Cosa dice l’Auditor – N.2: Un approfondimento sulla UNI EN 16636

Cominciando a spulciare meglio la “nuova” norma sui servizi di gestione e controllo delle infestazioni, i più esperti del mondo delle “certificazioni” noteranno da subito come il corpo del testo sia assolutamente assimilabile a quello delle ben più note ISO 9001, ISO 14001 ecc. ovvero 7 punti complessivi e 4 appendici.

Ma è proprio da queste ultime che si può riuscire a capire come la norma in questione entri nel profondo del lavoro del PCO cercando, più delle altre norme, di specificare punto per punto le competenze necessarie per poter svolgere il lavoro nel modo migliore possibile dividendolo per livelli di responsabilità.

In maniera poco ortodossa, partendo ad analizzare la norma dalla fine, quindi proprio dalle sue appendici, è proprio qui che ritroviamo le informazioni migliori per cominciare ad approcciarsi nel modo più professionale possibile alla gestione dei parassiti a 360°. Anche in questo caso vige la stessa regola valida per molto materiale legislativo (leggi, decreti legge, ordinanze ecc.): le informazioni migliori, le più pratiche, le più applicative, si trovano nelle appendici e negli allegati!

La prima delle appendici alla nostra norma di settore, sulla quale vorrei soffermarmi, visto che rappresenta il vero cuore pulsante della norma stessa, specifica, in 6 (!) pagine, quali sono le competenze richieste a ciascun individuo inserito nell’organigramma aziendale e che ricopre ruoli specifici nell’erogazione di servizi professionali di gestione e controllo delle infestazioni.

Le competenze richieste sono divise in 80 punti che, per maggiore chiarezza, vengono divisi in sottoparagrafi facenti parte delle attività svolte da un PCO durante il suo lavoro, che non è inteso solo come quello “in campo”, ma parte da lontano, dal “primo contatto”, durante il quale viene definito il cliente, la problematica, l’urgenza, la pericolosità ecc. e finisce con il garantire la validità del servizio offerto.

Le attività nel loro complesso sono:

  1. Primo contatto: Definizione del problema; Contesto del cliente
  2. Valutazione del sito del cliente
  3. Analisi della causa originaria
  4. Analisi dei rischi del cliente e del sito
  5. Definizione del campo di applicazione
  6. Definizione delle strategie alternative di gestione e controllo delle infestazioni, incluso il monitoraggio
  7. Preparazione di un piano di gestione infestanti per il cliente
  8. Manutenzione, trasporto, immagazzinamento e calibrazione degli strumenti
  9. Esecuzione del piano di gestione e controllo infestazioni concordato
  10. Rapporti (report) e raccomandazioni formali
  11. Conferma dell’efficacia del servizio
  12. Monitoraggio del sito
  13. Garanzia delle competenze

A queste attività la norma affianca i ruoli inseriti in una azienda di PCO ovvero:

  1. Il responsabile Tecnico
  2. L’utente professionale (operatore sul campo)
  3. Il venditore (Agente)
  4. L’amministrazione

Tutti ruoli importantissimi al fine di garantire un ottimo servizio eseguito da una moderna azienda strutturata in modo corretto e che, per le aziende più piccole, possono far capo anche ad una sola persona.

Nell’appendice, i ruoli e le attività, sono inseriti in una tabella e, come in una battaglia navale, dagli incroci che ne derivano scaturiscono, con semplici Sì e NO, le competenze proprie che ciascuna persona che ricopre il suddetto ruolo deve essere in grado di soddisfare, per esempio:

Per questa prima attività si può ben intuire come tutti i ruoli sono interessati dal primo approccio con il cliente, l’agente che ha venduto il servizio, il responsabile tecnico che ha definito i rischi e le esigenze del cliente ecc. tranne l’operatore che entrerà in gioco in un secondo momento e al quale verranno trasmesse le informazioni raccolte in questa prima fase.

L’intera tabella è strutturata in questo modo e c’è da notare come in alcune caselle, invece che Sì o NO, è inserita la parola CONSAPEVOLEZZA. Questo significa che la figura in questione deve cercare di avere almeno una prima infarinatura sulla attività in questione. Come si può ben capire dall’esempio sotto, anche il personale amministrativo deve avere una minima conoscenza su un argomento chiave dell’intero lavoro:

L’intera appendice A è un esaustivo elenco di tutti quelli che sono, nei diversi livelli dell’organigramma, le competenze richieste e che potrebbero essere un ottimo spunto per lo sviluppo di manuali e relazioni tecniche puntuali e approfondite anche per quelle aziende non certificate che cercano di offrire ai loro clienti un servizio in linea con le più moderne pratiche di gestione dei parassiti.

