’operatore. Questa e la ragione per cui e stato incorporato un timer che può essere regolato per accendersi e spegnersi autonomamente e senza che l’operatore debba essere presente nell’area da trattare.
L’apparecchiatura può anche essere usata manualmente.
Le goccioline prodotte dall’Exodus, di circa 15-20 micron di diametro, ricadono sulle superfici dopo circa 1 ora e quindi le aree trattate possono essere rioccupate dopo questo periodo. In 30 minuti, Exodus eroga 1 litro di prodotto e, con prodotti adatti, in 30 minuti e con 1 litro di prodotto possono essere trattati 10.000 mc d’ambiente.


 

 

Quali protezioni delle vie respiratorie?

Con il Perossido di Idrogeno è opportuno proteggere le vie respiratorie utilizzando una maschera con filtri ABEK (come si evince dalle SDS di alcuni prodotti – verificare sempre le schede che possono variare a seconda delle concentrazioni).

Come sempre vi proponiamo quanto di meglio offre il mercato per garantirvi una protezione sicura.

Il nostro partner BLS, decisamente quotato quest’anno grazie all’incessante lavoro per realizzare le protezioni contro il Coronavirus, propone queste maschere e i relativi filtri che sono indicati in caso di utilizzo del Perossido di Idrogeno (OXIDAL):


EVO 4400 KIT SEMI FACCIALE
Per facilitare la praticità di utilizzo, BLS ha sviluppato kit preassemblati pronti all’uso.
I kit sono composti dalla semimaschera EVO S + 2 filtri già assemblati per le varie applicazioni d’uso.

Monta 2 filtri serie 200.


MASCHERA BLS 5700 PIENOFACCIALE
Maschera pienofacciale con guarnizione in gomma siliconica.
La bardatura con 6 punti di fissaggio è montata sul corpo rigido della maschera e non sulla guarnizione facciale, evitando così di segnare il viso dell’utilizzatore nei punti di pressione e garantendo un maggior comfort.
Il visore offre un campo visivo privo di distorsioni e garantisce maggior sicurezza nell’utilizzo del prodotto e una minor stanchezza per la vista. Il visore ha superato i test della classe ottica 1.
Il visore è sottoposto a trattamento antiappannamento, anti-graffio e anti-acido, per offrire una maggior durata del prodotto e garantire una maggior sicurezza per l’utilizzatore.

Monta due filtri serie 200 (non inclusi).

Nel caso del Perossido di Idrogeno occorre utilizzare almeno i filtri ABEK:


FILTRO ABEK1P3 R – SERIE 200
Protezione: Gas e vapori organici, inorganici, acidi, ammoniaca e derivati classe 1 e polveri tossiche
Attacco: a baionetta per maschere serie EVO

ZEFIRO 300, NUOVO SISTEMA GERMICIDA PER AMBIENTI CONFINATI

Prima di riportare quelli che sono gli aspetti tecnici di questo nuovo sistema di disinfezione dell’aria ambiente ideato da Colkim, ci sembra corretto effettuare una premessa per inquadrare il contesto di applicazione di questa macchina. Infatti, la situazione legata a questa pandemia che tutti stiamo vivendo, pone l’accento sul problema del possibile contagio nei luoghi confinati e quindi della disinfezione da operare in questi ambienti per renderli sicuri. Tutto questo per permettervi di valutare al meglio quelle che sono le peculiarità ed i possibili campi di applicazione di Zefiro.

Partiamo dal concetto di contaminazione generata dai microrganismi patogeni, comprendendo in questa classificazione anche i virus, che pur non potendo essere considerati dei veri e propri organismi viventi, in quanto non in grado appunto di vivere e riprodursi autonomamente, sono a tutti gli effetti annoverati in questa classificazione. Possono farlo soltanto all’interno di una cellula ospite che può essere di origine batterica, vegetale o animale.

La contaminazione, in senso generale, può avvenire in cinque differenti modalità: per via orale, quindi attraverso il trasferimento della saliva; ematica, attraverso il sangue; per contatto; per via sessuale e per via aerea.

Nel caso specifico dei Coronavirus, la contaminazione può avvenire soltanto per tre di queste cinque vie: per via orale, per contatto e per via aerea; quest’ultima via di contaminazione, quella definita come aerogena, è stata stimata essere responsabile del 25% del totale delle infezioni e di fatto si è rivelata la principale via di diffusione del Sars – Cov2.

Come ormai è risaputo, i coronavirus hanno una morfologia rotondeggiante, con un diametro di circa 0,1 micron (circa 600 volte più piccolo del diametro di un capello umano); sono costituiti da un involucro di proteine, il capside, che è ricoperto a sua volta da una seconda  membrana, il pericapside, sul quale sono presenti delle caratteristiche proiezioni allungate costituite da una particolare e ormai famosa proteina, chiamata Spike, che determina la caratteristica struttura a corona di questi virus. Sono proprio queste proiezioni allungate che consentono al Sars-Cov2 di riconoscere specifici recettori posti sulle cellule ospite che ne permettono l’ingresso e quindi di procedere all’infezione. Naturalmente, il capside racchiude il materiale genetico virale, che nei coronavirus è rappresentato dalla molecola dell’RNA la quale, una volta introdotta, costringerà la cellula ospite a produrre copie del virus infettante.

Ritornando quindi, al concetto di contaminazione per via aerea, l’agente infettante viene veicolato sostanzialmente attraverso la saliva, semplicemente respirando, parlando o, peggio ancora, tossendo o starnutendo.

Questo aerosol di saliva, potenzialmente infetta, è composta da numerose migliaia di goccioline (chiamate droplets) che possono assumere, in base alla temperatura e all’umidità dell’ambiente, dimensioni diverse: quelle più grandi (> 5 micron) possono restare sospese pochi minuti e cadendo infettano in massima parte le superfici, mentre quelle più piccole (< 5 micron) possono restare in sospensione nell’aria diverse ore (anche fino a 3) e sono le più insidiose, essendo responsabili delle gran parte delle contaminazioni. A questo punto è facile immaginare che se con il semplice respiro produciamo tra 50 e 5.000 goccioline, con lo starnuto si arriva a produrne addirittura circa 30.000 che oltretutto vengono disperse, grazie all’impeto dello starnuto, a distanze notevoli se non opportunamente intercettate da una mascherina o dalla piega del braccio.

Descritto, se pur a grandi linee, il possibile scenario di contaminazione, se siamo in presenza di un ambiente potenzialmente infetto si deve procedere alla sua sanificazione.

Nella sua accezione più generale sappiamo che il termine sanificazione riguarda il complesso di procedimenti ed operazioni atti a rendere salubri determinati ambienti mediante l’attività di pulizia e/o disinfezione e/o disinfestazione, ovvero mediante il controllo ed il miglioramento delle condizioni del microclima come possono essere la temperatura e l’umidità.

Per quello che ci interessa in questa sede possiamo accennare a due sole azioni fondamentali da compiere, che sono:

  • la pulizia (o detersione), che ovviamente, consiste nella rimozione dello sporco visibile da oggetti e superfici e di solito viene eseguita manualmente o meccanicamente usando acqua con detergenti e/o prodotti enzimatici. Una pulizia accurata è di fondamentale importanza prima di passare alla successiva fase della disinfezione poiché i materiali inorganici e organici come grasso, polvere etc. interferiscono con l’efficacia di tutti i disinfettanti. Considerate che una pulizia accurata di superfici e suppellettili riesce a rimuovere circa il 90% dei microorganismi presenti in un ambiente.
  • la disinfezione consiste in un processo in grado di eliminare la maggior parte dei microrganismi presenti nell’ambiente (sia su oggetti inanimati che, come vedremo, nell’aria), ad eccezione delle spore, forme cellulari specializzate per la sopravvivenza anche in condizioni ambientali avverse che alcuni batteri sono in grado di produrre. I fattori che influenzano l’efficacia della disinfezione sono molti ed includono: la carica organica ed inorganica presente; il tipo ed il livello di contaminazione microbica; la concentrazione ed il tempo di esposizione al germicida; la natura fisica degli oggetti e delle superfici da disinfettare (ad es. porosità del materiale, presenza di fessure, fori, etc.), la temperatura e l’umidità relativa dell’ambiente.