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Cosa dice l’Auditor – N.1: Un approfondimento sulla UNI EN 16636

Claudio Moresi è laureato in Scienze Forestali e Ambientali. Successivamente ha seguito numerosi corsi di aggiornamento che lo hanno portato, nel corso degli anni, a specializzarsi sempre più nel controllo igienico-sanitario nel settore alimentare e non solo. Dal 2005 è responsabile tecnico-commerciale per Colkim per la Puglia, la Basilicata, Cosenza e Crotone. Claudio è anche Auditor e consulente per le norme 9001 – 14001 – 22000 – 22005 – 10854 e 16636 e Consulente BRC e IFS.

Per questo motivo il suo punto di vista può essere utile per i disinfestatori che spesso hanno un rapporto conflittuale con gli auditor.

Per quanto riguarda la UNI EN 16636, Claudio potrà evidenziarne i punti di forza e a sottolinearne i punti deboli per supportare il lavoro del disinfestatore che, finalmente, è sempre più proiettato verso la qualità e la professionalità.

A lui la parola in questo primo articolo a cui ne seguiranno altri di approfondimento:

Lo scenario in cui nasce la nuova UNI EN 16636 è fortemente plasmato sui servizi di controllo degli organismi infestanti o Pest Control, come si chiamano diffusamente adesso, al fine di consentire un controllo e una verifica dei danni che essi posso causare all’ambiente, agli animali, alle persone e in particolare alle derrate alimentari.

La norma è applicabile da parte delle imprese che erogano il servizio di Pest control ed è la stessa norma che, nella sua parte iniziale, esclude le aree della protezione delle colture e la pulizia e la disinfezione ordinaria associata a regolari contratti di servizi per la pulizia, facendo chiarezza circa gli ambiti di applicazione della stessa.

La UNI EN 16636 colma non poco il vuoto legislativo e la mancanza di “good practice” scritte per il settore di riferimento ma per gli addetti ai lavori è ancora molto poco e, probabilmente, la strada scelta è ancora lunga ma forse è quella giusta.

A poco più di 2 anni di vita il testo della norma è stato preso come riferimento da parecchi clienti finali, soprattutto aziende agroalimentari, che utilizzano la norma per controllare il lavoro delle ditte di servizi. Ma sono soprattutto gli stessi PCO che, anche se non certificati per questo standard, nella norma trovano preziose indicazioni su come svolgere il loro lavoro. Un po’ quello che è successo anni fa con i regolamenti BRC e IFS che sono stati presi come riferimento dai controllori ufficiali (in maniera errata in molti casi) e dalla GDO italiana per definire capitolati d’appalto.

Dal canto suo, la norma ha non pochi punti di forza: il primo, e forse il più importante, è proprio quello di essere riconosciuta come “veramente professionale” in tutta Europa unificando ulteriormente l’industria europea di gestione e controllo delle infestazioni. I PCO italiani, che in molti casi soffrono il confronto con i loro pari Europei, potrebbero trarre da questo spunto solo dei vantaggi, con l’apertura di scambi commerciali transnazionali, rassicurando i clienti finali che le operazioni vengono svolte seguendo norme chiare (finalmente scritte), in modo sicuro, efficace ed entro opportuni regolamenti Europei e nazionali che si trovano alla base delle verifiche in nome della UNI EN 16636.

Un altro punto di forza di questa nuova norma è sicuramente quello che assicura il cliente finale che gli operatori hanno le competenze per offrire un “servizio” garantendo e rispettando livelli minimi e convalidati di conoscenza teorica e abilità pratica. La parola servizio è intesa in maniera molto ampia e spazia dalla vendita, ai suggerimenti di gestione pre e post “interventi”, assicurando un servizio in grado di andare ad affrontare le cause originarie del problema identificato. Nel contempo garantisce la riduzione dei rischi per i clienti ed il pubblico e riduce gli impatti negativi sull’ambiente e sul benessere animale.

L’obiettivo finale dichiarato dalla norma è quello di consentire al PCO di offrire servizi conformi con i principi stabiliti dall’OMS in materia di IPM (Integrated Pest Management) e include una combinazione di fattori diversi (controllo chimico, fisico, biologico) per il successo nel controllo dei parassiti, in qualsiasi filiera ci si trovi ad operare.

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