In genere, si focalizza l’attenzione sulla contaminazione delle superfici da parte dei droplets che dopo aver viaggiato nell’aria possono direttamente raggiungere soggetti suscettibili nelle immediate vicinanze, come anche depositarsi su oggetti o superfici che diventano quindi, fonte di diffusione del virus.

Studi sui coronavirus, suggeriscono che il tempo di sopravvivenza di questi patogeni sulle superfici, in condizioni sperimentali, oscilla da poche ore fino ad alcuni giorni, in base al tipo di  materiale interessato, alla concentrazione della carica virale presente, all’umidità e alla temperatura dell’ambiente interessato.

In realtà, viene poco evidenziata la modalità di contaminazione aerea; basti considerare che le particelle più piccole, come abbiamo detto, posso rimanere nell’aria addirittura per qualche ora prima di depositarsi sulle superfici. Quindi, hanno tutto il tempo di posarsi sugli esseri umani presenti o addirittura di introdursi all’interno delle loro vie aeree tramite il respiro.

Pertanto, una corretta ed efficace disinfezione dovrà mirare ad un intervento di tipo integrato che prevede un abbattimento della carica batterica e virale dell’aria ed una sanificazione delle superfici.

Per operare una corretta disinfezione si può considerare l’impiego di due tipologie di mezzi distinti: quelli chimici e quelli fisici.

Nel primo caso si impiegano disinfettanti liquidi, come i Cloroderivati, il Perossido di idrogeno, gli Alcoli sia etilico che isopropilico, i Fenoli, i Sali quaternari d’ammonio, etc.

Mentre nel secondo, i mezzi fisici, vengono compresi sostanzialmente il calore e le radiazioni UV-C, ed in particolari situazioni i filtri HEPA ed i filtri elettrostatici.

L’importante distinzione tra le due categorie è rappresentata dall’impossibilità di impiegare i mezzi chimici in presenza di persone e possono creare ceppi batterici resistenti, mentre i mezzi fisici possono essere usati in presenza di persone e non creano ceppi resistenti.  Unica distinzione è che i raggi UV-C debbono essere opportunamente schermati perché dannosi alla salute.

 

Fig.1

Su quali basi scientifiche poggia la tecnologia di Zefiro?

Zefiro impiega proprio i raggi UV-C per operare la disinfezione dell’aria ambientale.

Nel panorama delle onde elettromagnetiche, generate dal Sole, solo una parte è rappresentata dalla luce che noi riusciamo a vedere (è indicata al centro del piccolo schema di Fig.1), quindi esistono molte altre radiazioni elettromagnetiche caratterizzate da lunghezze d’onda diverse che noi assorbiamo tutti i giorni. Luce che appunto noi non riusciamo a vedere.

Man mano che la lunghezza d’onda si accorcia, cioè ci spostiamo verso sinistra nel grafico, la radiazione è più energetica. Non è indicato in figura, ma dopo le bande dei raggi ultravioletti abbiamo i raggi X (quelli che vengono impiegati per farci le radiografie) ed infine i raggi gamma che sono quelli più energetici, responsabili in parte della morte delle persone durante le esplosioni nucleari.

Quindi, subito dopo la banda visibile abbiamo la radiazione ultravioletta che si divide, sempre in base alla lunghezza d’onda, in raggi UVA, UVB e UVC.

La banda UVA è quella che, per intenderci, ci rende abbronzati d’estate; la banda UVB favorisce alcuni processi fotochimici necessari alla vita come l’assimilazione della vitamina D; la banda UVC è quella che ci interessa maggiormente perché c’è una particolare lunghezza d’onda (circa 260 nm) che ha la maggiore capacità di alterare il materiale genetico delle cellule, e quindi anche quello dei microrganismi, e si può vantaggiosamente impiegare per ridurre la carica patogena presente nell’aria.

Tra l’altro questa lunghezza d’onda è anche relativamente facile da produrre con delle lampade a vapori di mercurio a bassa pressione, purché ovviamente, siano adeguatamente schermate in modo da non investire le persone presenti. Queste radiazioni, infatti possono provocare nelle persone eritemi cutanei, arrossamenti e lesioni corneali, fino all’insorgenza di tumori della pelle in base al tempo di esposizione e all’intensità della radiazione.

Quindi Zefiro aspira l’aria ambiente e, obbligandola a passare in un labirinto forzato dove viene illuminata da una dose massiccia di radiazioni, è in grado di denaturare il materiale genetico di tutti i patogeni aspirati, siano essi batteri, lieviti, funghi, virus e spore con una percentuale di efficienza molto elevata (si arriva ad abbattere il 99,99% dei microorganismi).

Fig. 2

Nello specifico, lo vedete in Fig.2, si tratta di:

– un contenitore simile ad uno split di un condizionatore, che racchiude le sorgenti luminose della potenza necessaria per ottenere il risultato voluto, perché abbiamo la sicurezza che la radiazione non fuoriesca grazie a particolari schermi ottici brevettati;

– un ventilatore, il più silenzioso possibile, che aspira l’aria dalla parte anteriore, dove è posizionato un filtro antipolvere, che evita il passaggio di particelle grossolane che potrebbero creare problemi di efficacia alla macchina;

– infine l’aria aspirata e disinfettata fuoriesce nella parte superiore della macchina.

Quindi, con questa disposizione delle componenti principali, possiamo impiegare tutta la potenza effettivamente necessaria per avere un’azione germicida efficace; al suo interno l’irraggiamento dell’aria avviene lambendo le lampade, dove l’intensità della radiazione è massima. Quest’ultima viene ulteriormente concentrata con l’impiego di specchi in alluminio ottico che riflettono circa il 90% della radiazione totale.

Considerate che l’efficacia delle radiazioni va al contrario con il quadrato della distanza. Cosa significa?

Se si raddoppia la distanza dalla sorgente luminosa non si ha solo la metà dell’efficacia, ma ne ho un quarto, se la triplico ne ho un nono, quindi se ho l’efficacia del 100% a 10 cm di distanza, ad 1 metro avrò l’1%. Quindi, è di fondamentale importanza che l’aria da disinfettare passi il più vicino possibile alla sorgente di luce. Nel caso di Zefiro siamo intorno ai 4 cm.

L’effetto disinfettante è cumulativo:

– se il 90% dei germi viene ucciso in un primo passaggio, il restante 10% al passaggio successivo viene di nuovo ridotto del 90% e così via. Se si lascia funzionare la macchina 24 ore su 24 abbiamo un effetto disinfettante veramente buono.

Inoltre, questa apparecchiatura è stata registrata come Dispositivo Medico attivo di Classe 1. Ovviamente per godere di questa definizione, emessa dal Ministero della Salute, ha dovuto essere scrupolosamente investigata dai tecnici dell’Istituto Superiore di Sanità.

Vi ricordiamo qual è la definizione di Dispositivo Medico: è uno strumento utilizzato in medicina per finalità diagnostiche o terapeutiche. Per intenderci, la TAC è un dispositivo medico. Quindi, è un’apparecchiatura certificata a tutti gli effetti.

 Ci sembra superfluo riportare in questa sede uno ad uno tutti gli studi che da più di 30 anni sono stati effettuati per indagare, capire e come dire dimostrare le interazioni che i raggi ultravioletti, ed in particolare quelli di tipo C, hanno sul materiale vivente. Ormai è risaputo che nelle cellule riescono ad operare tutta una serie di mutazioni, che alla base hanno l’interferenza con le molecole di DNA e RNA (attaccano le basi pirimidiniche in essi contenute)  che costituiscono il materiale genetico delle cellule, cioè quelle molecole che sottintendono alla vita.

Quindi, denaturando queste molecole, qualsiasi essere vivente è destinato a morte certa. Anche i virus, che in questo momento ci interessano da vicino, contenendo materiale genetico e poco altro, sono senz’altro suscettibili a queste radiazioni.

Vi riportiamo solo alcune notizie che riteniamo più salienti a supporto di quanto esposto:

Recentemente alcuni ricercatori dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) in collaborazione con il Dipartimento di fisiopatologia medica dell’Università di Milano, stanno realizzando dei filtri a raggi UVC da applicare agli apparecchi di ventilazione in terapia intensiva. Normalmente queste macchine impiegano dei filtri a membrana HEPA che dopo alcune ore di funzionamento debbono essere sostituiti, con un costo economico ed ambientale notevole.

Infatti, uno dei grossi problemi legati a questa epidemia è che l’aria espulsa ad ogni respiro dai pazienti, carica delle famose goccioline, contamina l’ambiente di degenza.  Si consideri che ad ogni respiro si emette circa mezzo litro di aria contaminata (720 lt/die).  Con l’impiego di filtri a raggi UVC si avrebbe innanzi tutto una disinfezione più accurata, una spesa minore e l’assenza o quasi di rifiuti pericolosi sempre di difficile gestione.

Per quanto riguarda invece l’ufficialità Italiana si riportano integralmente alcune frasi riportate nei periodici rapporti dell’Istituto Superiore di Sanità. Nel n.25 del 15 maggio scorso viene scritto:

La radiazione UV-C ha la capacità di modificare il DNA o l’RNA dei microorganismi impedendo loro di riprodursi e quindi di essere dannosi. Per tale motivo viene utilizzata in diverse applicazioni, quali la disinfezione di alimenti, dell’acqua e dell’aria”.

Ed ancora:

Studi in vitro hanno dimostrato chiaramente che la luce UV-C  è in grado di inattivare il 99,9% dei virus dell’influenza posti in aerosol, e questo è stato dimostrato in studi condotti anche sui virus MERS e SARS COV 1 umani”.

A maggiore supporto circa l’efficacia del metodo, il rapporto conclude con l’auspicabile futuro impiego standardizzato, quindi come procedura di base, nella disinfezione degli ambienti ospedalieri.

Un gruppo di ricerca dell’Università di Milano ha pubblicato i primi articoli scientifici sull’efficacia dell’irraggiamento con raggi UVA-UVB ed UVC proprio sul Sars Cov2, fornito loro dall’Istituto Spallanzani di Roma, con risultati molto interessanti, che dimostrano la straordinaria efficacia dei raggi ultravioletti, soprattutto di tipo C,  su questo virus.

Fig.3

Nella Fig.3 vengono riportate visivamente quelle che potrebbero essere le possibili istallazioni di Zefiro. Quindi, la camera d’albergo, piuttosto che il ristorante, ma anche il bar e soprattutto gli uffici e le sale d’aspetto.

I luoghi di maggior rischio di contaminazione sono gli ambienti in cui le persone stazionano per più ore. Infatti, un possibile portatore del virus, o di qualsiasi altra malattia infettiva, con il solo respiro fa sì che miliardi di agenti infettanti vengano espulsi. Questi microrganismi in un ambiente confinato si accumulano fino ad arrivare a livelli di concentrazione elevati in cui anche una persona, con un sistema immunitario in ordine, ha difficoltà a non contaminarsi.

 

 

Fig.4

È bene riportare (Vedi Fig.4) alcune notizie tecniche della macchina. Solo una merita un piccolo approfondimento:

  • Zefiro ospita tre lampade della potenza di 95 watt ognuna per un totale di 285 watt di cui 243 watt vengono completamente convertiti in raggi UV-C generando una sorgente luminosa molto potente

 

Fig. 5

Ricapitolando quelli che sono i punti di forza della macchina (Vedi Fig.5), possiamo dire che:

  1. Grazie all’impiego di mezzi fisici per la disinfezione dell’aria, Zefiro non diffonde sostanze chimiche che potrebbero, dopo un certo lasso di tempo, creare ceppi di batteri resistenti dando luogo a possibili allergie;
  2. Contemporaneamente i raggi UVC nocivi per la salute umana vengono totalmente schermati, in maniera tale da poter impiegare tutto l’irraggiamento necessario all’uccisione dei patogeni all’interno della macchina;
  3. Non comportando nessun effetto collaterale, la disinfezione può essere effettuata in presenza di persone, per cui la carica patogena viene costantemente controllata, perchè mentre si rilascia viene in massima parte disattivata senza mai raggiungere livelli preoccupanti per la salute umana;
  4. Zefiro necessita della sostituzione del vassoio delle lampade ogni anno ed anche della sostituzione del filtro Hepa ogni 15 giorni. Filtro posto nella parte anteriore della macchina.

Si consideri che la luce UV-C viene emessa per circa 9.000 ore, quindi circa un anno di funzionamento ininterrotto.

Il terzo punto appena riportato, merita un approfondimento:

Se noi abbattiamo la carica patogena dell’aria mentre la sua concentrazione sta crescendo ne avremo sicuramente un vantaggio, si è dimostrato infatti, che i parametri del contagio sono:

il tempo di esposizione al patogeno, ma anche e soprattutto l’intensità del contagio.

Se veniamo esposti a livelli bassi anche se per lungo tempo, il nostro sistema immunitario riesce per così dire a “smaltire” l’infezione, mentre se veniamo esposti, anche se per breve tempo, a livelli importanti, le probabilità di contrarre la malattia aumentano vertiginosamente.

Ora, i sistemi chimici non possono essere usati in presenza di persone, ne consegue che i locali subito dopo l’intervento registrano un costante incremento di contaminazione che aumenta, fino alla sanificazione successiva.  Sapete tutti che l’azione del disinfettante si esplica al momento in cui viene impiegato, la sua azione termina in genere nel giro di pochi minuti. Questo tipo di disinfezioni vengono definite come sistemi ON/OFF proprio perché funzionano per pochi minuti e poi si interrompono. Con l’applicazione di questi sistemi fisici invece, la carica patogena viene costantemente controllata senza mai raggiungere dei livelli preoccupanti.

Una volta posizionato, Zefiro aspira l’aria ambiente dalla parte frontale facendola passare attraverso il filtro anteriore per togliere tutte le particelle di polvere grossolana che potrebbero creare delle microscopiche zone d’ombra ai microrganismi e quindi non garantire la piena efficacia dell’irraggiamento seguente.

Poi l’aria viene fatta passare attraverso le lampade e fuoriesce dalla parte superiore disinfettata.

La macchina è in grado di trattare, come detto, 300 metri cubi l’ora e può essere fornito con un supporto da pavimento per renderlo in un certo senso, portatile in base ai bisogni del momento.

Ma, concentriamoci per un attimo sul discorso del dimensionamento, abbiamo detto 300 metri cubi ora.

Normalmente per assicurare una buona efficacia di trattamento degli ambienti comuni (nelle camere operatorie si arriva a 16 ricambi ora) dovrebbero essere assicurati dai 3 ai 4 ricambi ora, quindi ogni unità sarà in grado di trattare efficacemente, considerando un’altezza dei soffitti mediamente di 3 metri, all’incirca 33 metri quadrati di superficie.

C’è però da operare una distinzione, non tutti gli ambienti hanno lo stesso afflusso di persone per cui avremo probabilità diverse di contagio e questo deve influenzare necessariamente il dimensionamento. Per cui avremo situazioni nelle quali questa metratura potrà essere aumentata ed altre in cui dovrà essere ridotta.

Abbiamo cercato di realizzare, in questa prima fase, una macchina più versatile possibile in modo da poter rispondere alle richieste di una più vasta gamma di utenti.

Colkim ha intenzione, nel medio termine, di creare una vera e propria linea Zefiro, con altri apparecchi di potenze ed impieghi diversificati in modo da poter rispondere a tutte le esigenze del mercato.

Come abbiamo già detto, la manutenzione dell’apparecchio consiste nella sostituzione del filtro anteriore che dovrà essere cambiato ogni 15 giorni, ma questo rappresenta un’operazione molto facile e veloce. I filtri sono esterni, magnetici, per cui con un semplice scatto si opera la sostituzione. I 24 filtri occorrenti alle sostituzioni annuali vengono forniti con l’acquisto della macchina.

Anche il modulo delle lampade deve essere sostituito una volta l’anno ed è compreso nel pacchetto di manutenzione annuale insieme ai 24 filtri.

Zefiro ha una garanzia illimitata; Colkim, in accordo con il costruttore, ha voluto con questa decisione dimostrare la completa affidabilità e qualità della macchina. Ovviamente per macchine la cui efficienza sia stata gestita e garantita dalla sostituzione dei filtri e del vassoio delle lampade.